SBK, Savadori: “L’Aprilia RS-GP è una Ferrari da guidare con aggressività”

“Studio Aleix Espargarò perché il mio stile è molto simile al suo. La nuova moto non ha nulla a che vedere con quella precedente e lo capisci appena l’accendi”

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CIV e MotoGP. Difficilmente si annoierà in questo 2020 Lorenzo Savadori. Oltre alla partecipazione nel Campionato Italiano con il team Nuova M2, il romagnolo è stato ingaggiato da Aprilia ad inizio anno in qualità di collaudatore. Proprio nei giorni scorsi, sul tracciato di Misano, Savadori ha avuto modo di cavalcare la RS-GP 2019, prendendo ulteriore fiducia.

Adesso l’obiettivo è quello di guidare l’ultima evoluzione lanciata dalla Casa di Noale, in attesa che a luglio si alzi il sipario sul Campionato italiano, che vedrà il Mugello quale round di partenza della nuova stagione. La scorsa settimana, sulla pista di Misano, Savadori ha avuto modo di iniziare ad affilare le armi.

“Purtroppo il meteo non è stato molto clemente nei nostri confronti – ha esordito Lorenzo – tutto ciò ha pesato non poco, andando a guastare quelli che erano i nostri programmi. A Misano avevo comunque due moto: la 1100, che ho portato in pista il primo giorno, mentre il secondo la RS-GP versione 2019”.

Partiamo dalla RS-GP. A che punto credi sia arrivato il tuo percorso di adattamento?

“Il cammino è lungo, però se ripenso al primo test di Sepang le sensazioni sono completamente diverse. Ora riesco a guidarla con maggiore aggressività, con quello che è il mio stile, sfruttando meglio la staccata. Questo per riassumere principalmente i concetti, senza andare troppo nel particolare. Penso di essere sulla strada giusta”.

Quale credi sia il più grande limite della RS-GP versione 2019?

“Io ovviamente non ho grande esperienza, ma al momento il problema con cui devo confrontarmi principalmente sono le gomme: ho utilizzato sempre le Pirelli e ora mi ritrovo a fare i conti con uno pneumatico che offre maggiore sensibilità. Questo è forse l’aspetto su cui devo focalizzarmi di più”.

La RS-GP 2019 appartiene però al passato. Adesso c’è infatti la versione 2020.

“Credo sia una moto che non abbia nulla a che vedere con quella precedente. Io l’ho provata soltanto a Sepang, ma appena l’accendi capisci subito di essere in sella a un qualcosa di diverso. Direi una Ferrari, giusto per fare un esempio. Vorrei infatti avere l’occasione di riprovarla per capire il salto che c’è stato tra le due”.

Prima hai sottolineato la parola aggressività, un termine che per certi versi ti accomuna con lo stile di Aleix Espargarò.

“In questi mesi ho cercato di studiare molto Aleix, perché lo vedo particolarmente vicino a me nella guida. È uno di quei piloti a cui piace staccare forte ed essere aggressivo in sella alla moto.  Personalmente sono convinto che con questa Aprilia potrà mettere in mostra le proprie qualità”.

Quanto pensi possa essere utile un pilota come Savadori all’Aprilia?

“Detto sinceramente sono all’inizio di questo progetto e di conseguenza mi servirà accumulare l’esperienza necessaria. Più tempo rimarrò in pista a girare con l’Aprilia, più velocemente potrò dare il contributo alla squadra. A Sepang ho avuto modo di confrontarmi con Aleix ed è stato molto utile, dato che ho apprezzato molti pareri sulla moto che erano condivisi”.

Lorenzo, parliamo anche del CIV. Con la 1100 Aprilia punti a mettere fine al dominio Ducati?

“L’obiettivo è quello di essere competitivi e giocarci la vittoria. Credo sia fuori discussione questa cosa. La moto è molto competitiva, è sicuramente migliorata rispetto a quella precedente e dentro di me sono fiducioso. Purtroppo la diffusione del Coronavirus ha complicato i nostri piani, così come il percorso di crescita della nostro moto e lo sviluppo. Prevediamo quindi di svolgere un altro test prima dell’inizio del Campionato”.

Sarà un testa a testa tra te e Pirro?

“Quello non lo so. Michele è un grande pilota, che conosce bene al moto e da diversi anni è protagonista del Campionato. Lui è senza dubbio uno dei candidati al titolo, come possono esserlo anche altri piloti. Ci saranno poche gara e sarà fondamentale non sbagliare”.

 

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