MotoGP, Rossi: "Se Marquez riuscirà a correre sarà un bene per tutti"

"Correre ancora a Jerez mi darà la possibilità di migliorare, c'è qualcosa da cambiare. La nuova regola sulle bandiere gialle? Bisogna renderle più visibili"

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Valentino Rossi ha una seconda occasione, quella di rifarsi dal deludente Gran Premio della scorsa settimana. È il vantaggio di avere una doppia gara sullo stesso circuito e il Dottore non vuole (e non può) perdere questa occasione. Non vale solo per lui, in un certo senso anche Marquez, prendendosi il rischio di tornare in pista a pochi giorni dall’operazione, vuole sfruttarla.

È difficile dall’esterno capire quali siano veramente le sue condizioni - ha spiegato Valentino - Sembrava avesse subito un brutto infortunio, invece è già tornato qui dopo pochi giorni. Innanzitutto dovrà capire se potrà guidare, certamente ha dimostrato coraggio e se ci riuscirà sarà un bene per tutti.

Da pilota, ci sente sicuri a essere in pista con altri non in perfette condizioni?

Come ho detto, non si può sapere tutto dal di fuori, pensavamo che avrebbe dovuto rimanere fermo per molto tempo dopo avere visto la caduta. Alla fine, ognuno deve pensare per sé, sta a chi è infortunato capire se possa guidare o meno”.

Pensando a te, allora, cosa ti aspetti da questo fine settimana ancora a Jerez?

Sicuramente cambierò qualcosa per cercare di risolvere i miei problemi, ma ne devo ancora parlare con il team. È strano correre per due volte sullo stesso circuito, ma per noi sarà importante, perché avremo più tempo per tentare qualcosa di diverso. Dovrò essere più forte”.

Yamaha ha problemi di affidabilità al motore? Cosa è successo alla tua M1 domenica scorsa?

Non so bene cosa sia accaduto, si era semplicemente ammutolita, ma spero che Yamaha abbia capito il problema e non capiti più in modo da potere lavorare in un modo normale.

Qual è il piano?

Dovremo cambiare un po’ di cose, sia dal punto di vista tecnico che nel metodo di lavoro”.

La scarsa esperienza di Munoz in MotoGP è un limite?

Ho cambiato capotecnico perché mi serviva qualcosa di diverso, ma i problemi di oggi sono molto simili a quelli dello scorso anno. Però abbiamo corso una sola gara, ci serve più tempo e comunque sono contento di avere David nel box.

Domenica sei stato l’unico pilota Yamaha ad avere problemi, ti senti nella situazione di Lorenzo lo scorso anno in Honda?

Innanzitutto ogni stagione fa storia a sé e poi Jorge sulla Honda all’inizio non era andato male, poi aveva iniziato a cadere e a perdere fiducia. Io sto faticando nel fare lavorare bene le gomme, sia che la causa di tecnica o di stile di guida, quindi mi serve tempo. Inoltre Jerez è una pista in cui ho sempre faticato negli ultimi anni, è particolare per me, inoltre col caldo è ancora più dura. Detto questo, bisogna comunque provare a migliorare”.

Cambiamo argomento, cosa pensi della nuova regola per cui è obbligatorio rallentare con la bandiera gialla esposta?

La Direzione Gara vuole che si presti maggiore attenzione per aumentare la sicurezza, erano preoccupati perché molte volte i piloti continuano a spingere anche quando ci sono le bandiere gialle. Hanno ragione da questo punto di vista, può essere pericoloso, ma capita che noi piloti non riusciamo a vedere le bandiere perché le vie di fuga sono molto ampie, fortunatamente. Io penso che bisogni renderle più visibili, magari utilizzando dei pannelli luminosi, come in Formula1”.

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