MotoGP, Petrucci: "Le KTM ormai sono al livello dei top e saranno un problema"

"Andranno forte in Austria ed a Brno, dove hanno potuto fare i test, ma anche qui le quattro moto sono sempre davanti. Noi stressiamo troppo le gomme e non durano 25 giri"

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Danilo Petrucci non può di certo ritenersi entusiasta di questo venerdì a Jerez, che non gli ha regalato neanche la momentanea certezza di essere presente in Q2 domani. La sedicesima posizione di oggi nella combinata non rivela di certo il reale potenziale della GP20 sul tracciato andaluso, ma da un certo punto di vista potrebbe essere preoccupante in vista della seconda tappa del mondiale.

Il punto della questione però resta secondo Petrucci il problema relativo al consumo delle Michelin, che sulla Ducati in queste condizioni è più marcato rispetto a quanto accade ai rivali in pista, in particolare alle Yamaha, ma anche a moto relativamente nuove alle zone nobili della classifica, ed in particolare alla KTM, la futura casa di Danilo. Jerez poteva essere un problema per le moto austriache, ma in realtà i quattro alfieri in arancio sono spesso davanti, rappresentando un ulteriore ostacolo per i rivali. Un potenziale che potrebbe anche aumentare sulle piste sulla carta favorevoli alla Ducati, come in Austria e Repubblica Ceca. 

"Si, la KTM ha provato sia a Brno che in Austria, perché hanno le concessioni e questa cosa gli da un vantaggio sicuramente - ha commentato Petrucci - ma anche qui a Jerez abbiamo visto che i loro quattro piloti sono tutti davanti.  E’ una Casa che è arrivata a giocarsela con i top. Espargarò la settimana scorsa qui è arrivato ad un secondo dal podio, Binder ha fatto un passo gara al livello di quello di Quartararo. Oliveira mi è arrivato davanti, ho avuto per tanto tempo Lecuona dietro quindi sicuramente va forte. Loro possono sfruttare le loro agevolazioni e sicuramente rappresentano un problema in più sia per Brno che per l’Austria". 

Senza guardare ai rivali, quale resta il  vostro principale problema?

"Abbiamo problemi in frenata e quando dobbiamo mantenere la traiettoria nelle curve veloci. Oggi sembra che ci fossero più problemi rispetto alle altre giornate e la cosa rappresenta un problema perché per contrastare questo fenomeno tendiamo a staccare molto in profondità prima di riprendere il gas in mano e questo stile di guida fa consumare molto le gomme. Nei primi giri non ci sono problemi, ma quando passano 5 o 6 giri le gomme, almeno nel mio caso, raggiungono temperature che non mi permettono di tenere un buon ritmo". 

Il consumo così veloce delle gomme ti toglie anche riferimenti in pista. 

"Il problema è che in gara la moto non mantiene un comportamento costante. Io spingo sempre allo stesso modo, ma giro dopo giro perdo velocità nei singoli settori. Manca continuità e questo aspetto è difficile da gestire durante la gara. Noi dobbiamo cercare di sfruttare i nostri punti forti, come l’accelerazione. Ma in questo momento stiamo sfruttando troppo le gomme. Se guardiamo il passo gara che ho tenuto qui la scorsa settimana, in realtà sono andato più forte nella seconda parte piuttosto che nella prima. Ma questo dipende dal fatto che nella prima parte sono partito a gestire il consumo ed anche la mia forza, perché ero abbastanza debole. Di certo dobbiamo imparare ancora a gestire bene la gomma, ma per seguire Quartararo o Vinales in pista abbiamo bisogno di sfruttare la moto al massimo, compresa trazione e frenata, i nostri punti forti. Ma questo possiamo farlo per 4 o 5 giri e non per 25, perché significa correre senza gestire la gomma. Il problema è il caldo che qui ci sta mettendo in difficoltà, dovremmo imparare a far girare di più la moto senza stressare troppo la gomma".  

Secondo te il problema è più il caldo oppure Jerez, una pista storicamente ostica per la Ducati?

"Secondo me è un insieme di fattori. Jerez non è mai stata una pista favorevole a noi. Sabato dell’anno scorso ho finito le libere in prima posizione, ma faceva molto fresco e potevamo sfruttare il grip in più della gomma morbida. Quest’anno le gomme sono cambiate e sicuramente non ci hanno aiutato, non vanno incontro alle nostre esigenze. Il caldo poi fa perdere grip sul tracciato e questa è una cosa che storicamente non ci aiuta". 

Almeno dal punto di vista fisico stai meglio rispetto alla scorsa settimana?

"Mi sento molto meglio con il collo, in sella alla moto va bene. Devo migliorare, siamo tutti molto vicini. In tre decimi ci sono 10 posizioni e la sessione di domani mattina sarà senza dubbio la chiave per fare una bella gara. Credo che il 30% di come potrà andare la gara dipenderà da quello che faremo domani mattina. Domani la FP3 potrebbe quasi essere più importante della qualifica, perché l’altra settimana con il tempo che avevo fatto in Q1 sarei scattato in sesta posizione. Invece non sono neanche entrato in Q2. Il format attuale della MotoGP è così, è quasi più importante partire davanti che avere un ottimo assetto. Siamo tutti molto vicini al limite". 

Che tempo pensi sia necessario fare domani per entrare in Q2?

"Domani ci vorrà un tempo migliore del 37 basso per entrare in Q2. Penso che il limite massimo sarà un 37.1, ma bisognerebbe fare un 36 alto. Vorrei farlo perché l’anno scorso ci sono riuscito al sabato".

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