Moto2, Marini: "Alex Marquez raccomandato? Ci sta una buona parola di Marc"

INTERVISTA - "È il bello di essere fratelli, ci si aiuta. Correrei insieme a Valentino ma non penso che mi lascerà il suo posto. Nessuna sella in MotoGP? Magari ci saranno sorprese"

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Luca Marini sembra essere a suo agio tanto dietro a un volante che in sella. Negli scorsi giorni ha provato la Hyundai da rally sulle strade del Ciocco in un evento organizzato da WITHU e a dicembre aveva corso sulla Ferrari insieme al fratello Valentino Rossi ad Abu Dhabi. Luca, però, non ha nessuna intenzione per il momento di lasciare la sua Moto2 del team Sky VR46 per darsi all’automobilismo.

Mi sono appassionato alle quattro ruote crescendo - spiega - da piccolo guardavo solo le moto, poi ho iniziato ad appassionarmi alla Formula1, dopo ai rally e ho avuto l’occasione di correre nel Rally di Monza e ad Abu Dhabi con la Ferrari insieme a mio fratello. Mi sono sempre divertito in auto”.

Hai mai pensato di correre seriamente in auto?

Mi piacerebbe ma è complicato da organizzare. Però è un mondo che mi piace, è più sicuro perché sei all’interno di un abitacolo, ma la competizione è vera. Mi sento più a io agio su un circuito che nei rally, dove devi andare al massimo in delle stradine strette, ma quando guidi ti lasci trasportare”.

Come in moto?

I piloti di auto pensano in modo diverso, non sono pentito di avere scelto le moto, sento di più la velocità, in macchina sembra di andare più piano”.

Parliamo del tuo futuro. Questo è un anno strano dal punto di vista del mercato, per te è un anno interlocutorio?

Per chi pensava di avere la possibilità di fare una grande stagione per poi andare in MotoGP, si sposta tutto di un anno. Nel caso rimanessi in Moto2, la vedo come un’occasione per vincere più gare e migliorare le proprie statistiche.

Non ti peserebbe rimanere anche nel 2021 in Moto2?

È tutto talmente strano che potrebbero esserci altre sorprese da qui a Valencia. Non voglio dire nulla, ma non si sa mai. I team che devono ancora decidere aspetteranno le prime gare, vediamo cosa succederà”.

Cosa pensi della probabile coppia nel team Petronas con Rossi e Morbidelli?

In MotoGP il rapporto con il compagno è diverso da quello che c’è nelle categorie inferiori, è come fossero in due uffici separati, uno sta da una parte e uno dall’altro, ci si parla poco. Secondo me il compagno di squadra in MotoGP è relativo, mentre in Moto2 e in Moto3 si sta a stretto contatto, il box è più piccolo, ci sono meno persone. Noi ci guardiamo negli occhi, loro sono separati. Io lavoro molto con il compagno di squadra, in MotoGP è più difficile farlo. Sicuramente, se c’è un buon rapporto la convivenza è più facile”.

Avresti accettato di correre nella stessa squadra di tuo fratello, come ha fatto Alex Marquez?

Di brutto! Non vedo una pressione particolare, un compagno di squadra lo devi avere, sia Valentino Rossi o un altro pilota comunque fortissimo. Non lo vedo come un problema”.

Non si rischia di fare la figura dei raccomandanti?

Ci sta che Marc abbia messo una buona parola, se lo ha fatto. Ci mancherebbe altro, è il bello di essere fratelli, ci si aiuta. Anzi, sarebbe stato bello vedere Alex per un’altra stagione nel team ufficiale Honda, se lo sarebbe meritato, invece ora sembra che sia stato messo da parte. Non me lo aspettavo”.

Anche a Petrucci è successa la stessa cosa.

In quel caso me lo aspettavo un po’ di più. La Ducati vuole vincere ma gli manca ancora un pelino per battere Marquez, anche lo stesso Dovizioso lo ha detto. Quindi devi trovare quel qualcosa in più nel pilota o nella moto, hanno provato con Miller, altrimenti fai secondo e immagino che alla Ducati non vada bene”.

Hai mai pensato a quale moto ti piacerebbe guidare in MotoGP?

Sono cresciuto nel box della Yamaha, sono legato emotivamente a loro, ma ora il livello in MotoGP è incredibile, tutte le moto vanno forte, Aprilia sembra avere fatto una gran moto, KTM ha Pedrosa come collaudatore quindi farà un ottimo lavoro, Suzuki, Honda e Ducati fanno paura. Adesso, dove vai vai peschi bene, serve un team dove trovarsi a proprio agio”.

Potresti chiedere a Valentino di lasciarti il posto…

Quello credo che sia più difficile (ride)"

Com’è stato tornare in sella dopo il lockdown?

Bello, sono tornato subito a un buon livello. Funziona sempre così, alla prima uscita ti chiedi se ti ricordi ancora tutto e poi alla seconda vai di nuovo come prima della pausa”.

Si sta avvicinando il momento del ritorno alle gare.

Questi ultimi giorni prima della partenza ci mettono di più a passare, ma io mi sento pronto. Mi sono allenato molto bene in questa pausa, senza fretta, penso che arriverò alla prima gara in ottima forma. Inoltre ho lavorato con la mia squadra per preparare le mie gare, avendo capotecnico e telemetrista nuovi”.

Questo calendario ti piace?

Penso che non si potesse fare altrimenti, ma non posso dire che mi piaccia, soprattutto perché non c’è il Mugello. Inoltre si faranno due gare ad Aragon e Valencia, due piste che piacciono a pochi. Anche la doppia gara non mi convince, ma capisco che sia utile per aumentare il numero di GP e limitare gli spostamenti”.

Ti aspetti un campionato molto diverso dal solito?

Con tante gare ravvicinate penso che alla fine ci stancheremo meno, è peggio quando il campionato dura tanto e allora ti viene voglia di una pausa. In questo caso rimarremo concentrati per 4 mesi e mezzo, 24 ore su 24, andrà bene. Non credo che i livelli in campo cambieranno, però bisognerà stare attenti, il rischio di infortuni sarà da tenere in considerazione, si dovrà cadere il meno possibile, altrimenti butti via il campionato”.

Con quali obiettivi partirai?

Sono carico, come tutti, perché non siamo mai stati per così tanto tempo senza gare. Credo che dal primo turno di prove libere dl venerdì mattina andremo già a cannone. Forse sarà strano non avere il pubblico, ma per me non sarà un gran problema, è una cosa di cui ti accorgi quando esci ed entri dalla corsa box”.

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