SBK, Bautista: "In HRC è così, se non è tutto al 100% resti fermo al box"

Alvaro spiega il lungo stop del mattino: "Gli ingegneri in Giappone hanno lavorato per risolvere alcuni problemi. Prossima settimana un altro test ad Aragon"

Share


La seconda giornata di test a Barcellona non è andata secondo i piani per Alvato Bautista e per il suo compagno in Honda, Leon Haslam. I due alfieri della HRC sono stati costretti ad osservare le proprie moto ferme ai box per gran parte della mattinata (leggi QUI), mentre gli ingegneri cercavano di risolvere alcuni problemi emersi ieri e dare un ok per poter tornare in pista. 

Una situazione che ha vanificato la migliore finestra disponibile per segnare dei tempi interessanti per i piloti Honda e poter terminare questo test con un sorriso legato magari ad una buona prestazione cronometrica. Stiamo parlando di test, ma qualsiasi pilota preferisce leggere il proprio nome nelle zone nobili della classifica a fine giornata, mentre Bautista oggi si è fermato in 14a posizione nella classifica combinata ad oltre 2,5 secondi dal riferimento mostruoso di Rea. 

Lo spagnolo non ha potuto sfruttare la gomma da tempo e soprattutto la pista nel momento più favorevole, ma al termine della giornata è apparso molto sereno e curioso di trasferirsi ad Aragon per verificare i passi in avanti svolti anche grazie ai dati raccolti in questi test.

"Gli ingegneri della HRC non sono qui - ha spiegato Bustista - ed avevano bisogno di analizzare tutti dati raccolti ieri. C’era qualche piccolo problema che dovevano risolvere e fino a che non abbiamo avuto il loro ok, abbiamo tenuto le moto ferme. Stamattina aspettavamo l’ok dal Giappone. L’HRC lavora in questo modo, lo sapete"

Pensi di aver gettato via la mattinata, oppure è stata in ogni caso produttiva?

"Penso che sia stata una mattinata ugualmente produttiva perché sono riusciti a risolvere alcuni problemi. Direi che è stata produttiva fuori dalla pista e non in pista".

Puoi descrivere nel dettaglio i problemi che avete avuto e che hanno risolto in Giappone?

"Non posso descrivere i problemi che abbiamo avuto, devi parlarne con loro. Non credo che si aspettassero di trovare questi problemi e di doverli analizzare, per questo penso che abbiano avuto bisogno di più tempo. Gli ingegneri HRC sono molto seri e fino a che non sono convinti al 100% che sia tutto ok, non ti lasciano andare. Specialmente perché non sono neanche qui, magari se fossero stati qui avrebbero dato un ok per uscire in pista. Ma loro vedono le cose in modo diverso da casa rispetto a come facciamo qui".

Di fatto hai perso l'opportunità di essere più veloce stamattina. 

"Il piano originale era di usare in mattinata qualche gomma da qualifica, perché qui la mattina la pista è sempre in condizioni migliori. Volevamo segnare un buon tempo, ma non abbiamo potuto farlo. Qui sono solo dei test, spero che non capiti una cosa del genere durante un weekend di gara". 

La CBR è cresciuta rispetto a quanto abbiamo visto in Australia, pensi che sia pronta per lottare al vertice adesso?

"Fortunatamente avremo un altro test ad Aragon la prossima settimana, e ci sono alcuni ingegneri HRC che ci raggiungeranno. Porteranno molte novità da provare per sviluppare la moto, quindi ho fiducia in vista di quel test. Vedremo quanto possiamo migliorare e se il nostro livello a Jerez potrà essere migliore rispetto a quello che abbiamo visto in Australia".

Lo stop prolungato ieri sembrava un grosso ostacolo. Oggi come è andata in moto, ti sei sentito nuovamente a tuo agio?

"Ieri durante i primi giri in pista, tutto mi sembrava troppo veloce. La mente stava pensando troppo e sembrava che non avessi il tempo per fare niente. Mentre nel pomeriggio già è iniziato ad andare meglio ed oggi mi sento come se avessi guidato la moto fino alla scorsa settimana. Questo è il nostro lavoro e noi ci sentiamo come se non avessimo mai perso tempo". 

Audio raccolto da Andrea Rossi a Barcellona

Share

Articoli che potrebbero interessarti