SBK, Bautista: “La Honda? Soltanto ad Aragon ho capito di averla in mano”

“In Australia mi mancava la fiducia con la moto, ora sento la CBR finalmente mia. Marquez? Dopo l'infortunio gli ho fatto gli auguri di pronta guarigione”  

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Cosa dobbiamo aspettarci dalla Honda a Jerez? L’interrogativo è aperto. Già, perché la pista spagnola non nasconde segreti per Alvaro Bautista, intenzionato a regalare una prova di spessore alla squadra sul tracciato di casa. Lo scorso anno fu proprio il numero 19 a fare la voce grossa sulla pista iberica, conquistando il successo di Gara 1 con la Ducati.

Tante cose sono però cambiate in questo anno e mezzo, dal momento che Bau Bau ha lasciato la Rossa per un nuovo progetto, anche se le sue ambizioni sono rimaste immutate. Nonostante le difficoltà incontrate nel round d’apertura a Phillip Island, dove è rimasto giù dal podio, l’alfiere HRC punta ora a cambiare il copione.

“Arrivo fiducioso a questo appuntamento – ha esordito Alvaro – dopo i test di Barcellona e Aragon devo dire che la mia fiducia con la moto è migliorata, così come la mia competitività mostrata in Australia. Penso che nell’ultima uscita, ovvero quella del Motorland, ci sia stato un passo avanti importante”.

Cosa dobbiamo aspettarci da Bautista?

“Non sono qua per puntare a un determinato risultato, ma per migliorare ulteriormente la moto. Questo al momento è il nostro obiettivo su cui focalizzarci e i conseguenza la strada da seguire. Sarà strano correre senza pubblico, ma queste sono le nuove dinamiche con cui convivere”.

La Honda però ti paga per i risultati, sono quelli che vuole.

“È vero, ma una cosa va di pari passo con l’altra. Se migliori la moto hai maggiori possibilità di fare bene. La mia priorità ora è la prestazione e non il risultato. Conta poco finire quinto se poi incassi tanti secondi dal vincitore. Dico così perché alla fine questo è il mio modo di ragionare”.

Cosa è successo in occasione dei test di Barcellona, dove siete rimasti fermi tutti la mattina?

“Dovete chiedere alla HRC, loro vi diranno tutti i dettagli (sorride)”.

Alvaro: dove, come e quanto è migliorato questa CBR 1000 RR-R?

“Devo dire che abbiamo lavorato soprattutto sull’elettronica, cercando di trovare una migliore prestazione. Ci siamo poi concentrati sulle geometrie, riguardanti in particolare l’anteriore, dove ho sofferto all’inizio del Campionato. Ci sono stati dei cambiamenti radicali rispetto all’Australia, dal momento che fino all’appuntamento di Phillip Island non abbiamo avuto tanto tempo a disposizione per lavorare sulla Honda”.

A che livello siete arrivati ora?

“Ad Aragon ho finalmente avvertito la sensazione che la moto fosse mia, intendo avercela in mano. Dico così perché i cambiamenti fatti mi hanno dato fiducia e questo ti spinge a essere veloce senza doverti sforzare. Come detto, inizialmente faticavo all’anteriore e con l’ingresso in curva, ora invece mi sento più sicuro”.

A Jerez vi aspetta un weekend incandescente. Hai avuto modo di parlare con qualche pilota della MotoGP?

Non ho parlato con nessuno, l’unico con cui ho parlato è stato Marc, a cui ho augurato una pronta guarigione. Queste condizioni non sono però una novità per me, dato che in passato corsi a Jerez nel Campionato spagnolo con questo caldo”.

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