MotoGP, Rossi: "Ho lottato contro Yamaha, volevano guidassi come Quartararo"

"Sono vecchio ma posso fare ancora delle belle gare. Avevo iniziato a pensare di smettere, mi hanno aiutato il team, gli amici e i piloti dell'Academy"

Share


Va bene che sono vecchio, ma così era troppo brutto. Non poteva essere vero”. Valentino Rossi tira un sospiro di sollievo a pieni polmoni, il podio di Jerez ha significato bere un sorso dall’elisir di lunga vita (agonistica). Non salire sugli unici gradini importanti la domenica per 17 gare, pari a 1 anno 3 mesi e 14 giorni,  è stata una sofferenza e oggi è finita. “Questo volta è come se fosse una vittoria” commenta il suo podio, il numero 199 in carriera.

Non c’è quasi bisogno di chiedergli il perché.

Arrivavo da un fine settimana frustrante, me non è stata solo una gara, è stato praticamente un anno intero - ricorda il Dottore - In questi mesi ho dovuto lottare per cambiare, a volte ti trovi a dovere affrontare problemi che non ti aspetti, si tratta di questioni politiche. Semplicemente, guidavo una moto che non era mia, non mi trovavo bene”.

Perché?

In teoria era stata fatta per salvaguardare la gomme posteriore, ma in realtà per me non risolveva il problema e in più ero lento. Venerdì siamo riusciti finalmente a cambiarla e ho ricominciato a divertirmi. Sapevo che avrei potuto fare una bella gara, era fondamentale per me, e ora mi sento più ottimista per i prossimi GP. Qui a Jerez ho sempre faticato dopo la vittoria del 2016 e il caldo ha messo a dura prova le gomme”.

“Ho dovuto lottare per 4 giorni con la Yamaha per modificare la moto”

Stai lanciando un messaggio alla Yamaha?

Mi devono aiutare, visto che ci sono e ci sarò anche il prossimo anno, ho bisogno che credano in me. Io sono un pilota che dà indicazioni precise quando scendo dalla moto, ma ho dovuto lottare per 4 giorni per fare quello che io e la mia squadra volevamo sulla moto, se ci fossimo arresi oggi sarebbe stata un’altra brutta gara”.

Perché queste difficoltà a farti ascoltare?

Volete la verità? Perché ci sono Vinales e Quartararo che vanno fortissimo con quella moto, io ho 41 anni e mi dicono che devo imparare a guidare come loro. Ho dovuto lottare, quando mi hanno permesso di fare le modifiche che volevo, mi sono sentito meglio, ho trovato una moto più adatta al mio stile di guida”.

“Stavo iniziando a pensare se fosse ora di stare a casa, ora sono più ottimista”

È stata una boccata di aria fresca?

Dopo una brutta gara, io e il mio team non avevamo parole. Cominciavo a pensare: forse è ora di stare a casa. Era frustrante perché non mi divertivo, ero anche preoccupato di avere deciso di continuare a correre e di doverlo fare in quelle condizioni”.

Come con la Ducati?

Anche in quegli anni avevo attraversato un momento difficile, non ero sicuro se continuare. Ma poi la Yamaha mi riprese e mi ha dato altri 10 anni di carriera. Quando non ottieni buoni risultati, è facile pensare che sia finita. È così per tutti”.

Ma con Yamaha hai una relazione molto lunga.

In un certo senso è normale che abbiano pensato che io dovessi guidare come Fabio e Maverick, loro vanno forte. Forse io non sono al momento il pilota più veloce in pista, ma posso fare delle belle gare. A volte mi chiedo il perché di certe loro posizioni, non mi sembrano molto furbe. Anche perché è difficile trovare delle motivazioni quando non sei veloce”.

“Guidavo una moto che sentivo mia, sono tornato a divertirmi”

Cosa hai cambiato sulla M1?

Diverse cose, siamo andati verso un altro stile. Il punto è che fra ill 2018 e il 2019 gli ingegneri avevano studiato un altro bilanciamento per risolvere il problema del degrado della gomma posteriore. All’inizio era andata bene, avevo fatto due podi, ma poi non più perché non riuscivo a guidare come mi piace in entrata di curva. Questa però non vuole essere una scusa per i miei risultati”.

È una strigliata a Yamaha?

Neanche, sono un pilota Yamaha nel cuore e abbiamo una grande storia insieme. Voglio mettere loro solo un po’ di pressione dopo un buon risultato (ride)”.

Avrebbe potuto essere migliore?

Vinales si è meritato il 2° posto, ho cercato di tenerlo dietro, ma ho commesso un errore a due giri dalla fine e l’ho fatto passare. La gara di oggi dimostra che in MotoGP una buona posizione di partenza è fondamentale, ho anche provato a seguire Fabio ma era più veloce”.

Cosa hai pensato quando hai visto il fumo uscire dalla moto di Bagnaia?

Mi sono spaventato, abbiamo rallentato tutti e Pecco è stato bravo a fermarsi appena gli hanno segnalato il problema. Per fortuna non c’era olio in pista”.

Anche Morbidelli è stato fermato da un problema tecnico.

Mi spiace, Franco come Pecco avrebbe potuto salire sul podio. Non conosco il suo problema, se sia uguale al mio di domenica scorsa. Ma so che gli ingegneri stanno cercando di risolverlo, bisogna prestarci attenzione perché lo sviluppo dei motori sarà congelato per molto tempo”.

“I piloti dell’Academy mi rendono orgoglioso e mi hanno aiutato quando ero frustrato”

Hai comunque ottenuto molte soddisfazioni dai piloti della tua Academy.

Sono molto orgoglioso di loro, insieme abbiamo fatto un buon lavoro in questi mesi e stare con i giovani mi rende meno vecchio (ride). Mi hanno aiutato molto quando ero frustrato, come anche la mia squadra e Uccio, Albi, la mia fidanzata, è grazie a tutti loro se mi sono fatto trovare pronto al momento giusto”.

Dopo Bagnaia e Morbidelli, aspetti Marini e Bezzecchi in MotoGP?

Penso che abbiano entrambi il potenziale per arrivarci. Il nostro team in Moto2 è fra i migliori, infatti gli ho rubato Munoz e Gavira, e penso che abbiamo la migliore coppia di piloti. Luca è mio fratello e ha la mia precisione, ma per molti altri aspetti siamo caratterialmente diversi, lui è più freddo. Spesso mi batte al Ranch e questo non mi fa molto piacere (ride). Marco è più caldo, a volte anche troppo, e ha un gran talento. Devo dire bravi anche a Vietti e Manzi oggi, entrambi hanno fatto una bella gara. Solo una cosa, devono stare un po’ più attenti dopo la bandiera a scacchi!”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti