Harley-Davidson: una 300 un po' Benelli e un po' cinese all'orizzonte

Il nuovo piano strategico rinuncia a una parte delle "nuove strade", mettendo in forse molti modelli inediti, ma sembra confermare il debutto di una moto da 338 cc, sviluppata in accordo con Benelli e con il Gruppo QIANJIANG MOTOR

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Abbiamo parlato di Harley-Davidson nei giorni scorsi, perché la crisi legata alla pandemia ha messo in ginocchio il colosso americano in questi mesi, più di altre Case. La notizia del cambio al vertice, con annesso nuovo piano strategico e cancallazione di molti modelli che sarebbero state delle "prime volte" di H-D in nuovi segmenti di mercato (ne abbiamo parlato lo scorso mese) continua a far parlare, soprattutto perchè non è chiaro cosa sarà tagliato, cosa confermato e cosa potrà portare il nuovo corso. Soprattutto, diciamo noi, la speranza è che Harley possa rialzasi  e continuare ad avere un ruolo importante in questo settore.

Guardando ai grossi nomi, da un lato H-D è uno di quelli che soffre di più il momento, dall'altro KTM sembra uno di quelli più in forma. Non lo avremo notato solo noi e, quindi, se la casa austriaca accelera lo sviluppo di nuovi modelli bicilindrici da 500 cc (ne abbiamo parlato qui), l'allargamento della gamma in segmenti che fanno numeri importanti sembra essere la strada da seguire. Lo è a maggior ragione per Harley-Davidson, che sembra puntare a "far cassa" in far east con una piccola 300. In Asia, non è un segreto, i numeri fanno spavento. India e Cina da sole assorbono più del 50% delle moto prodotte ogni anno e rappresentano un potenziale per il rilancio anche di Harley. Jochen Zeitz non cambia rotta su questo, almeno sembra, confermando il prossimo debutto di una moto da 338 cc, prodotta in Cina in accordo con il Gruppo a cui appartiene l'italiana Benelli

Moto piccole, lontane dal nostro concetto di Harley-Davidson, ma che verrebbero proposte solo in alcuni mercati, dove la Casa americana conta di sfruttare il suo nome per ottenere successo e che, di contro, non dovrebbero costare troppo come sforzo produttivo (di fatto la partnership cinese servirebbe a questo) e servirebbero per far tornare i conti al più presto, generando un flusso che potrebbe essere reinvestito nel rilancio. Poi, chissà, se fosse un prodotto premium, in linea con l'immagine del marchio, potrebbe arrivare anche sul mercato interno di Harley ed in Europa.

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