MotoGP, Petrucci: "Cosa salvo di Jerez? Il biglietto aereo del ritorno"

"Io e Dovizioso ci lamentiamo dello stesso problema e ora dobbiamo trovare una soluzione. Guarderemo i dati di Bagnaia perchè lui gira la moto in un modo diverso dal nostro e riesce ad andare forte"

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Dopo il nono posto dello scorso weekend, ottenuto in condizioni fisiche non ottimali, in molti si sarebbero aspettati di più dalla seconda settimana di Danilo Petrucci a Jerez. E così sembrava essere dopo il sesto posto nella classifica combinata dei tempi, il Q2 conquistato direttamente e una qualifica si difficile ma comunque non disastrosa. Invece, nella domenica del primo e verosimilmente ultimo GP dell’Andalusia il ternano è finito a terra al dodicesimo giro della sua gara.

“Sono caduto, in una curva lenta – ha detto Petrux al termine della corsa - Ero dietro Dovi ed ho perso l’anteriore, ho cercato di sollevare la moto ma poi ho perso il posteriore. Ero piegato esattamente quanto il giro precedente, avevo la stessa velocità, è questo l’aspetto strano della MotoGP. Forse la gomma anteriore era al limite, non abbiamo mai avuto temperature come queste sugli pneumatici, è stato difficile”. 

Prima della caduta come ti è sembrata la tua gara?

“Sono stato con Dovi per qualche giro ma poi l’ho perso. Eravamo abbastanza vicini in gara, abbiamo anche fatto un bel duello, ma entrambi eravamo abbastanza al limite. Alla fine, sono felice rispetto a quanto visto la scorsa settimana, anche se non abbiamo fatto abbastanza. Pecco è stato molto più veloce di noi e di la nostra non è stata una bella gara, ma almeno sono stato più veloce in gara rispetto alla scorsa settimana e questo è un bene”.

Ieri mattina, però, il tuo tempo era convincente. Sei entrato in Q2 senza particolari problemi, poi però in qualifica non hai concretizzato.

“Ieri abbiamo trovato qualcosa un po’ al limite da provare per quanto riguarda l’assetto del nostro freno motore, qualcosa che non avevamo mai provato in precedenza. Questa mattina sembrava andare meglio con maggiore grip. Nel pomeriggio ero più veloce rispetto alla scorsa settimana, ma non era abbastanza perché Pecco con la nostra stessa moto è stato più veloce”. 

Quali sono i tuoi obiettivi con questa Ducati per il proseguimento della stagione? 

“Dobbiamo lottare per il podio, come ha fatto Bagnaia. Sono dispiaciuto per quello che gli è successo e mi dispiace anche per il mio team perché avremmo raccolto qualche punto pesante almeno. È stato un peccato, ma almeno queste due gare sono finite e posso riposarmi e recuperare anche i problemi che ancora ho dopo la brutta caduta di mercoledì”. 

Cosa salvi di questi due weekend? 

“Il biglietto aereo di ritorno. Senza scherzare, oggi stavo andando forte e questo è una cosa positiva. Io e Andrea ci lamentavamo dello stesso problema in frenata, abbiamo fatto una sorta di reset per capire come migliorare perché al momento non ci è possibile compiere una manovra in staccata che in passato ci permetteva di andare forte. Almeno abbiamo dei riferimenti, Pecco fa girare bene la moto e dobbiamo vedere cosa fa di diverso. Guida rotondo, cosa che né io né Andrea riuscivamo a fare”. 

Quanto siete lontani dalla soluzione di questo problema?

“Non si riesce ad andare in buca a golf al primo colpo. Abbiamo individuato il problema, ma risolverlo subito è un’altra cosa. Serve tempo, serve studiare i dati. Come ho detto, stamattina andavamo un po’ meglio, però non abbastanza meglio. Almeno oggi ero assieme al secondo gruppo, però non è quello che vorremmo per la Ducati. Dobbiamo migliorare questo problema, risolverlo”. 

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