MotoGP, Quartararo: "Io l'anti-Marquez? Mi piace, ho l'esperienza per batterlo"

INTERVISTA - "Pol ha fatto bene ad andare in Honda, ma io non avrei accettato. Rossi è il re, sono ancora nervoso quando parlo con lui"

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Tuta, casco e… piede sull’acceleratore. Per una giornata Fabio Quartararo ha abbandonato le moro per scoprire quello del rally, sulle strade del Ciocco. Un appuntamento organizzato da WithU Motorsport che ha coinvolto anche Franco Morbidelli e i piloti del team SKY VR46.

A loro disposizione una Hyunday i20 WRC e Dani Sordo come maestro, e anche autista per provare l’emozione di sfrecciare fra alberi e muretti a tutta velocità al fianco di un campione di rally.

Al francese di Petronas l’esperienza è piaciuta, ma la sua testa è già all’inizio del motomondiale e qualche giorno fa ha ripreso a piegare fra i cordoli con una R1 al Paul Ricard.

Ho girato su un buon passo e con una moto praticamente standard, ma all’inizio è stato difficile - racconta - Era un circuito nuovo per me, c’è una chicane sul rettilineo, ci sono almeno 50 modi diversi per farla, quindi alla fine ho deciso di andare dritto - ride - Ho fatto quasi 180 giri in due giorni e fisicamente ero perfetto”.

Tutti aspettavano di vederti all’opera dopo l’ottimo debutto in MotoGP e se già stato soprannominato l’anti-Marquez. Cosa ne pensi?

Mi piace, perché in Qatar avevo fatto una simulazione di gara con un passo molto buono ed è quello che mi è rimasto in mente. Inoltre avevo usato il nuovo motore ma con tanti chilometri alle spalle, quindi la potenza sarà ancora maggiore e questo mi dà ancora più fiducia. Essere definito l’anti-Marquez non è una motivazione, ma mi piace”.

L’anno scorso lo hai affrontato più volte, hai capito cosa ti è mancato per batterlo?

Penso che Marc abbia fatto una stagione incredibile e non penso che la ripeterà, altrimenti dovremmo inventarci qualcosa. L’anno scorso è arrivato solo 1° o 2°, se lo rifacesse… ci sarebbe qualcosa che non va (ride). Con più esperienza sarà più facile riuscire a batterlo. Lo scorso anno ho fatto una buona stagione ma anche tanti errori, al Sachsenring e a Silverstone sono caduto al primo giro, ora non mi accadrebbe più. È normale, bisogna prendere tutta questa esperienza per progredire”.

"Ho firmato con Yamaha perché volevo avere una moto ufficiale già quest'anno"

Sei in un team privato pur con una moto ufficiale, è possibile puntare al titolo in MotoGP senza una squadra ufficiale alle spalle?

Per me sì, anche se dipende molto dal supporto che ti dà la Casa. Penso che se starò lottando contro Marquez nelle due ultime gare, Yamaha mi darà il massimo”.

Hai firmato presto il tuo rinnovo con Yamaha. Non hai mai pensato di lasciarla?

Certo, ma quello che mi ha fatto decidere di restare è stato avere la moto ufficiale quest’anno. Questa era la cosa più importante e faceva parte dell’accordo. Avevo 20 gare da fare e volevo farle con quella moto”.

Rimarrai con la stessa marca e anche con la stessa squadra di tecnici?

Io li vorrei, so che Diego (Gubellini, il suo capotecnico ndr) sta parlando con Yamaha ma è ancora presto per decidere, non abbiamo fatto ancora neanche una gara. Mi piacerebbe portare con me i miei meccanici.

"Rossi è il re, divento nervoso quando parlo con lui"

Probabilmente Rossi prenderà il tuo posto in Petronas, quanto sarà importante che rimanga in orbita Yamaha?

Come ho sempre detto, Valentino è una leggenda e il mio idolo, è un piacere stare con lui in pista. Ancora adesso divento nervoso quando parlo con lui, perché ho il re davanti. Se continuasse fino a 50 anni per me sarebbe perfetto.

"In squadra con Marquez? Nella mia situazione avrei detto di no"

Avresti accettato di andare in Honda al fianco di Marquez, come ha fatto Pol Espargarò?

Dipende tutto dalla sua situazione, nella mia direi di no, perché sto bene in Yamaha e so di avere un’ottima moto. Pol ha uno stile aggressivo, che si adatta bene alla Honda, e se Marc ha vinto il titolo per 6 anni su 7 vuol dire che quella moto va bene. Nella sua situazione lo avrei fatto anch’io”.

È più facile battere Marquez con la stessa moto o con una diversa?

Sicuramente con una moto diversa”.

Sono passati mesi dall’ultima volta sulla Yamaha MotoGP, sei preoccupato che possa essere difficile riprendere il ritmo dopo tanto tempo?

Lo ero dopo la pausa invernale, ma poi mi sono accorto che in Malesia, dopo 5 giri, giravo già negli stessi tempi. Forse sarà difficile fisicamente, perché per quanto tu possa allenarti a casa non puoi simulare lo sforzo su una MotoGP”.

"Gomme e rischi saranno due cose importanti da gestire"

Manca meno di un mese all’inizio della stagione, cosa pensi del nuovo calendario?

“Non avrei mai pensato di potere fare 13 gare in queste situazione, se ci riusciremo sarà perfetto per tutti. I circuiti in calendario sono buoni per me, forse Aragon e Spielberg sono i più difficili”.

Si dovrà essere più cauti con tanti GP ravvicinati?

La prima gara sarà tosta per tutti, anche fisicamente, dalla seconda in poi la situazione si normalizzerà”.

Ti piace l’idea di una seconda gara nello stesso circuito?

Sì, quando facciamo i test il lunedì dopo la gara c’è sempre un grip incredibile. Sappiamo che a Jerez l’aderenza sarà bassa a causa del caldo, dovremo essere bravi a gestire le gomme perché Michelin si adeguerà a quelle condizioni”.

Ci potranno essere delle sorprese in questo campionato così diverso dal solito?

“Forse qualcuna. Si dovrà stare particolarmente attenti a non cadere, un infortunio potrebbe costare diverse gare. Bisognerà gestire al meglio la situazione, ma per me si dovrà affrontare la gara come fosse tutto normale”.

 

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