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SBK, Razgatlioglu: "Battere Rea? Devo lavorare sulla mia mente, non sulla R1"

"La prima volta che l'ho fatto sono salito sul podio. Mi sento un professionista dal 2019, prima correvo per divertimento. L'obiettivo è il titolo in Superbike, poi penserò alla MotoGP. I complimenti di Rossi? Da una leggenda fanno piacere"

SBK: Razgatlioglu: "Battere Rea? Devo lavorare sulla mia mente, non sulla R1"

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La stoffa del campione l’hanno in pochi, è un qualcosa di impercettibile quanto fondamentale per vincere nelle corse, e Toprak Razgatlioglu pare proprio essere tra i fortunati a possederla. La fulminea ascesa del turco classe ’96 è nota, ma dietro i risultati si nasconde un ragazzo dall’animo pacato, che per sua stessa ammissione si reputa un pilota professionista da nemmeno un paio di anni. “Sinceramente ho capito di essere un pilota professionista l’anno scorso - racconta - quando ho iniziato davvero a capire la moto, fino alla stagione precedente mi sentivo una persona che guidava soltanto per divertimento”.

Professionista o meno, nel primo round della stagione 2020 hai mostrato i muscoli.

“Nei giorni precedenti al weekend sapevo che non sarebbe stato facile fare bene a Phillip Island, dato che ero alle prese con una situazione completamente nuova, nonostante i test fossero stati positivi. Ritenevo molto importante Gara 1, ed essere salito subito sul podio (sul gradino più alto ndr) mi ha infatti dato tanta carica e serenità: sono riuscito a metabolizzare meglio del solito anche un problema come quello avuto in Gara 2, e non va dimenticato inoltre che le corse in Australia sono davvero un capitolo a parte”.

Ti senti pronto a riprendere la stagione?

“Assolutamente. In Turchia sono riuscito a non interrompere gli allenamenti, e sto andando a girare sulla pista di Kenan (Sofuoglu ndr) tutti i giorni con diversi tipi di moto ed i kart. Ovviamente salire nuovamente sulla mia R1 sarà particolare e servirà un po’ di tempo per riadattarsi, ma certamente dal punto di vista fisico gli allenamenti con Kenan mi stanno aiutando molto: ad essere onesti i nostri più che allenamenti sono gare, dato che facciamo tanti giri di seguito al massimo”.

Chi saranno i tuoi rivali per il titolo? I soli Rea e Redding o vi saranno altri protagonisti?

“Credo che i primi cinque in Superbike siano davvero tutti molto veloci, ed ognuno ha le sue piste preferite in cui rende ancora di più. Saranno a mio parere della partita anche Lowes ed il mio compagno Van Der Mark, ma è presto per dirlo con certezza, occorre aspettare le prime gare della seconda parte di stagione”.

A proposito di Van Der Mark, com’è il tuo rapporto con lui?

“Sono fortunato ad averlo come compagno di team, specie dopo le diverse stagioni passate come unico pilota. E’ un ragazzo gentile ed un pilota veloce, in Australia abbiamo lottato ed è stato divertente, credo potrà davvero fare bene nel corso della stagione”.

Rea resta l’uomo da battere. Ha un punto debole in cui attaccarlo?

“Difficile dirlo, è un pilota veloce e costante. L’anno scorso credo abbia fatto la sua miglior stagione in assoluto riuscendo a battere Bautista e la Ducati. E’ un pilota che spinge dal primo all’ultimo giro, mi ha aiutato in alcune occasioni negli anni passati, e forse mi servirà ancora del tempo per poterlo battere”.

Parliamo di te. Hai avuto un pilota preferito durante l’adolescenza?

“Nessuno oltre a Kenan. E’ davvero utile averlo come coach, l’anno scorso in particolare mi ha davvero aiutato: in alcune gare non ero stato veloce e davo la colpa ad alcuni problemi della moto, ma lui mi fece capire che il problema era la mia mente e non la moto, mi disse di pensare soltanto a guidare. Lo feci per la prima volta in Imola, e conquistai il mio primo podio, così ho continuato su questa linea ed i risultati sono arrivati. Ho capito l’importanza della mente, e che i problemi principali per un pilota sono appunto mentali”.

Con questa nuova mentalità sei riuscito a conquistare la tua prima vittoria in Superbike, a Magny-Cours.

“Esatto, ed è stato un fine settimana particolare. Dopo le FP1 sul bagnato ho chiesto al team di non toccare la moto, volevo solo guidarla, e le cose sono andare meglio sessione dopo sessione”.

In tanti pronosticano un tuo futuro in MotoGP. Qual è il tuo parere?

“Normalmente dico che il mio sogno è vincere il titolo in SBK, ed è così. Una volta conquistato questo obiettivo potrei pensare ad un approdo in MotoGP, ma il mio sogno attuale è diventare campione in questo campionato”.

In MotoGP hai già dei fan, dato che Valentino Rossi si è detto impressionato dal tuo debutto in Australia.

“Rossi è una leggenda che ho sempre seguito, quindi mi fa molto piacere il fatto che abbia una buona considerazione di me”.

 

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