SBK, Jerez: Redding e la Ducati all'assalto del trono di Rea

Riparte nel weekend la Superbike dopo un’attesa durata cinque mesi, Razgatlioglu e la Yamaha sono le mine vaganti, attesa per Bautista e la Honda e il ritorno di Melandri

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Bentornata Superbike! Dopo l’abbuffata regalata dal Motomondiale è ora tempo delle derivate. Riflettori puntati nuovamente su Jerez nel weekend per il primo round dopo il lockdown. L’ultima e unica immagine in pista che ci ha regalato la classe regina in questo 2020 ce l’ha lasciato l’Australia con un weekend che ha visto ben tre vincitori diversi.

Ci piacerebbe rivedere lo stesso spettacolo anche in Spagna, consapevoli però che non sarà così semplice e scontato. Già, perché il tracciato andaluso non ha nulla a che vedere con quello di Phillip Island, dove i valori in campo vengono spesso e volentieri mescolati mischiati.

Di conseguenza sorge spontanea la domanda: cosa aspettarci dal prossimo appuntamento? Johnny Rea partirà con i favori del pronostico e con l’intenzione di ristabilire le gerarchie dopo l’appuntamento dello scorso febbraio. Dovrà ben guardarsi però dal suo compagno di box, quell’Alex Lowes leader a sorpresa della classifica iridata dopo il successo al debutto.

La minaccia più grande sembra però essere rappresentata da Scott Redding, colui che vuole mettere fine al dominio del Cannibale che dura ormai da cinque anni. Il vincitore del BSB ha fatto i compiti a casa durante la pausa, lavorando sul proprio fisico tanto da perdere diversi chili pur di venire incontro alle necessità della moto. Allo stesso modo si sono comportati a Borgo Panigale, dove sono uscite alcune novità dal Reparto Corse per garantirgli un maggior comfort in sella alla moto. Jerez sarà quindi il momento della verità, dopo che Scott ha saputo mettersi in luce nelle due uscite estive nei test di Misano e Barcellona.

Se Redding mostra serenità e fiducia, non mancano invece gli interrogativi legati a Chaz Davies, il cui futuro è ancora tutto da scrivere. Il gallese dovrà infatti dare risposte concrete in merito al proprio potenziale con la Rossa, dal momento che ad oggi vanta un solo successo in sella alla V4, il quale risale allo scorso anno negli States.

Da una parte c’è quindi la Kawasaki, dall’altra invece la Ducati. Occhio però che non si tratta di un semplice testa a testa, perché tagliare fuori dai giochi una Yamaha con Razgatlioglu vincente al debutto sarebbe un grosso errore. Lo sa bene il turco, intenzionato a confermarsi in sella alla R1. E che dire poi della Honda, una delle grandi attese di questo 2020. Il progetto è da poco nato, ma in Giappone c’è la voglia di bruciare le tappe e arrivare subito a togliersi delle soddisfazioni. Jerez, la pista dove Bautista ha vinto lo scorso anno, sarà l’occasione per capire quanto è migliorata la fiducia tra lo spagnolo e la CBR 1000 RR-R, reduce dai test di Aragon.

Infine vietato dimenticarsi della BMW, dove Shaun Muir avrà il suo bel da fare nel gestire due galli come Sykes e Laverty, chiamati a giocarsi il posto in squadra per il 2021 al fianco della new entry van der Mark. Insomma, di carne al fuoco sembra essercene abbastanza e allora perché non metterci pure un bel tocco di tocco di pepe? A pensarci sarà Marco Melandri, di nuovo al via del Mondiale con la Panigale V4 del team Barni dopo un digiuno durato ben nove lunghi mesi.

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