SBK, Rinaldi: “La Ducati di Davies? I miei risultati ancora non bastano”

“Il segreto è non pensarci, ma soprattutto dare più di quanto fatto ora. Lo scorso anno avevo perso il sorriso e la fiducia ora li ho ritrovati”

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Il Mondiale Superbike è pronto a ripartire da Jerez e tra i piloti che avranno parte dei riflettori puntati c’è senza dubbio Michael Ruben Rinaldi. Durante il test dello scorso giugno a Misano, il portacolori Go Eleven ha impressionato con un sorprendente terzo tempo, chiudendo alle spalle di Redding e Rea.

Adesso per lui è tempo di nuovi esami, dal momento che lo attende un Mondiale particolarmente serrato, in cui non vorrà certo deludere le aspettative. Dopo quanto visto in Australia e durante l’estate le ambizioni non mancano, toccherà quindi al romagnolo dare quella conferme che tutti si attendono.

“Siamo pronti a ripartire e penso che tutti i piloti non vedano l’ora di essere nuovamente in pista – ha esordito Rinaldi – arrivo a Jerez dopo la due giorni dello scorso 8-9 luglio al Montmelò. A Barcellona non conoscevo ancora la pista, di conseguenza sono riuscito a rimediare all’ultimo una Panigale stradale, in modo da scoprire il tracciato e prendere confidenza in vista del round di settembre. Non volevo infatti arrivare qua impreparato per il weekend di gara”.

Barcellona a parte, tutti parlano della tua prestazione a Misano, dove hai siglato il terzo tempo, mettendo dietro Chaz Davies.

“È stata una bella due giorni, dove ho ritrovato il mio team e la Ducati dopo tanto tempo. L’obiettivo era quello di riprendere da subito fiducia con la moto e cercare di migliorare il mio potenziale. Credo che qualcosa di importante si sia visto, ma quello era un test e di conseguenza conta fino ad un certo punto. Bisogna infatti confermarsi in gara”.

 Michael, come ben sai si parla di mercato. Qualcuno ti vede al posto di Davies sulla Ducati ufficiale per il 2021?

“L’ho letto, ma io alla Ducati di Davies non devo pensarci. Devo soltanto focalizzarmi sulla V4 di Go Eleven, dal momento che  il mio obiettivo è semplicemente quello di mostrare il massimo. Per il momento, i risultati ottenuti in pista, dicono che non merito una Ducati ufficiale. Ci sono infatti tanti piloti veloci e io devo cercare di essere competitivo in qualunque condizioni, senza avere scuse”.  

L’unico round disputato ad oggi resta l’Australia.

“Esatto. Peccato per il contatto con Haslam in Gara 2, dato che stavamo facendo un weekend in grande crescita. Ovviamente la nostra moto non è come quella ufficiale, ma il materiale è ottimo e sono riuscito a mostrare il mio potenziale. Ovvio che non basta accontentarsi, dire quello che sarebbe potuto essere, perché servono i risultati”.

La cosa strana è che lo scorso ottobre rischiavi di rimanere fuori dai giochi.

“È vero e mi dispiace. Il primo anno in Superbike lo giudico positivo, mentre lo scorso non ho trovato la fiducia per essere veloce. È stato un momento particolare e complicato, ma Go Eleven mi voleva e alla fine siamo riusciti a cogliere questa opportunità. Penso quindi di essere tornato un Michael felice ed entusiasta sulla moto”.

Adesso si riparte da Jerez, cosa dobbiamo aspettarci?

“Sarà un fine settimana interessante e con un gran caldo, di conseguenza vedremo quello che accadrà. Come ho detto, a livello personale, qua in Go Eleven sto bene e grazie anche al mio carattere posso finalmente esprimere quello che voglio. Mi sento quindi sereno e fiducioso”.   

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