Prova Subaru Forester e-Boxer 2020: Mild-Hybrid e cilindri contrapposti

LA PROVA – La quinta generazione del SUV della Casa delle Pleiadi guadagna un aiuto elettrico che ne aumenta l’efficienza, ma non è l’unico aggiornamento di sostanza

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Dopo 23 anni di carriera il SUV di Subaru si aggiorna con la quinta generazione. Lo fa anche nell’estetica, ma soprattutto con una piattaforma nuova, che sfrutta un telaio più rigido del 70% e con il debutto del primo boxer ibrido sotto al suo cofano. Non manca la giusta dose di tecnologia a bordo, mentre restano confermate le straordinarie doti in termini di trazione, che consentono al Forester di andare ovunque o, se preferite, di mettervi nella gradevole situazione di serenità regalata dal sapere che con lei potreste farlo, in qualsiasi condizione vi troviate.

IL SUV DI SUBARU PUNTA ALL’AVVENTURA, CON DIMENSIONI GENEROSE

Si conferma la Forester con la sua immagine decisa e un po’ squadrata che aveva adottato fin dal lontano 1997, nella sua prima generazione. Il tempo è passato e lei si è però evoluta, oggi adotta una bella calandra trapezoidale cromata, con un elemento orizzontale che accoglie il logo della Casa delle Pleiadi e che, virtualmente, si prolunga all’interno dei gruppi ottici. Questi sono full led e con il sistema Steering Responsive Headlight, che segue le traiettorie illuminando la strada proprio dove lo sguardo del guidatore vorrebbe. Le fiancate confermano le velleità della Forester, in due direzioni: quella di essere un fuoristrada vero e pronto a tutto e quella di avere dimensioni importanti, da segmento D. La vettura ha intatti una lunghezza di 4.625 mm, una larghezza di 1.815 per 1.730 di altezza.

Il passo, piuttosto generoso, è di 2.67 metri. Il posteriore vede un portellone contraddistinto dalla presenza di gruppi ottici a led con forma a “C”. La linea di questa parte della vettura è tronca e alta, soprattutto da terra, proprio per completare il quadro nell’ottica off road, con dei numeri interessanti: una altezza minima da terra di ben 220 mm, oltre ad un angolo di attacco di 20.2°, 21° per quello di dosso ed addirittura di 25,8° per quello di uscita. Dentro a notarsi subito ci sono le dimensioni e lo spazio decisamente abbonanti. Anche le portiere hanno una apertura ampia, mentre chi siede sulla panca posteriore ha a disposizione uno spazio notevolissimo per le gambe (i 3 cm di passo in più i sentono tutti), abbinato alla possibilità di reclinare lo schienale (nelle sue due porzioni 40-60) per sedersi ancor più comodamente. Si riduce così in parte la capacità del bagagliaio, che si attesta in un generoso valore massimo di 1.779 litri a sedili abbattuti, ma che la batteria limita in parte, con un dato di partenza di 509 litri.

IL PRIMO BOXER IBRIDO DI SUBARU

Intanto sfatiamo un mito, il marchio di fabbrica della Casa delle Pleiadi, il propulsore a quattro cilindri con le due bancate contrapposte, ha un’architettura che lo rende piatto, ma i vantaggi di questo sul baricentro della vettura sono ben pochi. I collettori degli scarichi sono infatti rivolti verso il basso e le esigenze tecniche impongono di fatto di posizionare i catalizzatori sotto al motore, che non può quindi essere posto più in basso rispetto ad uno a cilindri in linea (in realtà è posto addirittura più in alto, ma essendo più compatto in altezza il baricentro è molto similare tra le due soluzioni).

