MotoGP, Petrucci: "Per me una gara di sopravvivenza, ho molto dolore al collo"

"Questa mattina ho dovuto fare delle infiltrazioni per guidare, ma sono contento dei miglioramenti. L'assetto variabile Ducati? Aiuta a superare"

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La caduta di mercoledì è costata cara a Danilo Petrucci. “Un vero peccato, non è stata nemmeno colpa mia, sono scivolato sull’olio” lamenta giustamente al termine di un turno di qualifica deludente, che ha terminato al 14° posto. Un inizio in salita, a cui si sommano gli acciacchi.

Per me sarà una gara di sopravvivenza, non potrò attaccare. Dovrò fare i conti con le mie condizioni fisiche e con un setup non ancora perfetto” spiega il ternanto.

Iniziamo dal fisico, come ti senti?

Male. Questa notte non sono riuscito a dormire, ho dovuto prendere anti-dolorifici ieri sera e fare delle infiltrazioni questa mattina. I medici mi avevano avvertito di non fare sforzi, ma ieri non potevo rimanere fermo. Da ieri pomeriggio sento forti dolori alla cervicale e alle spalle, in qualifica ho cercato di limitare i danni. Non sono stato nemmeno lento, anzi, con il mio tempo in Q2 sarei stato 5°, purtroppo mi sono fermato alle Q1".

Passiamo ai problemi tecnici.

Siamo arrivati un po’ troppo tardi a un buon assetto, ma sono contento dei miglioramenti fatti e questo mi dà fiducia. Però dobbiamo ancora capire bene la nuova Ducati, cambiamo ancora il bilanciamento a ogni turno e la nuova gomma di Michelin non ci aiuta molto. Anche oggi sono salito in moto con tanti punti interrogativi, ma ora sono più fiducioso, come ho detto”.

Abbiamo visto tante cadute, qual è il motivo?

“Le temperature sono altissime, ci sono 60° sull’asfalto ed è scivoloso. Per trovare aderenza si abbassa il posteriore della moto, ma così di scarica l’anteriore e infatti in tanti sono caduti in inserimenti, al momento di lasciare i freni, in curve lente. Stiamo girando in condizioni estreme, domani bisognerà gestire con attenzione i 24 giri della gara. Mi spiace per le mie condizioni fisiche.

Stai usando il sistema di assetto variabile?

Sì, sono stato fra i primi, insieme a Miller, a utilizzarlo e sono abbastanza abituato ora. Il vantaggio dal punto di vista cronometrico è limitato, parliamo di qualche centesimo, ma penso possa aiutare nei sorpassi, soprattutto in una pista come Jerez dove sono più complicati, perché rende la moto più stabile sia in frenata che in uscita di curva. Dall’altra parte non è così semplice da usare, perché spingi bottoni per tutta la gara”.

 

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