SBK, Bautista: "Il ritorno sulla Honda dopo lo stop? Tutto troppo veloce"

"Non giravo a Barcellona da anni, le SBK sul rettilineo sembrano più pigre delle MotoGP sul dritto. Abbiamo ridotto il gap dagli altri durante il lockdown"

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Questa prima giornata di test a Barcellona è coincisa anche con la prima uscita post Covid del team Honda HRC con la CBR1000RR-R Fireblade. Il sipario del primo giorno si è chiuso con un doppio quinto posto per Alvaro Bautista (sia al mattino che al pomeriggio) con un distacco di quasi sei decimi dal miglior tempo di Scott Redding. Alvaro, a differenza di molti altri piloti SBK, conosce già questa pista e così ha potuto fare un confronto tra MotoGP e Superbike proprio su questo tracciato. 

“Erano due anni che non giravo qui a Barcellona – ci ha detto Alvaro a fine giornata -  Mi sembra che il grip sia migliorato rispetto al passato, non so per quale motivo. Rispetto alla MotoGP, su questa pista, la Superbike sembra un po’ pigra sul rettilineo, che è molto lungo. Per il resto, comunque, non ho notato troppe differenze”. 

Oggi un doppio quinto posto, che sensazioni hai avuto appena sei risalito su questa moto?

Mi sembrava tutto troppo veloce, è stato incredibile. Nelle scorse settimane mi sono allenato con il supermotard e sui flat track e credevo di non aver perso la mia confidenza con le moto, ma non era così. Ad ogni modo dopo qualche giro ho ripreso tutto il controllo necessario e piano piano sono riuscito a girare con dei buoni tempi”. 

Come valuti il lavoro che state facendo con lo sviluppo di questa nuova moto?

“In queste giornate a Barcellona stiamo utilizzando più o meno la stessa moto utilizzata in Australia. A Phillip Island abbiamo raccolto molti dati con il team e in Giappone hanno lavorato molto durante il lockdown, abbiamo molte novità da provare ma in questi giorni vogliamo solo girare e fare chilometri, proverò tutte le nuove componenti ad Aragon nei prossimi test. Non so se le nuove parti ci aiuteranno ma io so bene quello che ci serve per migliorare”. 

Hai detto che in Giappone hanno lavorato duro durante la pausa per Coronavirus. Credi che il fatto che non si siano fermati, come per esempio il team Ducati, possa agevolarvi in qualche modo?

Noi di Honda eravamo in svantaggio all’inizio dell’anno, ora forse abbiamo guadagnato qualcosa e siamo più vicini. È difficile tutta la distanza che avevamo dagli avversari in soli tre mesi, sicuramente abbiamo fatto un passo in avanti ma non siamo ancora pronti per lottare per la vittoria”.

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