Prova Honda Jazz Hybrid 2020: HEV con grinta e bassi consumi

Al motore a benzina quattro cilindri i-VTEC di 1.500 cc si uniscono due elettrici, uno di potenza ed uno utilizzato come generatore

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di Aldo Ballerini


Tre motori, tre modalità di guida. Già questo basterebbe a creare panico a chi cerca una macchina compatta per la città, che sia comoda, brillante e soprattutto da guidare senza pensieri. Ma la nuova Honda Jazz è proprio così: oltre a essere piccola fuori e grande dentro si guida a occhi chiusi, a destreggiarsi tra i due motori elettrici (uno di potenza e uno generatore) e l'endotermico a quattro cilindri i-VTEC di 1.500 cc ci pensa il sofisticato sistema elettronico di gestione. Noi non dobbiamo fare nulla, solo usare il l'acceleratore e il freno.

Non ci dobbiamo preoccupare del cambio, e fortunatamente non abbiamo neppure il dubbio della scelta: la versione che arriva in Italia è quella con la trasmissione automatica e-CVT. Anche questa è (ovviamente) gestita dall'elettronica, sempre in modo impeccabile, modula il singolo rapporto a variazione continua mantenendo in ogni istante i motori al regime ideale, sia si viaggi a due all'ora in città, ci si diverta sul misto o si viaggi in autostrada ai 175 all'ora, la massima velocità che raggiunge la Jazz. (Ovviamente l'autostrada è quella tedesca).

Curiosità: sebbene sia a variazione continua l'e-CVT è progettata per simulare il suono di un motore con il cambio. Interessante: per noi, nati qualche anno fa, il suono naturale è quello con le marce, ci fa sentire a nostro agio; se fossimo nati con l'e-CVT sarebbe invece l'esatto contrario. La buttiamo lì: nella prossima generazione questo "trucco" non servirà. 

Gestione invisibile

La Jazz ha tre modalità di gestione dei motori: la EV Drive, solo elettrica; la Hybrid Drive, con tutti i motori in attività; la Engine Drive, quella classica, con il solo motore a benzina collegato direttamente alle ruote.

Fino a circa 60 km/h la propulsione è affidata al sistema elettrico; oltre questa soglia si entra in modalità ibrida, si avvia il motore endotermico che aziona il (motore) generatore, che alimenta il motore elettrico da 109 CV, 253 Nm; a circa 90 km/h il motore endotermico passa alla trazione diretta (con una marcia distesa, da autostrada) e la rete elettrica si disattiva ma resta all'erta, per attivarsi quando serve più potenza.

In genere si guiderà per lo più nella modalità ibrida, poiché anche in città, sebbene si viaggi sempre alla velocità da funzionamento solo elettrico, basta premere un po' più forte sull'acceleratore per fare intervenire il motore endotermico: serve più energia per non esaurire la batteria in pochi chilometri. Il sistema quindi raramente è stazionario in una modalità, ed è per questo che la Honda non dichiara l'autonomia delle batterie, non interessa.

Il sistema è trasparente e autonomo, cioè quando guidiamo non ci accorgiamo del passaggio da una all'altra (si riconosce solo guardando la grafica sul cruscotto a colori), e non dobbiamo scegliere nulla: è sempre attivo per gestire al meglio i motori a ogni regime. La batteria è ricaricata usando una quota di potenza generata dal motore endotermico e quando si rilascia l'acceleratore.

Quali sono i vantaggi di questo sistema così articolato? Anzitutto l'efficienza, le emissioni di CO2 partono da 102 g/km; il consumo di carburante da 4,5 litri per 100 km (sistema WLTP, dati dichiarati dalla Casa). Consuma qualcosina la Jazz Crosstar.

Poi ci sono i benefici immediatamente tangibili: la risposta all'acceleratore è immediata grazie al motore elettrico, sebbene dolce all'attacco; poi l'erogazione è brillante e con un andamento da manuale. Ci sono anche le prestazioni perché i 109 CV del motore elettrico sono belli pieni, si passa da zero a 100 km/h in 9,4", la Jazz oltre che efficiente diventa anche pepata.

Guida comoda e (pure) sportiva

Questo nuovo motore ibrido si chiama e:HEV, ed è il primo della serie che equipaggerà le nuove Honda. Ci piace, non solo per l'educazione tutta giapponese che mostra in città, ma anche per la grinta che esprime sul misto. E che ben si addice alle doti dinamiche della Jazz: il nuovo progetto è volto a ridurre la rumorosità e le vibrazioni in modo da assicurare il comfort, ma non per questo la Jazz è morbida e incline a dondolii quando ci si impegna nella guida brillante. Non è ovviamente un'auto sportiva ma le sospensioni centrano un ottimo compromesso, filtrando i fastidi del fondo stradale e riuscendo a mantenere l'assetto quando ci si diverte sul misto, che affronta con grande precisione e agilità.

Questo risultato è dovuto al nuovo progetto delle sospensioni e del telaio e al sistema Agile Handling Assist, tecnologia Honda che in risposta alle brusche sterzate assicura la stabilità applicando una forza frenante alle ruote interne (efficace ma impercettibile).

