SBK, Rea: "Correre a 40 anni? Ricordatemi di dare spazio ai giovani"

"Quando arriva il momento di ritirarsi bisogna farlo, vorrei chiudere la carriera in Kawasaki". Lowes: "Mi manca un 10% per essere davvero al top"

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Si è chiusa con la seconda piazza la prima giornata di test a Barcellona per Jonathan Rea, ma aldilà del risultato il nordirlandese può sorridere. Le prime sensazioni per Johnny sembrano infatti positive, e certamente migliori rispetto a quelle di Misano, dove il campione del mondo in carica aveva faticato ad esprimere il suo potenziale a causa del nuovo asfalto dalla grande aderenza.

“Ho completato tanti giri oggi – racconta Rea - e la pista mi è piaciuta. A differenza di Misano le sensazioni sono buone, mi sono sentito a mio agio sin da subito in sella: ho iniziato la giornata con l’assetto di base di Misano, ed ho avuto delle risposte confortanti specie sotto l’aspetto del voltare la moto, uno dei settori più difficili da curare in passato”.

Rea guarda già al futuro, ossia alla lista delle cose da fare nella seconda giornata di test.

“Domani voglio concentrarmi sulla stabilità dell’anteriore, che può certamente migliorare: ho fatto una simulazione di gara sul finire di giornata e con il calo delle gomme ho perso un po’ di sicurezza sul davanti, mentre il posteriore sono riuscito a gestirlo meglio e più facilmente”.

A proposito di futuro quello di Jonathan sembra scritto a tinte più che mai verdi, specie dopo il rinnovo pluriennale siglato nelle settimane scorse. Un ritiro in sella alla Ninja sembra quindi plausibile, con Rea che conferma ma non del tutto.

“Al momento mi diverto a correre e non penso al ritiro. Certamente i miei prossimi anni saranno legati a Kawasaki, ma occorre ragionare stagione per stagione: sinceramente spero che la mia carriera si concluda qui, dato che sarebbe bello chiudere la carriera nel team che mi ha permesso di vincere il primo titolo, ma vedremo. Correre a 40 anni? E’ una visione ottimistica: sono arrivato in questo paddock a 21 anni, e se dovessi essere ancora qui a 40 anni ditemi “Concedi un’occasione a qualche giovane”, dato che ci sono già oggi tanti ragazzi interessanti in varie classi. Penso che quando arriva il momento di ritirarsi occorra farlo”.

Tra la seconda giornata di test e le prossime stagioni c’è però una stagione da correre, dove ovviamente Johnny parte con (parte) dei favori del pronostico, forte anche del numero uno sulla carena.

“Voglio dimenticare Phillip Island, è stato un weekend particolare ed ho 19 punti di svantaggio dalla vetta che sono nulla. Mi aspetto di lottare per le prime posizioni ma ci sono tanti piloti rapidi, il che è una motivazione per me: devo continuare a lavorare su me stesso e usare la mia esperienza”.

Dall’altra parte del box Kawasaki troviamo il capoclassifica del campionato Alex Lowes, anch’egli soddisfatto dell’andamento della sua prima giornata al Montmelò. “Ho lavorato principalmente su diversi assetti – racconta – per capire quale fosse il più adatto. E’ stata una buona giornata ed un buon inizio, la pista è davvero divertente”.

L’inglese si è sin da subito adattato alla Kawasaki dopo alcune stagioni in Yamaha, ed è dunque uno degli uomini più adatti a spiegare le differenza tra due delle migliori moto del campionato attuale.

“Ogni moto ha le sue caratteristiche, Yamaha ad esempio ti permette di raggiungere rapidamente dei buoni tempi, ma andare molto veloce è difficile. La Kawasaki è migliore in frenata ed in accelerazione, e serve capire qual è il modo migliore per guidarla a prescindere dallo stile di guida: credo mi manchi un 10-15% per essere del tutto a mio agio in sella”.

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti

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