MotoGP, Dovizioso: "Non ho ancora capito la nuova gomma Michelin"

" La spalla? Non avrò problemi in gara. Siamo tutti vicini, fin troppo per i miei gusti. In Qatar avrei lottato per il podio, qui a Jerez è tutto diverso"

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Andrea Dovizioso la sessione di test odierna a Jerez non rappresentava solo il ritorno in sella alla sua Ducati GP20 dopo lo stop di quattro mesi imposto dal Covid, quanto piuttosto il primo vero banco di prova per capire le condizioni della clavicola infortunata durante una gara di motocross. Per fortuna il responso da questo punto di vista non è stato affatto negativo e Dovizioso sembra assolutamente sereno durante l'incontro (virtuale) con i giornalisti.

Il problema della giornata è piuttosto un altro e ci riferiamo in particolare alla nuova gomma di Michelin per la stagione 2020 che continua a rappresentare il vero problema per Dovizioso. Andrea non nasconde le proprie difficoltà riguardo questa novità, che al momento non riesce a sfruttare al massimo del suo potenziale. 

"Non ho ancora capito tutto della nuova gomma Michelin. Quando non fai abbastanza giri di seguito non riesci a valutare bene il comportamento ed al momento noi non stiamo ancora sfruttando al massimo il potenziale di queste gomme. Sono lo stesso felice di come è andata questa giornata, perché non volevo prenderla come se fosse una sessione di prove da weekend di gara, quanto piuttosto come un test in cui girare, lavorare con calma ed abituarsi alla moto". 

Resta dunque il dilemma legato alla nuova Michelin.

"La gomma rappresenta una grande novità, non si tratta solo di una mescola nuova ma proprio di una gomma completamente diversa rispetto al passato. Penso che abbia un grande potenziale ma al momento non sono felicissimo di come la sto interpretando. Penso che abbiamo ancora tanto lavoro da fare, anche se il test di oggi ci ha aiutato. In Qatar penso che fossimo pronti per lottare per il podio, ma qui la situazione si è mostrata subito diversa perché la gomma ha reagito in modo diverso alla temperatura così elevata. Credo che influenzerà molto il resto della stagione. Dobbiamo imparare il prima possibile ad interpretarla". 

Al momento ti vedi nel ruolo di inseguitore rispetto ai più veloci?

"Non ci stiamo adattando facilmente a questa gomma, non la controlliamo ancora come dovremmo. Sarà una rincorsa, ma è difficile capire come sono messi gli altri. Il lavoro cambia molto tra mattina e pomeriggio. Oggi c’erano 58 gradi sull’asfalto, una cosa mai vista neanche a Sepang. Fino a che fai 6 giri consecutivi è una cosa, farne 25 sarà diverso. Oggi erano tutti veloci, ma in gara serve altro e noi dovremo restare concentrati su altre cose. Sappiamo di non essere a posto, non mi sento di poter spingere in un certo modo, però sento di avere margine. Una giornata come oggi ti permette di imparare tanto, 90 minuti consecutivi in pista sono parecchi. Magari non prenderemo la strada perfetta, non risolveremo tutto, ma secondo me faremo un bel passo in avanti. Per fortuna qui a Jerez abbiamo tantissime dati su cui lavorare, quindi sono abbastanza sicuro che da qui a venerdì riusciremo a migliorare la moto parecchio. Le sensazioni non sono cattive, ma al momento il problema è sfruttare la gomma e non ci stiamo riuscendo. Sono certo che se troveremo la strada velocemente, potremo progredire parecchio".

Come va invece il lavoro sulla moto? La GP20 è un passo in avanti netto rispetto alla GP19?

"La moto del 2019 e del 2020 sono molto simili, non è stata fatta alcuna grande modifica. La cosa diversa è la gomma, che fa talmente tanta differenza da non far percepire altro. Poi anche le temperature sono altissime, sono 4 mesi che non giriamo, non abbiamo fatto una singola gara con queste gomme. Troppi aspetti diversi per poter arrivare ad una conclusione ed avere una situazione chiara".

Aprilia e KTM si sono avvicinate parecchio. Pensi sia anche merito della gomma?

"Secondo me Aprilia e KTM hanno lavorato bene sulla moto, la nuova gomma non li aiuta o penalizza. Saremo tutti vicini, ma anche nel 2019 lo eravamo da metà stagione in poi. L’unico che andava più forte era Marquez, che ha vinto tante gare anche all’ultimo giro però. Io credo che sia proprio il livello del campionato che è altissimo, con moto che hanno caratteristiche diverse eppure sono tutte molto competitive. Anche i piloti sono forti, talentuosi. Durante i test alla fine dei tre giorni l’ultimo incassa tre secondi, quindi magari puoi trovarti 18° a sette decimi. Poi di certo la gara è un’altra cosa, ma la situazione è questa. Per i miei gusti siamo fin troppo vicini"

Almeno la spalla sembra essere una preoccupazione in meno, giusto?

"Abbiamo tutti lavorato davvero perfettamente per quanto riguarda il mio infortunio. Sono stati tutti grandiosi, le cose vanno bene e non ho dolori strani, che sarebbero stati un brutto segnale. La MotoGP è rigida, potente e per quanto stai bene, è sempre un grande banco di prova. Invece mi sono trovato bene. Ogni operazione è diversa, perché ti rompi sempre in modo diverso le ossa. Io per esempio mi ero già fratturato la clavicola e l’altra volta fu molto peggio. Per fortuna Fabrizio Borra era con me alla gara di Cross e questo mi ha aiutato a farmi trovare un po’ più pronto subito dopo l’incidente. Questo ha permesso di operarmi subito, facendo risparmiare tempo e non tenendo ferma la spalla. E’ stato tutto perfetto, le viti utilizzate sono piccole, non sono un grosso problema. Le persone che si sono prese cura di questa cosa, si conoscono bene tra loro e conoscono benissimo me, quindi questo mi ha permesso di tornare ad allenarmi immediatamente senza perdere massa muscolare, né tono. Ho una piccola piastrina sull’osso, ma non è un grosso problema, ho tolto i punti venerdì ed ho provato subito con i go kart e tutto è andato bene. Oggi ho avuto l’ultima conferma, il lavoro è stato perfetto e non avrò problemi in gara". 

Come è per un pilota vivere questo paddock così diverso?

"E’ strano vedere il paddock in questo modo. Ci sono poche persone, sembra di essere ai test e non ad un weekend di gara. Oggi è vero che si trattava di un test, ma sarà strano venerdì arrivare e non trovare nessuno sulle tribune. L’aspetto positivo è che noi piloti possiamo fare quello che vogliamo, andare in giro per il paddock perché non c’è folla. Questo è inusuale e devo dire che è anche bello. Di solito stai chiuso nel tuo ufficio, invece adesso c’è tanta libertà".

Quartararo venerdì resterà fermo 20 minuti durante la FP1. La trovi giusta come sanzione?

"Credo che Quartararo non subirà alcuna conseguenza da quello stop di 20 minuti. Secondo me il vantaggio di una cosa del genere, della cosa di cui è accusato,  è pari a 0, quindi dargli una sanzione non è il massimo. Ma se c’è un regolamento, è anche giusto farlo rispettare. Non conosco i dettagli, non so in cosa non fosse regolare la sua moto. E’ vero anche che noi piloti non possiamo girare con la MotoGP per allenarci e chi si vuole allenare deve trovare delle moto più competitive possibili per avvicinarsi alla MotoGP e qualsiasi moto è lontana anni luce da queste. Non tanto per il tempo sul giro, ma proprio per le sue caratteristiche". 

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