SBK, MotoGP e Superbike: la ripartenza col COVID sarà un ritorno al passato

Le tende rubano il posto alle hospitality e per mangiare nasce pure l’applicazione per richiedere il menù il giorno prima, servito nel lunch box

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Benvenuti nella Superbike 3.0, ovvero quella in cui, chiamati a convivere col COVID-19 e si stravolgono le tradizionali dinamiche del paddock. Scordatevi infatti le mega hospitality che si fanno da battaglia l’una con l’altra e tutte le attrazioni offerte durante il weekend dai vari sponsor, perché la ripartenza sarà all’insegna del rigore, del distanziamento, ma soprattutto delle limitazioni in circuito in termini numerici per gli accessi.

I test della Superbike andati in scena a Barcellona sono stati una sorta di prova generale di quello che ci aspetterà a partire dal prossimo 2 agosto, quando le derivate torneranno nuovamente in pista a Jerez dopo oltre cinque mesi dal round di Phillip Island.

Al Montmelò abbiamo quindi cercato di analizzare e capire cosa ci aspetta. Ecco dunque quale sarà il quadro generale della situazione dopo le informazione raccolto in occasione della due giorni catalana.

MOTOGP E SUPERBIKE: SI TAMPONE - NO TAMPONE  

A ogni persona che si presenterà ai cancelli d’entrata del Circuito verrà misurata innanzitutto la temperatura corporea, qualora questa dovesse risultare superiore ai 37,5°, l’accesso gli verrà negato. Occhio subito a questo primo punto. Già, perché MotoGP e Superbike seguiranno un diverso protocollo. Nel Motomondiale tutti gli addetti ai lavori verranno infatti sottoposti a tampone prima di entrare in Autodromo, nelle derivate invece non ci sarà nessun tampone, soltanto misurazione della temperatura corporea. Ecco quindi una differenza non da poco che presentano le due realtà. Anche se alcune Case, in forma autonoma e senza obbligo, hanno deciso comunque di effettuarlo per i propri membri.

Come già sappiamo, per il momento la MotoGP ha negato l’accesso ai media cartacei e online, consentendo l'accesso alle sole TV. La Superbike, invece, anche perché la sua ripartenza avverrà ben due settimane dopo ha scelto un protocollo diverso ed è altamente probabile che, come già fatto dalla F.1, sarà permesso l'accesso ad un selezionato numero di giornalisti. In ogni caso, in sala stampa, ai giornalisti presenti sarà richiesta una distanza di sicurezza di minimo due metri tra una postazione e l’altra. Inoltre sono già stati installati i vari dispenser con disinfettanti, in modo da igienizzare le mani ogni volta che si entra ed esce dal media centre. A tutti i  presenti, sarà poi richiesto di indossare come da protocollo la mascherina. Per quanto riguarda poi le interviste di fine giornata, richiesto un distanziamento di minimo un metro dal pilota, che parlerà indossando l’apposita mascherina.

VITA DA BOX DISTANZIATA TRA MICROFONI E FACE SHIELD

Questo per quanto riguarda innanzitutto il discorso media. Poi c’è la vita nel box, dove qua la faccenda diventa più complicata. Meccanici e piloti dovranno ovviamente utilizzare la mascherina, nonostante le alte temperature con cui saranno chiamati a confrontarsi durante i caldi weekend di gara. A Barcellona, giusto per fare un esempio, il termometro segnava ben oltre 30 gradi e di conseguenza non sarà proprio una passeggiata. All’ingresso di ogni box, verranno anche qua installati i dispenser, in modo da igienizzarsi le mani.  

Con l’avvento del COVID-19 cambia inoltre anche il modo di comunicare tra piloti e capi tecnici. C’è chi come la Yamaha si affida al microfono oppure chi come la Ducati preferisce utilizzare il face shield, ovvero una maschera protettiva. Così ha fatto Crupi in casa Aruba, che segue da vicino Scott Redding.

ADDIO HOSPITALITY, BENTORNATE TENDE

Tra i tanti temi c’è la questione legata ai pranzi e cene. A spiegarci come si comporteranno i team sotto questo punto di vista ci ha pensato Serafino Foti: “Secondo quanto scritto nel protocollo, soltanto i team Factory potranno portare nel paddock il proprio bilico cucina - ci ha detto – noi monteremo una tenda vicino al box, dove solo i membri del team potranno entrare per consumare il proprio pasto, mantenendo ovviamente le distanze di sicurezza richiesta”.

Una delle novità è senza dubbio legata alla somministrazione dei pasti: “ Ai ragazzi verrà quindi consegnato un lunch box, si tratta di una scatola apribile in cui ci sono riposti dentro antipasto, primo, secondo, dolce e bibita. La peculiarità del lunch box è che entro il giorno prima, ogni membro dovrà fare richiesta attraverso una applicazione di cosa vuole trovare nel proprio menù l’indomani per pranzo e cena. Questo, perché nel momento in cui ogni membro del team si presenterà davanti alla tenda della squadra, avrà già tutto pronto. Non ci sarà quindi più il tradizionale buffet come eravamo abituati fino ad ora, ma queste confezioni con all’interno quanto ordinato. Il nostro servizio è per tutti i membri del nostro team e anche per le altre squadre Ducati, qualora queste fossero interessate”.

La tenda prende quindi il posto dell’hospitality, come se fosse un ritorno al passato: “Per certi versi potremmo dire proprio di sì – ha commentato il team manager Aruba – le dinamiche cambiano rispetto al passato, ma queste sono le regole a cui dobbiamo attenerci per tornare in pista”.

Come detto all’inizio, la MotoGP sottoporrà a tampone tutti coloro che avranno accesso al paddock, mentre in SBK verrà soltanto misurata la temperatura corporea. A tal proposito, Serafino Foti ci ha tenuto a spiegarci come si è comportato a riguardo il team Aruba negli ultimi mesi: “Tutti i membri del team, per precauzione, si sono sottoposti al sierologico e nessun componente è risultato positivo. Siamo infatti tutti negativi. Abbiamo deciso di svolgere questo esame al fine di prevenire qualunque tipo di situazione e farci trovare pronti in caso di positività”.

Le parole chiave della ripartenza saranno quindi rigore, distanziamento e limitazioni. Per quanto visto in questi giorni non sarà certamente cosa semplice convivere con queste nuove dinamiche, tanto che gli addetti ai lavori del paddock se ne sono presto accorti. Può infatti capitare, inavvertitamente, di alzarsi per un momento la mascherina, oppure ridurre  il distanziamento per il rumore dei motori all’interno dei box, o anche non igienizzarsi le mani. Già, perché si tratta di un contesto particolarmente inedito, che mai prima d’ora nessuno ha vissuto all’interno del Circuito.  

Per vincere questa sfida servirà il buonsenso e l’aiuto da parte di tutti, perché come ha detto Angel Charte, responsabile medico MotoGP, “Non possiamo permetterci di fallire”.       

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