MotoGP, Fabio Quartararo accusato di irregolarità durante test privati!

Pare che il francese abbia utilizzato sulla sua Yamaha R1 (permessa) delle modifiche non consentite se non approvate preventivamente

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In seguito alla diffusione di un comunicato FIM in cui si annuncia l’apertura di una inchiesta sulla presunta violazione dell'articolo 1.15.1 c) del regolamento FIM che riguarda le moto che è possibile usare nei test privati, nonostante nel testo non si faccia riferimento ad alcun pilota uno dei nomi fatti è stato quello di Fabio Quartararo.

Il francese infatti ha provato una Yamaha R1 sul circuito Paul Ricard in Francia a metà giugno. Questa moto è stata preparata da Tech-Solutions. Sia Quartararo che Tech-Solutions hanno condiviso le foto del test su Instagram.

Sembra che una squadra avversaria abbia notato che sono state utilizzate parti modificate per incrementare le prestazioni che non sono consentite. Di conseguenza è stata presentata una denuncia formale.

È in questo che la FIM è venuta a conoscenza della questione.

Il risultato è che, se ciò sarà confermato, quando Fabio arriverà a Jerez dovrà presentarsi davanti ai Commissari FIM e spiegare la questione.Tuttavia, non sono previste sanzioni significative.

Bisogna ricordare che per la MotoGP, quest'anno sono vietati i test. Un'eccezione è costituita dalle squadre in regime di concessione. KTM e Aprilia possono effettuare prove con i loro corridori abituali. Ed entrambe le Case lo hanno già fatto.

Le Case rimanenti possono far guidare solo i propri collaudatori, con MotoGP ufficiali.

Per tutti gli altri è possibile allenarsi in circuito con moto Superbike. In versione stradali, che però per motivi di sicurezza possono essere modificate, anche se per esempio non possono essere montati freni in carbonio. Sono permesse modifiche allo scarico, all'ergonomia ed alle sospensioni ed ovviamente rimossi i particolari inutili come specchietti e fari. Gli pneumatici utilizzati devono essere di tipo commerciale.

Altre regole più specifiche sono indicate per i piloti di Moto3 e Moto2. Per esempio nella classe di mezzo se si utilizza una moto Triumph, il motore deve avere una cilindrata di 100 centimetri cubi diversa da quella del motore della Moto2.

Per la Moto3, invece se un pilota usa la stessa marca che guida in gara, ci deve essere una differenza di 50 centimetri cubi nella cilindrata del motore rispetto al motore della Moto3.

A questo punto l'attenzione si sposta sui delatori: che senso ha accusare un rivale di aver provato in pista con una moto di serie, ancorché preparata?

Chi saranno? Va bene stare attenti ai movimenti degli avversari, ma fare le pulci su particolari di questo tipo ci sembra veramente al limite. Anche perché nessuna moto preparata sarà mai all'altezza di una MotoGP. A questo punto sarebbe meglio, per tagliare la testa al toro, fare come in F.1 dove i team possono provare, ma con monoposto vecchie.

 

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