SBK, Bautista-Honda: più che una corsa, il 2020 sarà una rincorsa!

Alvaro e la HRC si presenteranno in pista solo a luglio a Barcellona e il calendario li mette con le spalle al muro nel confronto con Ducati e Kawasaki

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La Superbike affila le armi per la ripresa. Come già sappiamo, il sipario si rialzerà il prossimo 2 agosto a Jerez e di conseguenza squadre e piloti sono già al lavoro per non farsi trovare impreparati. Alcuni dei top team, come Ducati e Kawasaki, si sono dati appuntamento al 24-25 giugno per il primo test sul tracciato di Misano. Non ci saranno invece Yamaha e BMW, così come la Honda, che ha deciso di rinunciare alla due giorni romagnola.

Il progetto legato alla CBR 1000 RR-R è senza ombra di dubbio il più giovane nel confronto con la concorrenza e in Giappone sono consapevoli del fatto che sarà necessario avere tempo e pazienza. Di sicuro, il fatto di avere alle proprie spalle una realtà come la HRC, tenderà a velocizzare il percorso di crescita. Sta di fatto che ad oggi il team Honda è stato il più penalizzato durante il lockdown, dal momento che Bautista e Haslam avevano la necessità di rimanere in pista il più a lungo possibile per adattarsi alla nuova moto.

Invece li rivedremo soltanto a luglio, in occasione della due giorni di test dell’8-9 sul tracciato di Barcellona, che da quest’anno ospiterà anche le derivate. Bau Bau e la Honda ripartiranno quindi dal weekend di Phillip Island delle scorso febbraio, dove la moto è giunta soltanto al 30% dello sviluppo. Così ci disse in quell’occasione il portacolori HRC, chiamato a cucirsi su misura un quattro cilindri in linea ben distante dal quattro cilindri a V con cui era abituato nella precedente esperienza Ducati.

Parlare di Mondiale al primo anno sembra a dir poco eccessivo per un progetto appena nato e per quanto visto ad oggi, meglio allora abbassare l’asticella e cercare di portare la Honda sul podio e chissà mai, assaporare anche il gusto di una vittoria. Ambizioni a parte, Bautista è consapevole che la sfida è suggestiva, ma allo stesso tempo di quelle ad alto coefficiente di difficoltà.

Proprio il numero 19 non si è nascosto sul tema, a partire dal calendario, che alla ripartenza vedrà con ogni probabilità sei round concentrati in soli due mesi: “Per noi è peggio dato che abbiamo bisogno di più tempo in pista – ha dichiarato Alvaro al sito WSBK.com - nei test invernali non siamo stati molto veloci e ora non possiamo lavorare come invece avremmo voluto. Per noi sarà sicuramente uno svantaggio”.

Bau Bau evita quindi di nascondersi, anche perché rispetto a Ducati e Kawasaki, avrà una sola occasione per preparare le rimanenti gare di un 2020 a dir poco anomalo. Barcellona sarà infatti l’unica occasione da sfruttare, sperando in un aiuto anche da parte del meteo, che durante la preseason non si è certo rivelato valido alleato. Poi tutti a Jerez con tre gare racchiuse in un solo mese.

Insomma: quella tra Bautista e la Honda sembra essere a tutti gli effetti una sorta di corsa contro il tempo, dove il rischio è quello di arrivare col fiato corto.   

 

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