MotoGP, Ciabatti: "Marquez blindato dalla Honda con 20 milioni l'anno"

"Abbiamo trattato con Vinales, Quartararo e Marquez, ma erano tre prede difficili. Ora prendiamo tempo con Dovizioso, che non vuole smettere. Decideremo dopo l'Austria. Lorenzo? Di lui non so nulla"

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Le dichiarazioni di Lin Jarvis su Jorge Lorenzo, intenzionato a tornare in pista al termine del suo improduttivo anno da tester Yamaha causa Covid-19, hanno innescato una ridda di ipotesi, fino a far ipotizzare un suo ritorno in Ducati.

Come sempre Paolo Ciabatti afferma di non saperne nulla, ma con il rinnovo di Andrea Dovizioso che va per le lunghe, è lecito investigare.

Così scopriamo che la Ducati sembra propensa ad attendere i primi cinque Gran Premi dell'anno prima di prendere una decisione su Dovizioso. La trattativa dunque non si è arenata ma, forse, entrambe le parti hanno pensato che sia meglio tirare il fiato e far passare le prime due gare di Jerez, quella di Brno e poi, dopo il Red Bull Ring-2 rivedersi.

Non a caso il circuito sul quale pronosticare una vittoria - duplice - della Desmosedici GP20 sembra possibile. Un successo che potrebbe far pensare a Dovi che, in fondo, le vittorie sono più importanti dei soldi. Ma questo siamo noi a scriverlo, non è Ciabatti a dirlo.

Ciabatti: "Il coltello dalla parte del manico ce l'ha chi ha una moto vincente, libera"

“A me non piace parlare di coltello dalla parte del manico - spiega il direttore sportivo Ducati raggiunto telefonicamente mentre si stava recando a Misano - ma in realtà ce l’ha chi può disporre di una delle moto migliori. E noi l’abbiamo. E debbo anche aggiungere che, se Marquez non esistesse, Dovi avrebbe vinto tre titoli mondiali, ma ovviamente questo non è un discorso…Non è vero, però, che siamo addormentati nelle nostre scelte: pensiamo che Miller, che ha talento da vendere, possa fare il salto di qualità. E poi speriamo che Bagnaia faccia vedere cosa vale, e c’è ancora Zarco”.

Insomma Ciabatti rispedisce al mittente, cioè a noi, le accuse di non aver aggredito il mercato con sufficiente decisione. E lo spiega.

Ciabatti: "Quartararo aveva voglia di restare in Yamaha. Era la sua priorità"

“Quartararo era un obiettivo difficilissimo da raggiungere perché aveva voglia di restare in Yamaha. A 20 anni è stata una scelta logica. Il suo primo obiettivo era quello di avere una M1 ufficiale quest’anno, e lo ha ottenuto. Jarvis, come contropartita, ha chiesto una firma su un biennale. Per Fabio, del resto, rimanere sulla moto con la quale ha fatto un esordio in MotoGP strepitoso ed inaspettato era una priorità. Non dobbiamo dimenticare che parliamo di ragazzi di vent’anni, ancorché maturi. Fra tre anni Quartararo, a 24 anni!, potrà decidere di togliersi tutti gli sfizi che vorrà ed anche cambiare moto…Nel frattempo può correre con serenità, che non avrebbe avuto cambiando progetto”.

Sia pure. Difficile dare torto a Ciabatti su Fabio Quartararo, ed infatti il suo manager, Eric Mahe, ci aveva confessato addirittura durante i test di Sepang di non aver mai avuto da Borgo Panigale una offerta scritta. Quindi possiamo dire che Ducati, con Fabio, nemmeno ci ha provato, essendo convinta dal suo ragionamento, che non avrebbe avuto alcuna possibilità. Giusto, ma ciò equivale a non corteggiare una ragazza perché troppo bella o già fidanzata. Non è una gran dimostrazione di carattere.

“Con Vinales le cose sono andate diversamente - riprende a spiegare Ciabatti - la proposta lui la ha avuta direttamente dal Giappone che gli ha offerto il ruolo di prima guida. Dopo tanti anni nell’ombra di Rossi deve avergli dato una forte motivazione, indubbiamente”.

Ciabatti: "Marquez voleva restare in Honda, che lo ha pagato 20 milioni a stagione"

E così siamo a due. Ma in fondo Paolo Ciabatti ha ragione. Come la Ducati sarebbe a zero titoli senza Casey Stoner, senza Marquez la Honda sarebbe ancora alla ricerca di un pilota per far vincere le sue moto. Quindi ecco spiegato il perché dell’ingaggio di Martin. Del quale però Ciabatti non parla.

L’impressione è che Ducati attenda ormai la fine di un ciclo: quello di Marc Marquez.

“Non è vero che non lo abbiamo contattato - rivela - la realtà è che lui ci ha detto subito che la sua priorità era restare con la Honda. Ed i giapponesi lo hanno blindato con una cifra che se non è di 20, e di 15 milioni l’anno. Contro di loro, economicamente, c’è poco da fare”.

Così Ducati nell’attesa della riapertura delle ostilità, il 19 luglio prossimo, a Jerez, è in finestra. Lo sguardo che già va oltre il 2021, stagione nella quale potrebbe presentarsi in pista con due piloti con un contratto annuale.

“Ma anche no: non è vero che Dovizioso pensa di smettere. Questo lo dice Carletto Pernat…”, conclude Ciabatti con una punzecchiatura all’amico manager genovese.

 

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