La sicurezza

Ci sono poi i sistemi di sicurezza attiva e di assistenza alla guida del pacchetto Honda Sensing, che grazie alla nuova telecamera anteriore ad alta definizione riesce a identificare un ampio spettro di pericoli, anche al buio. Il Sensing comprende la frenata a riduzione di impatto, che si attiva automaticamente quando un veicolo, una bicicletta o un pedone incrocia la nostra traiettoria; il cruise control adattativo; il sistema di mantenimento della corsia; il sistema di mitigazione dell'abbandono della carreggiata; il riconoscimento della segnaletica stradale; il limitatore intelligente di velocità; la regolazione automatica degli abbaglianti. Sull’allestimento Executive ci sono il radar che controlla l'angolo cieco e il sistema di monitoraggio del traffico in avvicinamento.

A tutto questo si aggiungono i sistemi di sicurezza passiva, il telaio è strutturato per ridurre l'effetto di un urto all’interno dell’abitacolo, ci sono 10 airbag, e i poggiatesta per mitigare il colpo di frusta.

La frenata è affidata a dischi anteriori ventilati da 262 mm e dischi posteriori da 239 mm, che servono i sistemi di controllo della stabilità, assistenza alla partenza in salita e stazionamento automatico.

Io guido da sola

La Jazz non va da sola ma è sveglia. Anzitutto il sistema di mantenimento della corsia è perfetto, l'auto procede precisa al centro della tua carreggiata senza muoversi di un centimetro, curve comprese. È talmente brava che a volte ti scordi di tenere il volante in mano, ma lei te lo ricorda; e poi c'è il sistema di mitigazione dell'abbandono della carreggiata che ti controlla sempre, avvisandoti se ti avvicini troppo al bordo della strada, se superi la corsia senza aver attivato l'indicatore di direzione e quando rileva l'approssimarsi di un altro veicolo proveniente in direzione opposta: una bella mano alla sicurezza.

Due versioni

Abbiamo introdotto la Crosstar, versione "SUV" della Jazz. È più alta, ha una griglia più importante, le protezioni laterali di colore nero, i mancorrenti integrati sul tetto e i cerchi dal disegno specifico. Entrambe le versioni hanno l'abitacolo proiettato in avanti, il frontale corto, il tetto allungato: l'estetica è dettata dalla funzione, così dicono i progettisti: è l'utilità che guida il design, ed è così che gli oggetti di uso quotidiano si perfezionano nel tempo e diventano sempre più ergonomici.

Con questo obiettivo sono state riviste le quote: l'altezza è ridotta di 10 mm; i montanti sono più sottili per la massima visibilità; il portellone è più ampio per facilitare il carico. Il vano bagagli è di 298 litri, 1.205 con i sedili reclinati. I “Sedili Magici”, ai quali si può ripiegare lo schienale in avanti oppure sollevare la seduta, permettono di configurare la Jazz a seconda delle esigenze.

Grazie alla notevole opera di progettazione la parte tecnica è stata compattata al massimo (ricordiamo che è ibrida), e a bordo c'è ampio spazio per tutti, dal guidatore ai passeggeri: ci sono 4 posti comodi (omologata per 5) e quelli posteriori non sono sacrificati.

Connettività

Il quadro strumenti è un TFT da 7" di ottima lettura, e ovviamente non manca un completo sistema di infotainment, con touchscreen centrale da 9" (di serie sulle versioni Elegance ed Executive), con funzioni attivabili da display o vocalmente (meteo, parcheggio più vicino, playlist, chiamata, punto di interesse...),. Ci sono poi la possibilità di duplicare lo schermo del telefonino, il manuale dell'utente e l’hotspot. La Crosstar ha un supersistema audio con otto altoparlanti.

La Honda offre una app che permette di restare sempre connessi all’auto: è utile, per esempio, per impostare le informazioni di viaggio per poi inviarle al computer di bordo, oppure aprire e chiudere le portiere da remoto. Ma soprattutto tiene d'occhio la tua macchina, avvisandoti se viene spostata da un'area delimitata virtualmente o se parte l’antifurto. Nel caso riesce anche a rintracciarla, sempre grazie al GPS.

Tutte le Jazz sono dotate della funzione E-Call per contattare l'assistenza stradale: in caso di emergenza, la posizione dell'auto è condivisa automaticamente con il pronto intervento.

Trovami un buon ristorante...

I servizi e le app accessibili dalla Jazz possono essere attivati anche con i comandi vocali, grazie all’Assistente Personale Honda, un sistema di intelligenza artificiale che riesce a comprendere richieste anche complesse, come: "OK Honda, trovami un buon ristorante che abbia il parcheggio gratuito, la linea Wi-Fi e in cui possa cenare fra 10 minuti". Scelto il ristorante (quello lo facciamo noi) il nostro assistente ci indica il tragitto più veloce per arrivare a destinazione.

Prezzi e versioni

La nuova Honda Jazz è in vendita a partire da 22.500 euro; la versione Crosstar, disponibile nell’esclusiva colorazione Surf Blue (si può richiedere la versione bicolore, con il tetto nero Crystal Black) da 26.900 euro.

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