Le Grand Rendez-Vous: cortometraggio con Ferrari SF90 e Leclerc

A Monte Carlo è stato realizzato il seguito di “C'était un rendez vous", cortometraggio girato a Parigi nel 1976. Il regista è sempre Claude Lelouch, ma il risultato è di tutt’altro spessore, peccato

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“Le Grand Rendez-Vous” o la grande delusione? Pochi giorni fa avevamo dato notizia delle riprese, che erano in corso in una Monte Carlo blindata, non più per il Coronavirus, ma per realizzare un cortometraggio con protagonisti una Ferrari SF90 Stradale e Charles Leclerc. Il gran premio di Monte Carlo era stato annullato ed allora ecco una idea per mantenere l’attenzione degli appassionati concentrata sul principato di Monaco, il remake di un cortometraggio epico, per chi ama i motori.

Quello del 1976 nacque da un’idea folle di Claude Lelouch, che all’alba di un giorno di agosto sfrecciò ad alta velocità in una Parigi semi deserta, per concludere la sua corsa in perfetto orario ad un appuntamento con una donna. Negli anni sono nate molte leggende, che abbiamo in parte toccato nel nostro articolo, quello che c’è di vero è che fu utilizzata una Mercedes (anche se una “esagerata” 450 SEL, con un motore da 6.9 litri) e non la Ferrari 275 GTB che dà la voce e regala gran parti delle emozioni che trasmette il cortometraggio. Troppe vibrazioni e l’assenza delle moderne tecnologie per contrastarle, rendevano impossibile utilizzare quell’auto.

La Mercedes invece aveva sospensioni pneumatiche che smorzavano le asperità e che consentirono di realizzare quel video, che divenne un cult. La poca altezza dal suolo incrementava la sensazione di velocità, resa poi estrema dal suono dei 12 cilindri Ferrari. Pochi mezzi, poche persone, una idea folle ed il risultato fu sorprendente. Il video fu contestato e finì quasi per essere bandito, ma in tempi recenti è diventato sicuramente qualcosa di culto per ogni appassionato.

Le aspettative per il seguito erano quindi molto elevate, anche perché per il remake i mezzi erano invece praticamente infiniti. Due (non una) supercar da circa mille cavalli (una utilizzata come camera car), le ibride Ferrari SF90 Stradale con il V8 abbinato ai motori elettrici, un pilota di Formula 1, il principato monegasco a disposizione per le riprese, tutti i mezzi più moderni per realizzarle ed il supporto anche dei migliori professionisti. Il risultato? Semplicemente deludente, da ogni punto di vista, almeno a nostro avviso. La storia, tanto semplice quanto efficace dell’originale, con un uomo che corre ad un appuntamento, viene rivisitata senza che vi sia una logica comprensibile ai più, con un inizio da un fioraio, che rispetto alle emozioni di un V12 degli anni ’70 è francamente imbarazzante. Solo leggendo il comunicato scopriremo che lei è la nipote di Gunilla Friden, allora compagna di Lelouch, che si intravede nel finale di “C'était un rendez vous”.

La giovane fioraia del nuovo film è Rebecca Blanc-Lelouch. Il cortometraggio mostra un giro del circuito effettuato dal giovane pilota Charles Leclerc, che poi ne fa un secondo dopo aver caricato al posto del passeggero il Principe Alberto II di Monaco.

Dopo averlo guardato, provate a guardare l’originale e diteci la vostra.

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