MotoGP, Tardozzi: "Dovi e Petrucci microfonati: a Misano prova generale di GP"

"Sarà una stagione diversa, ma i valori in campo non cambieranno. Andrea e Danilo riprenderanno col cross l'abitudine alla gara, qualche apprensione c'è"  

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Meno di un mese e la MotoGP partirà per una delle stagioni più particolari della sua storia. I piloti dovranno affrontare un calendario compresso, con 13 gare in 18 settimane, senza quasi avere  pause per riprendere fiato. Un tour de force che coinvolgerà tutte le persone che lavorano nel paddock,  dai manager, ai meccanici, agli ingegneri, ai membri delle hospitality.

Davide Tardozzi, team manager di Ducati, ci racconta come si sta preparando la Rossa e cosa si aspetta da questo campionato.

È chiaro che è un calendario impegnativo per l’organizzazione, anche perché abbiamo dovuto riprendere da capo tutto quello che avevamo già fatto durante l’inverno - spiega - Abbiamo dovuto prepararci nuovamente, ma è stato solo un problema di tempo, abbiamo dovuto fare tante cose in fretta, adattarci al protocollo di sicurezza”.

Ad esempio?

Avevamo una nuova hospitality per questa stagione, ma abbiamo dovuto realizzare una tenda che monteremo fuori dal camion-cucina dove mangerà il team. Sarà un po’ come tornare ai vecchi tempi (ride)”.

Ci saranno tante limitazioni a cui attenersi.

Bisognerà seguire le procedure di Dorna, quindi, praticamente, si potrà stare solamente o nel paddock o in albergo. Non si potrà andare, per esempio, in un ristorante per mangiare tutti insieme, mancheranno certi momenti di svago, se vogliamo chiamarli così”.

Cambierà anche il lavoro nel box, bisognerà rispettare la distanza di 2 metri. Sarà tutto più lento?

Sarà possibile lavorare vicini, per esempio più persone sulla stessa moto, a patto di indossare occhiali protettivi, mascherina e una visiera di plastica. Vestiti così ci sarà un po’ di fastidio, soprattutto con il caldo, ma non credo ci saranno particolari rallentamenti nel lavoro.  Abbiamo avuto più di una riunione con Dorna e IRTA su queste procedure, che sono state anche modificate sulla base dei nostri suggerimenti, questo mi rende soddisfatto”.

Parlare con i piloti durante i turni di prove sarà prove sarà problematico?

Logicamente non si può mettere il pilota dietro a un plexiglass appena sceso dalla moto, come anche una mascherina, perché ha bisogno di respirare. Ci stiamo attrezzando per risolvere il problema: o facendo adottare ai membri del team tutte le precauzioni, come le visiere, o mettendo un microfono collegato alle nostre cuffie che permetta a tutti di sentire cosa dice il pilota. Proveremo questo sistema a Misano la settimana prossima, quel test sarà una prova generale in vista del primo Gran Premio”.

Ogni team ufficiale potrà avere 45 membri, è un numero sufficiente?

Sono stati aumentati di 5 su richiesta di alcuni team giapponesi. Penso che sia un numero giusto, la MotoGP richiede più personale rispetto alle altri classi ma a noi non crea nessun problema”.

Bierer, direttore motorsport di KTM, ha detto di essere preoccupato della possibilità di creare degli staff di ingegneri che lavorino da remoto, come succede in Formula1. È possibile farlo in MotoGP?

Ho letto anch’io queste dichiarazioni ma non avevo mai sentito parlare prima di questa possibilità. Onestamente non ho capito cosa volesse dire, nessuno ne ha mai parlato ufficialmente e non saprei cosa rispondere. Per fare un lavoro come quello della Formula1 servirebbe la telemetria, cosa che noi non abbiamo, disponiamo solo dell’acquisizione dati. Loro possono fare un certo tipo di lavoro perché scaricano i dati in tempo reale e possono agire sull’auto, nelle moto la situazione è ben diversa. È tutto quello che posso commentare”.

Un calendario così compresso e con poche pause che influenza avrà sui tecnici e gli altri membri del team?

Sarà sicuramente stressante, ma a tutti noi piace il nostro lavoro. Amiamo molto più bene alle gare che a noi, faremo questo sacrificio ben volentieri”.

I piloti, invece, come dovranno affrontare questa stagione, saranno più attenti a non prendere rischi?

Credo che vincerà sempre il più veloce. Sicuramente ci saranno meno margine di errore, ma non penso che i livelli in campo cambieranno molto, non ci saranno grosse differenze. È un’apprensione figlia dei ragionamenti fatti a casa, quando partirà il campionato sarà tutto come sempre. Semmai ci sarà più stress nelle prime gare a causa di tutti i protocolli di sicurezza da seguire, ma spero che nel tempo possano allentarsi per tornare a una situazione più normale”.

Guardando alle piste in cui si andrà a correre, pensi ci sia qualche moto o pilota favoriti?

Innanzitutto voglio dire che Dorna ha fatto un lavoro immane per organizzare questo calendario e secondo me è equilibrato e giusto per questo momento. Non si poteva fare altrimenti”.

Cambierà tanto correre in alcune piste in periodi dell’anno diversi dal solito?

Si perderà qualche riferimento, Michelin dovrà adeguare la scelta delle gomme a temperature più alte senza però averle provate in quelle condizioni. Qualche punto di domanda ci sarà, ma potremo mettere a posto tutto, le conoscenze per adattarci ci sono”.

Qual è la tua opinione sulla doppia gara in settimane consecutive?

Aiuterà meno i piloti istintivi e più quelli che hanno bisogno di maggiore tempo per trovare il giusto setup, meno le squadre più preparate e più quelle che solitamente si trovano in ritardo. Ci sono pro e contro, ma secondo me i risultati delle due gare cambieranno poco, anche se non saranno identiche”.

Intanto i tuoi due piloti, Dovizioso e Petrucci, torneranno in gara presto ma nel cross, nel campionato regionale dell’Emilia Romagna. Hai qualche preoccupazione?

C’è sempre un po’ di apprensione, ma allenarsi in pista con una moto da strada o da dirt track non comporta minori preoccupazioni. Sia Andrea sia Danilo sono molto bravi nel cross e prenderanno tutte le attenzioni del caso. Un minimo di preoccupazione ce l’ho, ho fiducia nella intelligenza e nella capacità dei miei piloti, ma viene dagli altri concorrenti, non vorrei che qualcuno facesse qualche stupidata per passarli solo perché si troverà davanti Dovizioso o Petrucci”.

È molto utile per un pilota tornare a fare una vera gara prima dell’inizio del campionato?

Questo è un aspetto positivo, potranno riprendere l’attitudine alla gara. Non credo che l’abbiano persa, ma tutto influisce perché stiamo parlando di dettagli e forse in questa stagione sono ancora più importanti del solito”.

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