Il boxer ha però tanti altri vantaggi, è compatto, con ingombri che ne consentono un posizionamento ottimale ed arretrato rispetto all’asse anteriore, cosa che si ripercuote positivamente sulla dinamica di guida. Si tratta poi di un motore sostanzialmente privo di vibrazioni per natura, non avendo quindi la necessità di parti meccaniche aggiuntive per equilibrarlo. Il 2 litri aspirato è stato rinnovato nell’80% dei suoi componenti, ha 150 cavalli erogati costantemente da 5.600 fino a 6.000 giri, mentre il valore massimo di coppia è di 194 Nm a 4 mila giri. Il Boxer offre un rapporto di compressione piuttosto elevato (12,5) per alzarne l’efficienza. Oltre ad iniezione diretta ed a tutti gli accorgimenti che Subaru ha adottato nel tempo, oggi la vera novità è quella “e” prima del termine Boxer, perché si tratta infatti della prima “ibridazione” per la casa giapponese.

Premesso che la trasmissione migliore per una ibrida era già da tempo adottata sulle proprie vetture, perché Subaru è una delle poche fedelissime ai cambi CVT, con il proprio Lineartronic, la Forester adotta ora una piccola unità elettrica, capace di dare un “boost” di 16,7 cavalli (12.3 kW) all’occorrenza. La potenza complessiva dichiarata è di fatto quella della sola unità a benzina, perché si tratta di una soluzione di ibridazione leggera, infatti la Forester è una Mild-Hybrid (MHEV appunto). Il motore elettrico è installato sull’albero secondario del cambio, sommandosi nella sua azione alle prestazioni del termico, con un discreto plus di 65 Nm di coppia. Funziona da solo fino a 40 km/h, aiuta il termico fino ad 80 e giova soprattutto nelle ripartenze da fermo, potendo spingere la vettura in modalità completamente elettrica per soli 1,6 km, grazie alla piccola batteria (13.5 kW) collocata sotto al pianale di carico nel bagagliaio.

Vedremo che la piattaforma ibrida si traduce concretamente in una riduzione dei consumi, anche grazie ad un peso delle parti aggiuntive piuttosto contenuto, solo 110 kg totali (per un peso complessivo di 1.656 e 1.664 Kg, rispettivamente nelle due versioni Free e Style), oltretutto posizionati in modo ottimale in termini di baricentro e distribuzione dei pesi.

TECNOLOGIA DI LIVELLO

A bordo troviamo un display da 8 pollici per il sistema di infotainment Starlink, mentre un secondo nella parte alta della plancia è destinato ad altre informazioni, tra le quali anche quelle che riguardano la piattaforma ibrida. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, buono ma non eccellente nel suo funzionamento, sia a livello di facilità che di rapidità di risposta.

L’altro aspetto della tecnologia è invece dedicato alla sicurezza, con il pacchetto EyeSight, ormai una tradizione di casa Subaru. La casa giapponese non a caso svetta con le sue vetture nei test Euro NCAP (la Forester non fa eccezione con le sue 5 stelle) e la sicurezza è posta sempre tra i primi suoi obiettivi. Le telecamere affianco allo specchietto retrovisore agiscono insieme ad una serie di sensori ed al radar frontale per monitorare quanto avviene intorno alla vettura.

NUOVO TELAIO, OTTIME SOSPENSIONI, TRAZIONE DA LODE

La piattaforma SGB (Subaru Global Platform) garantisce un ragguardevole “+70%” per quanto riguarda la rigidità. Si conferma invece la straordinaria trazione integrale permanente Symmetrical Awd, che insieme alle raffinate sospensioni garantisce una ottima guida, su asfalto ed in fuoristrada. Facciamo però un passo indietro e vi raccontiamo le nostre impressioni fin da quando si sale a bordo della nuova Forester. La vettura è comoda neo posti anteriori, ma è dietro che offre forse il meglio. Il sedile posteriore offre infatti uno schienale regolabile in inclinazione e bocchette dell'aria ai fianchi dello stesso schienale.

