MotoGP, Dovizioso: "Per Ducati non ho motivazioni? Meglio non rispondere"

"Vivo di sport e mi sono anche infortunato per questo. Non riesco a far derapare la moto come e quanto voglio. Vinales, Marquez, Quartararo e Rins hanno un passo migliore del mio"

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Ancora scintille in casa Ducati, dove l'aria è già tesa con Dovizioso. A Jerez Andrea ha risposto alle dichiarazioni di Paolo Ciabatti, il ds della Rossa, che ha parlato di una possibile mancanza di motivazioni in Dovi.

Ci sono delle cose da dire ma non è questo il momento, non aiuterebbe nessuno la cosa. Non ho mai avuto problemi di motivazione e mai ne avrò, non credo sarà mai un mio limite: io vivo di sport, tant’è che ho chiesto di fare una gara di cross rompendomi una clavicola, quindi la mancanza di motivazione non è il mio caso”.

Meglio allora tornare alla quello che è successo in pista. Anche perché la situazione è molto migliore che quella al tavolo delle trattative. Poche settimane fa sarebbe stato difficile da prevedere, ma al termine del primo giorni di prove sul tracciato di Jerez Andrea Dovizioso è il migliore di casa Ducati. Tutto questo nonostante una condizione fisica non ottimale e, soprattutto, una gomma posteriore che continua ad essere indigesta alla Desmosedici GP.

“Rispetto alla giornata di test siamo migliorati – apre Andrea - quindi abbiamo centrato il nostro obiettivo odierno. Non siamo lontani dai migliori, e nel pomeriggio ho avuto un buon passo con le gomme usate. Il punto focale su cui concentrarsi sono le gomme, che su ogni moto sembrano agire in maniera diversa: dall’esterno sembra che Suzuki ed Honda riescano a lavorare meglio con queste gomme rispetto a noi”.

Il capitolo gomme è cruciale, e Dovi lo approfondisce con la classica scrupolosità che lo contraddistingue.

“E’ difficile gestire la gomma posteriore. In ogni fase della curva c’è un comportamento diverso da interpretare: è complicato far derapare la moto come e quanto vuoi sia in ingresso che in uscita, e in quest’ultimo caso c’è sempre un alto rischio di perdere il posteriore. Ogni pista regala spunti diversi e sensazioni diverse, ad esempio in Qatar eravamo in difficoltà ma dopo tre giorni abbiamo risolto il problema, mentre Jerez è una pista più difficile per noi”.

Per una gomma che offre risposte negative c’è però un fisico che risponde presente, nonostante il grande caldo andaluso.

“Fisicamente sto bene. Come sempre il primo giorno è il più difficile ed avere successivamente una giornata di pausa, cosa che di solito non abbiamo, è stato un sogno. Oggi mi sono sentito molto meglio sotto tutti i punti di vista, il problema vero resta il caldo: fare qualche giro di seguito non è un problema, ma coprire la distanza di gara sarà dura. Mi piacerebbe che l’inizio di gare fosse lento, ma non credo che tutti i piloti la pensino allo stesso modo (ride ndr)”.

Dovizioso: "Sogno un inizio gara lento, ma credo gli altri la pensino diversamente"

Il pensiero corre così a domenica, ed a una gara che sembra davvero essere indecifrabile sino allo spegnimento dei semafori.

“Sarà difficile capire il mio obiettivo anche poco prima della gara, perché 25 giri in queste condizioni sono una situazione estrema e difficile da prevedere. Al momento però sembra che Vinales, Marquez, Quartararo e Rins abbiano qualcosa in più in termini di passo, che è diverso dalla pura velocità, cosa che non manca nemmeno a me”.

Il caldo di per sé non è un alleato, ed in questo nemmeno la pista di Jerez ha mai particolarmente sorriso al forlivese, che dovrà però nuovamente correre in Andalusia già domenica prossima.

“La cosa bella di correre una volta sola nelle piste è che quando hai corso in una pista che non ti piace, poi puoi non pensarci per un anno, ma non è questo il caso. La prossima settimana i distacchi saranno ancora più ridotti, sia perché la pista è piccola sia perché tutti miglioreranno. Forse tutto questo può aiutarci, perché abbiamo del lavoro da fare e correre una gara regala tante risposte”.

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