Aprilia Tuono 660, pronta la versione di produzione?

La Concept presentata ad Eicma 2019 è stata una delle “reginette” del salone, ora alcuni disegni di un brevetto preannunciano la versione di produzione definitiva

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Rimandata a settembre? Le due sorelle RS660 e Tuono 660, che ruotano intorno al nuovo propulsore della Casa di Noale con circa 95-100 cavalli (si dice siano 95 per la scarenata, qualcuno in più per la vestita RS), hanno subito un rallentamento a causa della situazione in cui ci siamo trovati in questa prima metà dell’anno, altrimenti le avremmo probabilmente già viste e guidate. Almeno la RS, perché la Tuono ad Eicma aveva debuttato come concept.

Solo ora sono stati depositati i disegni della versione ufficiale, trapelati come avviene sempre più spesso per i brevetti. La conferma del fatto che il lancio sia vicino ci viene dal sito bennetts.co.uk che li pubblica in questi giorni. Attesissima la RS, anche la versione nuda ha riscosso una grandissima attenzione da parte del pubblico che era presente alla scorsa edizione del salone di Milano. Il motivo è la formula che mette insieme il fascino delle sportive di casa, RSV4 prima tra tutte, ad un motore che promette di divertire, ma di essere più “umano” e sfruttabile.

Nasce dall’idea di tagliare a metà il V4, costruendogli intorno un telaio leggero e performante. Il plus rispetto alla concorrenza potrebbe poi venire da una elettronica ereditata proprio da Tuono ed RSV4 1100, lo stato dell’arte tra le supersportive, che potrebbe essere qualcosa di inedito nelle medie cilindrate. La meccanica della Tuono è praticamente identica a quella della RS660, si parla di 4-5 cavalli in meno, per una configurazione del propulsore che rinuncerà ad un pizzico di allungo, per avere di contro una erogazione migliore ai medi.

Dai disegni dei brevetti, che sono stati depositati presso l'Ufficio europeo, si evidenziano solo lievi differenze rispetto al prototipo che abbiamo conosciuto, ma si tratta di dettagli davvero molto marginali, almeno a prima vista. Tutto si concentra soprattutto nella zona dello scarico, dove per motivi legati probabilmente all’omologazione, i tecnici di Noale hanno dovuto intervenire, modificando alcuni elementi. Uno scarico i cui volumi sono cresciuti, per rispettare le direttive Euro 5 e, con loro, anche le plastiche che sono in quella zona. Appare posizionato più vicino al motore il catalizzatore, probabilmente per migliorarne l’efficienza, accelerando i tempi di entrata in temperatura a moto fredda. Pochi nuovi dettagli ed una attesa sempre maggiore, dato che di fatto, le due bicilindriche riportano una grande attenzione verso le sportive di media cilindrata, con un approccio tutto nuovo.

Sulla carta ci sono alcune concorrenti, come ad esempio le Honda CB 650 nelle due versioni svestite e carenate, ma il fascino ed il richiamo forte alla SBK delle due sorelle RS660 e Tuono 660 sembrano essere carte vincenti, almeno a giudicare da come il pubblico motociclistico le ha accolte. Una formula che rende moto “per pochi”, con il V4 che ha raggiunto potenze sfruttabili forse solo in pista, più alla portata di un utilizzo quotidiano su strada, magari con una sporadica puntata ai cordoli di qualche circuito. Leggerezza e raffinatezza tecnica, tipici delle moto di Aprilia, sono invece confermati dalla presenza di sistemi come Cornering ABS, piattaforma inerziale a sei assi e tutto il pacchetto di elettronica che ben conosciamo. Ricordiamo, ad esempio, che l’RSV4 ha portato al debutto alcune soluzioni che oggi sono la regola per tutte le concorrenti. Allo stesso modo le “piccole” 660 anticipano i tempi, adottando le medesime raffinatezze in un segmento che ad oggi ancora non le conosce, o le vede utilizzate solo in minima parte.

Sembra un po’ di rivivere l’approccio delle mitiche RS250, che negli anni ’90 avevano portato un po’ della classe due-e-mezzo del Motomondiale nelle nostre strade. In attesa di vedere e provare la RS e la Tuono 660, resta ancora circondata da un velo di segretezza la terza sorella, quella votata all’off road e che, con ogni probabilità, tornerà a sfoggiare un nome con un passato importante: Tuareg.

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