MotoGP, Bagnaia e Nakagami meglio di Quartararo e Vinales nei GP fotocopia

L'ANALISI - Mentre i due piloti Yamaha hanno ripetuto tempi e posizioni, netto passo avanti per Pecco e Taka. L'opposto per Dovizioso, ingiudicabile Rossi che non aveva finito la prima gara

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La doppia gara sullo sullo stesso circuito è la novità (oltre che una necessità) di questo campionato.  La curiosità era quella di scoprire se correre sulla medesima pista avrebbe cambiato le carte in tavola o se la seconda sarebbe stata la fotocopia della prima. Ora possiamo dire, con i GP di Spagna e Andalusia in archivio, che sono successe entrambe le cose.

Le condizioni atmosferiche nelle due domeniche sono state leggermente differenti, per la prima gara la temperatura dell’aria era di 32°, quella dell’asfalto di 53° e l’umidità al 41%, mentre nella seconda ha fatto più caldo: 36° l’aria, 59° l’asfalto e un’umidità minore (29%).

Non sono cambiate invece le due prime posizioni sul podio: con Quartararo vincente e Vinales secondo. Se Fabio la prima volta ci aveva messo 41’23”796 a completare i 25 giri del GP di Spagna,  domenica scorsa ci ha messo poco meno, 41”22”666. È stato quindi circa un secondo più veloce, ma non ha neanche perso tempo in bagarre o sorpassi, mettendosi in testa dal primo all’ultimo giro. Dove il francese è migliorato molto è sul giro più veloce, passando da 1’38”445 a 1’38”119, meglio anche di Marquez nella prima gara.

Gli occhi erano però puntati su Vinales, che nel primo round aveva scelto la gomma morbida all’anteriore, mentre la scorsa domenica si è deciso per la dura, come tutti gli altri piloti. Maverick è stato effettivamente più veloce, ma anche lui solo di circa un secondo, esattamente come Quartararo, e infatti anche il gap al traguardo è invariato. Dove lo spagnolo ha perso è sul giro veloce: due domeniche fa era stato secondo solo a Marquez con 1’38”445, nella seconda gara non è andato oltre al 1’38”752. Vinales aveva spiegato come stare dietro a Valentino lo avesse penalizzato, facendo surriscaldare le sue gomme, e i dati lo confermano.

Che Valentino Rossi abbia fatto un passo in avanti decisivo è innegabile, ma purtroppo non è possibile confrontare le due gare sulla distanza, non avendo terminato la prima. Si può dare un’occhiata al suo giro più veloce, che però non ha migliorato di moltissimo, appena tre decimi (1’38”812 contro 1’39”163) segno che il cambiamento decisivo lo ha fatto sul passo e sulla gestione delle gomme, come si è visto chiaramente in gara.

Anche per Bagnaia vale lo stesso discorso, anche se Pecco partiva da una situazione nettamente migliore. Infatti  il pilota della Ducati Pramac ha limato di 3 decimi (tondi) il suo giro veloce nelle seconda gara e con 1’38”499 è stato in questa classifica più lento solo di Quartararo.

E Dovizioso? Qui iniziano le noti dolenti. Nel GP di Andalusia Andrea è stato più lento di 5 secondi e mezzo rispetto a quello di Spagna, un netto passo indietro. Un differenza che invece non si vede nel suo giro veloce, la migliore prestazione nelle due gare è stata assimilabile. Sicuramente, una delle cause (ma non la sola) del passo indietro del Dovi è stata la posizione di partenza: nella prima gara era scattato 8° e si era messo subito al 6° posto, nella seconda 14° e si è trovato 10° al primo giro.

Assente Marc Marquez, sono state le Honda di Nakagami e Alex a fare dei passi in avanti decisivi. Takaaki, che è arrivato ai piedi del podio, ha migliorato di quasi 17 secondi il suo tempo di gara, di più di 8. I loro progressi sono stati significativi, anche al netto delle cadute e dei ritiri che hanno influito sulla loro posizione finale. Per Alex non stupisce più di tanto il passo in avanti essendo un debuttante, quello del giapponese sì, un segno di quanto serva l’aiuto degli ingegneri HRC.

Qui sotto vi riportiamo i principali dati dei due Gran Premi.

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