Troviamo poi ben 4 prese USB da 2.1 A, 2 davanti (più 12 V ed ingresso AUX) e 2 dietro, dove troviamo anche i sedili riscaldabili. Nel bagagliaio infine è prevista una presa 12V ed i comandi elettrici per abbattere gli schienali 40:60. Sotto al pianale nessuno spazio aggiuntivo, “rubato” dalla presenza della batteria del sistema ibrido. Sistema ibrido che giova soprattutto nella guida cittadina, ma non solo. Abbiamo infatti rilevato consumi in linea con quanto promesso (-11%) anche nella guida in extraurbano. In autostrada c’è un trucco per limitare ulteriormente il consumo, impostando il cambio in modalità manuale e bloccando il rapporto in settima. Così il regime è di 2.500 giri a 130 km/h. Se si utilizza il cruise control adattivo è comoda poi la possibilità di configurare su ben 4 livelli (da Eco fino a Dynamic) la riaccelerazione.

Nessuna novità sul conosciuto cambio CVT Lineartronic, che se pur affinato e migliorato, è ottimo in quanto a comfort, decisamente meno quando si preme sull’acceleratore e mantiene fisso il regime del propulsore, con la sgradevole sensazione di slittamento. Ad aiutarlo, non poco, arrivano i paddle al volante, che consentono di snocciolare i sette rapporti simulati. Utilizzando la modalità più sportiva si mantiene invece costantemente un numero di giri più alto, cosa utile relativamente poco. La piattaforma ibrida prevede tre modalità: Engine Driving, EV Driving e Motor Assist Driving. Vengono gestite in automatico in base alle esigenze ed allo stato di carica della batteria e consentono di sfruttare al meglio la parte elettrica. Il motore è aiutato dall’elettrico anche perché è un aspirato e non si giova delle “magie” della moderna sovralimentazione, che qui diviene di fatto elettrica, quando occorre e quando la batteria lo consente. Così le prestazioni di per se non da lode, con un 11,8 secondi per passare da 0 a 100 km/h (188 km/h la velocità massima), si traducono invece in una buona capacità di riaccelerare e di muoversi in modo brioso nella guida urbana, proprio per l’aiuto della unità elettrica che agisce a ridosso della trasmissione. Sulla console centrale, vicino al cambio, sono selezionabili le modalità specifiche del sistema X-MODE dedicato alla guida in fuoristrada.

La “Normal” è affiancata dalla “Snow Dirt” e dalla “Snow Mud”, che esclude i controlli elettronici e sfrutta completamente la straordinaria trazione permanente e simmetrica, fiore all’occhiello di Subaru. In abbinamento al sistema di trasmissione adottato la Forester offre qualcosa di praticamente unico, non perdendo aderenza nemmeno nelle situazioni più estreme. Condizioni nelle quali diventa utile la telecamera che inquadra la ruota lontana dalla posizione di guida, l’anteriore destra, per monitorare costantemente dove stiamo andando ed evitare anche urti con la carrozzeria. La Forester ha si un rollio piuttosto elevato, ma smorzato e mai eccessivo. Lo schema delle sospensioni, con un raffinato multilink al retrotreno e la trazione integrale permanente regalano invece una tenuta di strada elevata ed un ottimo piacere di guida anche nella guida dinamica su asfalto.

IL PREZZO ED I CONSUMI

Con un serbatoio da 48 litri ed un dato di 8,1 litri ogni 100 chilometri (ciclo combinato Wltp) la Forester promette un’autonomia appena inferiore a 600 km. Quanto abbiamo rilevato durante la nostra prova è un valore di 8.7 L/100 Km come media generale ed anche come valore in autostrada a velocità da codice. Si sale nella guida extraurbana un po’ dinamica, mentre in città l’aiuto elettrico riesce a contenere il consumo in modo decisamente buono per una vettura di questa stazza. In chiusura il prezzo, che parte dai 35.500 euro della versione Free, salendo con la ricchissima Premium da noi provata fino a 43.000 euro.

PIACE - Trazione,  propensione all'off road, spazio interno

NON PIACE -  CVT nei sorpassi

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