MotoGP, P.Espargarò: "Marquez non rischia troppo, è così che ha vinto i titoli"

"Chi dice il contrario non conosce il motociclismo, anche se oggi la possibilità di cadere era alta. La KTM ora è al livello delle migliori case, ci manca solo un po' di velocità di punta"

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Tra i tanti temi emersi dalla prima gara della stagione, un capitolo lo merita certamente la KTM, che con Pol Espargarò ha definitivamente mostrato di essere una moto in grado di lottare per le posizioni che contano. Il quinto posto del partente Espargarò infatti ha un grande significato, viste anche le condizioni non facili del tracciato andaluso, come conferma lo stesso Pol.

“Sono davvero soddisfatto della mia gara - apre - anche se un pilota vuole sempre di più, considerato che sono arrivato ad un secondo dal podio. In un momento della gara ho pensato di poter raggiungere Vinales, ma superare una Ducati ufficiale è stata una missione quasi impossibile. Ho avuto qualche problema con la pressione delle gomme, e stare dietro a Dovizioso ha peggiorato la situazione: non potevo stare del tutto in scia, così per passare ho dovuto spesso frenare più tardi, finendo sempre più o meno largo. A parte ciò conquistare tale risultato in una pista come Jerez e con questo caldo è un ottimo risultato”.

La mutazione della KTM è quasi completa, e per arrivare al 100% pare mancare soltanto un aspetto, che condivide tra l’altro con la Yamaha, ossia la velocità di punta.

Attualmente ci manca solo un po’ di velocità di punta, una mancanza che diventa evidente quando sfidi una Ducati. Per il resto la moto è migliorata davvero sotto tutti i punti di vista, oggi eravamo al livello dei migliori, in alcuni casi anche superiori, come testimoniano anche le belle gare dei miei compagni di marca: ho provato a passare i piloti a me vicini perché mi sentivo più forte. Nel caso di Ducati solo la velocità di punta mi ha penalizzato, mentre per quanto riguarda Yamaha mi sono sentito più rapido di Morbidelli”.

Pol dal canto suo sta iniziando ad abituarsi al nuovo livello raggiunto dalla sua moto, e promette battaglia in vista del futuro.

“In passato ho guidato in maniera conservativa quando mi sono trovato dietro ad un big, per non perdere terreno, e l’ho fatto anche oggi nei primi giri. In seguito però sono rimasto lì ed ho capito che ero anche più veloce, così ho potuto lottare con Dovizioso e gli altri per tutta la gara. Tornando indietro forse sarei stato più aggressivo nei primi giri visto il nostro potenziale, ma è difficile capire queste cose prima”.

In conclusione c’è spazio anche per un pensiero sul suo futuro di squadra Marc Marquez, oggi protagonista sia in positivo che in negativo.

“Marc era davvero veloce oggi, ma il rischio di cadere era molto alto. Nei primi giri mi era sembrato molto a rischio caduta, e purtroppo per lui la caduta in seguito è arrivata. Le gare sono anche questo, e in un campionato del genere devi rischiare il meno possibile, ma questo è Marc e chi dice che rischia troppo non conosce il motociclismo, dato che guidando in questo modo ha ottenuto tutti i suoi grandi risultati”.

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