MotoGP, La pazza idea di Marc Marquez: correre domenica a Jerez

Il campione del mondo starebbe pensando a questa possibilità se i medici gli dessero il via libera. Ecco perché potrebbe farlo

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Perché Honda ha deciso di non sostituire Marc Marquez questa domenica a Jerez? Il collaudatore Stefan Bradl è in Spagna (in veste di commentatore per l’emittente austriaca Servus TV) e sarebbe stato facile metterlo in sella, ma invece si è deciso di lasciare vuota la RC213V del campione spagnolo.

Marc è stato operato con successo dall’equipe del dottor Xavier Mir e, cosa fondamentale, i medici non hanno riscontrato danni al nervo radiale, cosa che avrebbe allungato di molto i tempi di recupero. A questo punto, con la frattura ridotta e fissata da una placca di titanio, Marquez dovrebbe solo portare pazienza per aspettare che l’osso si risaldi.

La pazienza però non è una dote dei piloti di moto, che spesso hanno dimostrato di correre quando anche quando le basilari regole della medicina dicono che è impossibile. Un caso per tutti: Jorge Lorenzo che nel 2013 da Assen volò a Barcellona per farsi operare alla clavicola sinistra fratturata nel secondo turno di prove libere e per ripresentarsi al via in gara, a 36 ore dall’intervento, finendo 5°.

Anche Marquez starebbe pensando a qualcosa di simile. A ventilare la possibilità, dalle colonne de El Periodico, è Emilio Pérez de Rosas, uno dei giornalisti più vicini a Marc.

Il campione sa benissimo che saltare la gara di domenica vorrebbe dire rendere poi molto difficile la difesa del titolo, soprattutto perché si tratta di un campionato diverso dal solito, molto più corto, con appena 13 gare e perderne due è un colpo duro per tutti, anche per l’extraterrestre di Cervera.

Poter scendere in pista e limitare il più possibile i danni, potrebbe fare la differenza in classifica. Come abbiamo mostrato nella nostra analisi, la velocità di Marquez a Jerez la scorsa domenica è stata impressionante. In questi casi si dice che un pilota potrebbe vincere con un braccio solo e, se Marc corresse domenica, effettivamente sarebbe in quelle condizioni. La vittoria sarebbe impossibile, ma arrivare a punti no, magari addirittura stare nei primi 10.

Il fatto che si corra nuovamente nel circuito intitolato ad Angel Nieto sarebbe sicuramente un vantaggio: il pilota della Honda e la sua squadra hanno già tutti i dati necessari e un’ottima base, senza bisogno di fare esperimenti o dover trovare l’assetto giusto.

Non solo, Marquez avrebbe anche la possibilità di saltare anche il venerdì, per risparmiare energie e correre meno rischi. Potrebbe in questo modo salire in sella il sabato mattina per verificare le sue condizioni, potendo sfruttare comunque due turni di prove libere (FP3 e FP4) e qualifiche.

Sarebbe comunque una pazzia, ma meno folle di tante altre che abbiamo visto.

Per ora, però, è solo un pensiero. Dopo l’operazione Marquez è tenuto sotto osservazione dai medici e solo se le sue condizioni fisiche fossero buone gli permetterebbero di lasciare l’ospedale e raggiungere Jerez, dove dovrebbe comunque passare la visita dei medici del circuito.

Una frattura all’omero è diversa da una alla clavicola, sopratutto perché è al braccio destro, quello che comanda gas e freno. Sarebbe un’impresa al limite dell’impossibile. Forse proprio per questo attira così tanto Marquez.

Qualcuno ricorda comunque l'impresa di Jorge Lorenzo nell'agosto 2013, quando si fratturò la clavicola sinistra durante il test di venerdì adAssen, si è recato a Barcellona, si è sottoposto ad un intervento chirurgico ed è tornato con un volo privato lo stesso sabato per qualificarsi 12°, e domenica, per terminare la gara al quinto posto.

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