SBK, Rea: "Per il rinnovo Kawasaki mi ha promesso le chiavi della fabbrica"

Johnny scherza ma giura fedeltà: "Questo team è una famiglia. Mi hanno cercato in MotoGP? Non posso dirlo. Devo ancora ritrovare la giusta confidenza in sella"

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Jonathan Rea era ovviamente uno degli osservati speciali della giornata di test a Misano, ed il terzo tempo finale ha in parte confermato la velocità del campione del mondo in carica. Johnny dal canto suo è tranquillo, ed ammette altrettanto tranquillamente che la strada verso la totale confidenza con la sua moto è al momento ancora lontana.

“Sinceramente non mi sono sentito del tutto a mio agio in sella, devo ancora del tutto riacquistare la giusta confidenza dopo lo stop. In questo senso non ha aiutato il nuovo asfalto: l’aderenza è più alta della media, e questo ci ha portato a lavorare sulla geometria e sul bilanciamento della moto, valutando più opzioni. Mi sento un po’ come se fosse il primo giorno della pre stagione, fisicamente sto bene ma c’è tanto da fare, ma girare con queste alte temperature può essere certamente utile in vista di Jerez e delle altre gare estive”.

Il problema dell’asfalto è solo l’aderenza eccessiva o c’è altro?

“Con questo asfalto devi guidare la moto in maniera diversa, ad esempio puoi spingere molto di più l’anteriore verso il suolo in frenata. Non è del tutto naturale ad essere onesto, ma mi ci devo abituare. Non si può prendere questa pista come riferimento allo stato attuale, anche perché nonostante la riasfaltatura ci sono ancora alcuni avvallamenti, specie alla quercia ed alla curva 2”.

Ti ha stupito il tempo di Redding?

“Ducati aveva già dimostrato di essere veloce su questa pista, specie nei settori due e tre dove conta tanto l’accelerazione, quindi è normale che Scott sia rapido. Noi dal canto nostro dobbiamo solo lavorare per migliorare, non sono del tutto a mio agio ma sono consapevole di avere un ampio margine”.

Parliamo del tuo nuovo contratto. Cosa ti ha promesso Kawasaki per farti restare?

“Mi hanno promesso le chiavi della fabbrica dopo il ritiro (ride ndr). Questo team è la mia famiglia, è il team che mi ha dato l’opportunità di diventare campione del mondo. Lavoriamo tanto sui dettagli, mi hanno permesso di crescere come pilota e come persona. Gli ostacoli aumentano anno dopo anno, ad esempio con la nuova Ducati d’ispirazione MotoGP, ma noi siamo pronti a crescere insieme per raccogliere i risultati che cerchiamo. E’ un bel matrimonio”.

C’è in ballo anche una nuova moto?

“Sinceramente so quello che sai tu. Incrocio le dita ma è una decisione della casa, e non ne abbiamo parlato. Personalmente sono concentrato sul lavorare su questa moto: l’anno scorso siamo migliorati in una situazione tecnica difficile, e vogliamo continuare a farlo”.

In tanti ti hanno cercato in questi mesi, anche team di MotoGP?

“Non posso dirlo”

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