MotoGP, Bagnaia: “Guidare in queste condizioni ti brucia le mani”

“Nemmeno in Malesia l’asfalto ha una simile temperatura, ma io non sono uno di quelli che soffre. Al momento Marquez ha il passo migliore”

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Sesto al pomeriggio, decimo nella combinata. Dal volto di Pecco Bagnaia trapela una certa soddisfazione per quanto fatto nei test del mercoledì a Jerez. Quello di oggi è stato solo un antipasto del fine settimana, ma il portacolori Pramac è convinto delle proprie potenzialità in sella alla Rossa, nonostante il forte caldo con cui devono fare i conti i piloti.

È stato un bel mercoledì – ha esordito il piemontese – pensavo andasse peggio per via del caldo, invece le sensazioni sono state positive, soprattutto al pomeriggio, quando le condizioni saranno le stesse che ritroveremo domenica in gara. Diciamo che tornare dopo cinque mesi in sella alla MotoGP è una cosa abbastanza strana”.

Pecco, a che punto siamo dopo questo mercoledì? È possibile fare un primo bilancio?

“Al momento è ancora troppo presto per dirlo, più che altro mi sono concentrato sulle sensazioni in sella alla moto, dato che oggi non ci siamo spinti al limite. Questo vale per me, così come per gli altri piloti. Oggi sono riuscito a essere più vicino ai primi, inoltre non ho avvertito grossi limiti nel fare girare la moto e devo dire che siamo molto forti in staccata rispetto alla scorso anno”.

Questo secondo aspetto l’hai sofferto particolarmente nella scorsa stagione.

“Lo scorso anno faticavo anche con le gomme usate, ma da quest’anno avverto delle sensazioni migliori. Il tempo di 1’38”4 l’ho realizzato infatti con lo pneumatico usato. Bisogna poi vedere cosa accadrà domenica. Queste gomme nuove ci hanno però aiutato, anche se il discorso vale per gli altri, tra l’altro la pista non era molto gommata”.

Eppure nei test di Sepang Dovizioso e Petrucci avevano storto il naso riguardo lo pneumatico posteriore.

“A me piace molto di più, poi non so gli altri piloti, ma a me potrebbe aiutare”.

Ci sono poi le condizioni meteo con cui dover fare i conti.

“Non avevo mai provato un caldo del genere, l’asfalto a 60° non lo trovi nemmeno in Malesia, però non sono uno che lo accusa. Lo senti particolarmente alle mani, quelle bruciano, anche se la grafica rossa e bianca della nostra moto ci aiuta (sorride)”.

Oggi le Yamaha hanno chiuso al comando.

“Secondo me non siamo troppo lontani rispetto alle Yamaha, mentre Marc ha un passo superiore a tutti. È arrivato all’1’38” basso con grande costanza. Per il resto siamo vicini”.

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