MotoGP, Morbidelli: "Quattro M1 tra i primi sei? Puoi dire solo: brava Yamaha"

"Anche se non ho le specifiche factory, ho un ottimo pacchetto. Domani punto al podio, ma in partenza chi avrà i dispositivi holeshot sarà un bel problema"

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Franco Morbidelli è stato protagonista di un ottimo fine settimana fino a questo momento a Jerez. Oggi in qualifica, il pilota del Team Petronas Yamaha è riuscito a concretizzare tutto il potenziale a disposizione conquistando un'ottima sesta casella di partenza in griglia, che potrebbe rappresentare il trampolino perfetto per puntare al podio domani. 

C'è però un particolare che crea un minimo di preoccupazione a Morbidelli e riguarda proprio il momento della partenza. La sua M1 infatti non dispone del device di partenza presente sulle altre Yamaha ed anche su tutte le moto ufficiali della concorrenza e questo particolare potrebbe in qualche modo penalizzare Franco proprio nel momento più delicato della gara.

"Ho un buon ritmo, ma domani sarà tosta lottare con tutte queste moto ufficiali. Alla partenza tanti piloti avranno i device che li aiuteranno - ha dichiarato Morbidelli -  sarà difficile lottare con loro all’inizio. Ma conosco il mio potenziale e voglio dare il massimo domani".

Il podio è un obiettivo alla tua portata?

"La scorsa settimana avevo detto che partendo un po’ più avanti avrei lottato per il podio. Questa volta parto più avanti in effetti, proprio davanti ai piloti che non mi hanno permesso di salire sul podio l’altra volta, ovvero Miller e Dovizioso, che sono un pelo più dietro in griglia. Sembra che questa volta possa essere una lotta tra piloti diversi rispetto a domenica scorsa, ma di certo punto al podio. Domani partirò nella posizione giusta per provarci". 

Ci sono quattro Yamaha M1 nei primi sei posti in griglia. Cosa significa questo per te?

"Questo significa che Yamaha ha fatto un grande lavoro. Stanno lavorando molto duramente, la moto è migliorata rispetto al 2019. Non ho le specifiche Factory come gli altri tre, ma ho in ogni caso un ottimo pacchetto. Abbiamo visto che in entrambi questi weekend sono stato in grado di stare davanti più o meno in tutte le sessioni, quindi non posso lamentarmi troppo. Oggi gli altri piloti Yamaha erano più veloci di me e io cercherò di migliorare e raggiungerli domani. Ma anche questo è un ottimo risultato, è impressionante per Yamaha avere quattro moto nei primi sei. Non posso che dire brava a Yamaha".

Credi che questa situazione dipenda molto dalla conformazione di Jerez, oppure la M1 sarà più competitiva ovunque?

"Penso che quando andremo a correre su piste con rettilinei più lunghi, la Yamaha soffrirà un po’ di più. Ma la realtà è che ogni pista in campionato ha più curve che rettilinei, quindi non saprei. Di certo Jerez è una pista che si adatta alla Yamaha, perché è dolce ed ha curve veloci e lunghe. Vedremo cosa accadrà su altre piste, ma anche in Qatar durante i test le Yamaha erano molto veloci. A Sepang anche la M1 era molto veloce, penso che la moto sia competitiva ovunque a questo punto".

Questo campionato con tante gare vicine è strano e ci sono almeno tre piloti che ne stanno già pagando lo scotto. Questa cosa in qualche modo influisce sul tuo approccio alla guida, pensi che quest'anno un infortunio possa pesare più che in passato?

"Gli infortuni sono una grossa parte di questo sport. Ogni volta che scendi in pista, sottoponi il tuo corpo ad un rischio, ad un grosso rischio. Ma è parte del lavoro, è parte di questo sport. Non credo che prenderò le cose diversamente perché tre rivali si sono infortunati, perché fa parte del gioco. Non cambierò il mio approccio, sapevo già prima dei loro incidenti che cose del genere potrebbero capitare anche a me. Sono stati sfortunati, ma non cambierò mai i miei piani per questi episodi". 

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