MotoGP, Il gioco delle selle: Crutchlow primo escluso, Lorenzo vuole giocare

Passano le settimane e i posti sono sempre meno: Aprilia potrebbe riservare qualche sorpresa, Bagnaia e Zarco costretti ad aspettare

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Da bambini si faceva il gioco delle sedie, la musica partiva, tutti giravano in tondo, e quando le note si fermavano bisognava trovare in fretta un posto su cui sedersi. Logicamente, non c’era per tutti e uno rimaneva in piedi. Cambiate le sedie con le selle e avrete un’immagine di quello che sta succedendo nel mercato MotoGP.

Qualche differenza logicamente c’è, perché alcuni piloti avevano già la loro sedia prenotata e non hanno nemmeno iniziato a giocare, o lo hanno fatto prima che arrivassero gli altri. Marc Marquez, Maverick Vinales, Fabio Quartararo, Alex Rins e Joan Mir sono comodamente seduti da mesi, potendo guardare gli altri giocare.

Quando il coronavirus ha sconvolto, oltre al mondo intero, il motomondiale, in tanti scommettevano che ci saremmo trovati davanti a un mercato piloti in tono minore, con tante riconferme, invece questo lungo periodo di pausa i manager si sono mossi, e anche a sorpresa.

Ha iniziato Ducati mettendo alla porta Petrucci per dare fiducia a Miller, ma a scombussolare tutti i piani è stata Honda, togliendo Pol Espargarò a KTM e facendo meno di Alex Marquez (nel team ufficiale) ancora prima che lo spagnolo potesse fare una sola gara. Da lì in poi, il gioco si è fatto frenetico, almeno per alcuni.

C’è, infatti, chi ha deciso di farsi le sue regole, di prendere tempo sapendo di avere già un posto prenotato. Andrea Dovizioso e Valentino Rossi non hanno troppa fretta, il posto in Ducati e in Petronas c’è, devono solo decidere a quali condizioni sedersi. Per il forlivese il nodo è tutto economico, ma c’è anche la consapevolezza che nessuno potrebbe in questo momento superare l’offerta (per quanto ridimensionata) di Borgo Panigale. Per il Dottore il centro di tutto è la sua voglia di continuare, che sembra essere però ancora salda, più qualche dettaglio sulla squadra.

Insomma, quelli che rischiano il posto sono altri. Danilo Petrucci era fra quelli, ma ha dimostrato (insieme al suo manager Alberto Vergani) riflessi pronti. La scorsa settimana è stato in Austria per parlare del suo futuro e con KTM sembra esserci stata più di una stretta di mano. La SBK, per il ternano, può attendere.

Chi invece vede il suo futuro nebuloso è Cal Crutchlow. L’inglese, lo scorso anno, aveva pensato di fermarsi ma negli ultimi mesi ha cambiato idea. Il suo posto in Honda è (qualcosa in più che) in bilico, con Alex Marquez in predicato di prendere il suo posto in LCR. Cal ha contatto Ducati, Aprilia e KTM, ma senza successo.

L’unica possibilità, a questo punto, potrebbe essere Noale, in attesa di scoprire quello che sarà di Iannone. Bradley Smith sarà il suo sostituto in attesa della sentenza, ma non rappresenta il futuro. Se il TAS assolverà Andrea, tutto sarà a posto, altrimenti Aprilia dovrà muoversi su un mercato con poche carte ancora da giocare.

Ci sarebbe il già citato Cal, oppure Johann Zarco, un altro pilota nel limbo a causa dello stop del campionato. Il francese vuole dare una svolta alla su carriera, su di lui pesa il recente passato in KTM e senza correre è impossibile convincere qualcuno che quello sia stato solo un epidosio.

Altri piloti senza contratto, in verità, ce ne sono. Come Franco Morbidelli, ma Yamaha e Petronas hanno dichiarato a più riprese di volere continuare a dargli fiducia. Poi c’è Pecco Bagnaia, per cui la soluzione più ovvia sarebbe continuare in Ducati Pramac (con la speranza di fare le scarpe a Miller per il 2022) ma la firma non arriverà dopo avere fatto vedere qualcosa in pista.

Difficile invece, pensare che Binder od Oliveira si muoveranno da KTM. Anche di Nakagami si parla poco, ma lo sponsor Idemitsu è stato per ora una garanzia sufficiente per il suo posto in MotoGP

Manca qualcuno? Un (ex) pilota che sta pensando di movimentare il gioco. Jorge Lorenzo, fra detto e non detto, sta cercando di capire se ci sia ancora posto per lui in MotoGP. Un ritorno in Ducati sarebbe possibile qualora Dovizioso se ne andasse, mentre difficilmente Aprilia potrebbe avere il budget per il 5 volte campione del mondo.

La musica continua a suonare, le selle sono sempre meno e qualcuno rimarrà in piedi.

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