MotoGP, Quartararo: "Sono ancora a zero vittorie, le pole non contano"

"Vinales e Marc più rapidi, ma voglio giocarmi il successo. Prima pensavo solo a chiudere davanti ogni sessione, ora lavoro sul passo. Sto imparando la M1". Vinales: "Voglio attaccare da subito, le gomme non sono un problema" Io il  francese con più pole? Ma ho ancora zero vittorie

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Stesso risultato, un anno dopo. Fabio Quartararo ha iniziato nel migliore dei modi la sua seconda stagione in classe regina, conquistando la pole numero sette in categoria (numero uno di sempre tra i piloti francesi) in appena 20 Gran Premi, e confermandosi il vero enfant prodige del momento storico attuale della MotoGP. Una pole conquistata d’autorità, frutto anche della risoluzione dei problemi avuti ieri, che ha consentito a Fabio di arrivare rapidamente al livello dei migliori.

“Mi fa piacere essere il francese con più pole in MotoGP – racconta – ma il dato più importante sono le 0 vittorie. Da ieri ad oggi sono migliorato molto, specie con le modifiche attuate nelle FP2: ho provato il primo attacco al tempo stamattina ed è andato bene, mentre nel pomeriggio ho dovuto fare i conti con più aderenza del previsto, ma il risultato è stato ottimo. Ho fatto un piccolo errore alla curva 6 durante il giro lanciato, ed alla 11 le bandiera gialle mi hanno indotto a rallentare un po’, quindi sarei potuto essere forse più veloce di qualche centesimo”.

Fabio è senza dubbio cresciuto mentalmente dall’anno passato, e lo dimostra riflettendo sul diverso approccio che attua ora nei confronti delle varie sessioni.

“L’anno scorso ero spesso ossessionato dal finire tra i primi in ogni turno, ma poi non ci riuscivo in gara ossia nel momento più importante: ho capito che devo lavorare sul passo, cosa che ho fatto in questi giorni, anche se non credo di essere ancora al livello di Marquez e Vinales”.

Il pensiero dunque corre ovviamente alla gara di domani, in vista della quale il giovane transalpino tiene i piedi ben piantati a terra.

“Non ho ancora una strategia, ma una piccola modifica fatta sul finire delle FP4 dovrebbe aiutarmi. Andare in fuga? Non credo, Marc ha un passo migliore del mio. Le gomme non dovrebbero essere un problema, almeno da quanto emerso nelle FP4, quando ho fatto 25 giri di fila senza patire particolarmente il decadimento degli pneumatici. Nemmeno il surriscaldamento dell’anteriore mi preoccupa, almeno non in pista con rettilinei non particolarmente lungi come questa”.

Il problema che attanaglia maggiormente Fabio riguarda la sua moto, che sta ancora scoprendo giorno dopo giorno.

“La velocità di punta resta il punto debole, ma abbiamo altri punti forti. Non sono certo che il prototipo 2020 sia più difficile da guidare del 2019, semplicemente devo ancora trovare la confidenza che avevo raggiunto gara dopo gara con l’altra moto. Il potenziale non manca, ma solo facendo chilometri posso capire tutto quello che serve della moto”.

Vinales: "Per vincere il mondiale devo battere Marquez, il favorito"

Al fianco di Quartararo scatterà Maverick Vinales, che dopo una mattinata non particolarmente brillante ha tirato fuori gli artigli nel turno di qualifica. Non mi aspettavo un giro così rapido – spiega - ma sia la pista che le gomme hanno reagito bene”.

Quella di domani sarà una gara molto importante anche per il pilota spagnolo di casa Yamaha, alla ricerca della giusta costanza per poter lottare per il titolo.

“Domani cercherò di spingere sin da subito, ma dovrò capire come gestire le gomme. Sarà una gara dura e calda: certamente partire bene e imporre il proprio ritmo sarà importante, e devo sfruttare l’ottima tenuta degli pneumatici nei giri finali”.

Per Vinales il target non può che essere la vittoria, ma Maverick pensa soprattutto ad un’altra cosa

“Per vincere il campionato devi battere Marc ossia il favorito, cosa non facile. Dal canto mio credo di dover migliorare ancora un po’, ma domani avrò la possibilità di vincere. Problemi nel corpo a corpo? Con Yamaha e Honda no, con Ducati è più difficile passare, perché non posso sfruttare la velocità in curva per uscire vicino, e diventa difficile poi superare in frenata”.

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