MotoGP, Morbidelli: "Io e Rossi amici e rivali: aggressivi ma senza conflitti"

L'INTERVISTA - "Solo a immaginare il 2021 mi viene un brivido lungo la schiena. Ho conosciuto Valentino quando avevo 13 anni, ora sarà lui a scegliere, e se accadrà sarò contentissimo: si chiuderà un cerchio"

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Con casco e tuta indosso Franco Morbidelli sembra più allegro e rilassato. Lo stop causato dal coronavirus lo aveva destabilizzato, “ero inlockodownato” scherza coniando un neologismo per descrivere quello che era il suo stato d’animo. Sulle curve del Ciocco si è divertito a guidare la Hyundai da rally e a fare da co-pilota a Dani Sordo nell’evento organizzato da WITHU.

Da qualche settimana, invece, è tornato ad allenarsi in moto: flat track al Ranch e velocità a Misano e Mugello. “È stato come un nuovo inizio, è stato bello tornare in moto, ho sorriso molto” descrive quelle sensazioni.

Allenarsi basterà per affrontare un campionato così particolare?

È  una situazione nuova e sconosciuta per tutti, ci stiamo buttando e non so in realtà cosa succederà. Ma so che  mi sto preparando al meglio per affrontare una stagione così singolare e importante”.

Non hai ancora rinnovato con Yamaha per il prossimo anno, sei preoccupato?

Per adesso sono senza contratto ma mi sento tranquillo. Ho piena fiducia delle persone che lavorano per me e con me e in quelle per cui lavoro, quindi Lin, Razlan, Wilco. Sono fortunato a lavorare con persone veramente brave che credono in me e io di conseguenza ho un’immensa fiducia in loro”.

Se tutto andrà come dovrebbe, avrai Rossi come compagno di squadra. Lo avresti mai pensato?

Solo a sentirlo dire mi viene un brivido lungo la schiena (sorride). Ho conosciuto Valentino quando avevo 13 anni e non lo avrei mai detto. Quel pensiero non mi ha mai sfiorato, neanche andando avanti con gli anni. Ora è una possibilità, sarà lui a scegliere, e se accadrà io sarò contentissimo, per me si chiuderà un cerchio”.

Sei stato il primo pilota della sua Riders Academy.

Sembra un romanzo e starà noi a scrivere bene le sue pagine”.

Rossi non sarebbe un compagno di squadra come un altro.

Per vari motivi, innanzitutto perché Vale è un mio amico. Ci conosciamo da tantissimo tempo, ci alleniamo insieme e viviamo nello stesso paese. Molte delle cose che so, la maggior parte, le ho imparate da lui. Queste sono le cose che rendono il nostro rapporto differente rispetto a quello che ho con Fabio”.

C’è il rischio che tu possa vederlo in modo diverso in pista?

No, tutti queste cose non cambiano il fatto che andremo a correre nel Mondiale uno contro l’altro. I fattori che ho citato mitigano il nostro rapporto ma non la competitività che abbiamo in pista. Lo vedo non solo in MotoGP ma anche al Ranch, mi è capitato di lottare con Vale tantissime volte lì e anche nel Mondiale, e sento che lui ha nei miei confronti lo stesso livello di competitività che io ho nei suoi. Questa è una cosa bellissima, perché quando due amici si scontrano a volte si può creare un conflitto, ma se l’amicizia resiste allora anche la competizione diventa più bella senza perdere aggressività”.

È uno stimolo ulteriore?

Quando io e Vale ci scontriamo al Ranch o in una gara di MotoGP diamo il massimo, ognuno vuole stare davanti all’altro a tutti i costi. Questa è la cosa bella dell’amicizia quando si unisce allo sport e secondo me succederà così”.

È diversa anche l’emozione quando vinci o perdi contro Rossi?

“Ha un sapore diverso. Non voglio dire che voglio battere Vale più di quanto voglia battere Quartararo, ma riuscirci ha due sapori diversi e non intendo che uno sia migliore o peggiore. C’è un’amicizia profonda che mi lega a Valentino e questo fa la differenza”.

Non pensi che potresti essere il suo ultimo compagno di squadra in MotoGP?

Non voglio farlo. Sono sicuro che quel giorno arriverà e sono sicuro che sarà molto triste per il motociclismo in generale, ma è così che va la vita. Vale ha fatto il suo percorso, lo sta portando ancora avanti e nel momento in cui finirà sarà molto triste per me personalmente, l’ho sempre visto correre e quello è il suo posto”.

Hai mai pensato di potere lasciare Yamaha?

No, perché non mi sono mai arrivate offerte da altre Case”.

Passiamo alle gare, come ti sembra sulla carta il nuovo calendario?

Ogni gara andrà affrontata nel modo migliore possibile a seconda delle proprie condizioni psico-fisiche in quel  momento. Saranno cinque mesi di fuoco, saranno più stancati fisicamente e mentalmente ma sarà così per tutti i piloti”.

Non pensi che potrebbero esserci delle sorprese?

No, perché non avremo gare più corte ma un campionato più corto”.

Neanche la doppia gara sullo stesso circuito potrebbe sparigliare le carte?

Gli equilibri sono sempre precari, quindi possono cambiare. Se ragioniamo dal punto di vista dello spettacolo non credo ci saranno problemi, non è detto che il vincitore della prima gara sia lo stesso nella seconda”.

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