SBK, Zambenedetti: “La Ducati non soffrirà in rettilineo come in Australia”

“A Barcellona abbiamo lavorato sulla Panigale V4 trovando le conferme che ci servivano. Davies? Lui non ha bisogno di spremere la moto nei test”

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Ci ha pensato Marco Zambenedetti a tracciare il bilancio della due giorni di test a Barcellona. L’ingegnere Ducati, ovvero il Gigi Dall’Igna della Superbike, se così vogliamo definirlo, analizza infatti quanto svolto da parte della Casa in occasione dell’ultima uscita prima della ripartenza del Campionato.

Al Montmelò non mancava la curiosità nei confronti della Rossa, che per l’occasione ha sfoggiato diverse novità tra cui una nuova sella e un serbatoio dal profilo più rigido. Dal box Aruba trapela quindi un cauto ottimismo per il lavoro svolto, ma allo stesso tempo vietato accendere facili entusiasmi, perché la verità la si scoprirà soltanto ad inizio agosto.

Siamo abbastanza soddisfatti del lavoro svolto con entrambi i piloti a Barcellona – ha esordito Zambenedetti – con Scott e anche con Chaz, siamo infatti riusciti a confermare alcune soluzioni provate a Misano, sia a livello di materiali che di assetti. A tal proposito, dopo la prestazione di Misano, devo dire che Redding ha mostrato di essere competitivo anche su un tracciato che presentava meno grip. Non siamo però pienamente soddisfatti, dato che ci manca ancora qualcosa, ma c’è comunque fiducia per il risultato portato a casa”.

I test di Barcellona si sono svolti a luglio, però in Catalogna la Superbike correrà tra due mesi.

“Esatto. Non sono cosa ci attenderà a settembre, probabilmente temperature più fresche. Nonostante le differenze che andremo a trovare, la situazione sarà comunque sotto controllo e personalmente siamo ragionevolmente entusiasti dei passi avanti compiuti con la moto”.

A Barcellona Scott ha confermato di essere nelle posizioni di vertice, mentre Chaz più arretrato. Come mai? C’è da preoccuparsi?

“Con Chaz siamo riusciti a confermare le cose provate, anche se abbiamo faticato a sfruttare la gomma nuova. Dovremo fare qualcosa di più sul giro secco, ma nonostante ciò andiamo a Jerez consapevoli delle nostre carte da giocarci. Di sicuro la base è buona”.

Al momento sembra che Scott, nel confronto con Chaz, abbia più in mano questa Ducati. È proprio così oppure no?

“Eviterei di dare giudizi affrettati, dal momento che il cronologico non rispetta il reale valore in campo. Chaz ha sempre preferito esprimersi in gara rispetto ai test. Lui non ha bisogno di spingere al massimo la moto per capirne il potenziale, preferendo lavorare sulle sensazioni e i dettagli”.

L’unica immagine in gara della Ducati di questo 2020 risale a Phillip Island. In quell’occasione la Ducati di Scott Redding faticò molto a sorpassare in rettilineo. C’è il rischio che si ripeta un copione del genere?

Speriamo di non assistere a una situazione del genere e personalmente credo di no, perché abbiamo lavorato per trovare le giuste soluzioni. Di sicuro il Campionato è molto più bilanciato rispetto alla passata stagione e proprio per questo spero che nel momento in cui i valori dovessero essere scompensati, credo che sia necessario intervenire e cambiare qualcosa”.

Cosa ha fatto la Ducati per risolverà il problema emerso in Australia.

“Con Scott abbiamo migliorato la posizione di guida, in modo da offrirgli un maggiore comfort, lavorando principalmente sulla aerodinamica. Siamo dell’idea che sia stato fatto un buon lavoro e a Jerez ne avremo conferma o meno. L’unica cosa che posso dire, rispetto a Phillip Island, è che a Barcellona le velocità che si vedono dipendono molto dalla frenata”.         

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