Moto2, Pons: "Contro di me una persecuzione che dura da anni"

Attraverso una lettera basata su cinque punti, Sito si difende dalle accuse avanzate dalla Procura della Repubblica spagnola di evasione e frode fiscale

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24 anni di carcere e 12 milioni di multa. È questa la richiesta da parte della Procura della Repubblica spagnola, che accusa Sito Pons di aver simulato la residenza a Londra e Monaco al fine di non pagare le tasse nella penisola iberica.

Nelle ultime ore il patron dell’omonimo team si è però difeso, attraverso una lettera diramata dai suoi avvocati, basata su cinque punti, ripresa da Marca.

Punto 1: il signor Pons ha effettivamente risieduto a Monaco fino al 2012 e successivamente nel Regno Unito, come dimostrano, fin dall'inizio, i certificati rilasciati a tal fine dalle autorità dei rispettivi paesi. Come hanno stabilito i nostri tribunali, il semplice possesso dei certificati di residenza fiscale di un altro Stato sarebbe sufficiente per escludere la commissione di un reato di frode fiscale.

Punto 2: dal 2012 il signor Pons paga le sue tasse nel Regno Unito in conformità alla legislazione di quel paese, dove ha la sua residenza abituale e il centro dei suoi interessi economici, in particolare l'attività del suo team PONS RACING. Le stesse autorità britanniche hanno difeso con veemenza la residenza del sig. Pons a Londra dinanzi alla Spagna, nella procedura prevista per evitare la doppia imposizione dei contribuenti. Questa procedura è in attesa di una risposta da parte delle autorità fiscali spagnole alle richieste avanzate dai loro omologhi britannici. In questo contesto, le autorità spagnole hanno completato frettolosamente le procedure di ispezione e hanno rinviato il procedimento alle autorità fiscali prima di attendere la risoluzione della procedura amichevole. Ciò è estremamente rilevante perché l'avvio della procedura amichevole tra Spagna e Regno Unito avrebbe dovuto paralizzare qualsiasi azione in campo fiscale e quindi non avrebbe mai dovuto raggiungere la Procura della Repubblica per l'avvio di un procedimento penale contro il sig. Pons.

Punto 3: le frequenti visite del signor Pons a Barcellona, cui fa riferimento il procuratore nel suo atto d'accusa, sono giustificate dal fatto che gran parte della sua famiglia vive in quella città e che questo è il punto d'incontro abituale per la sua squadra nei suoi viaggi intorno al mondo durante la stagione delle gare

Punto 4: La presente accusa della Procura della Repubblica fa parte di una persecuzione che il Tesoro spagnolo ha intrapreso ingiustificatamente contro il nostro cliente per anni.

Punto 5: L'evidente sproporzione delle pene richieste (ventiquattro anni di carcere, cioè la condanna a due omicidi) dimostra la volontà sia della Procura che dell'Ufficio delle imposte di utilizzare illegittimamente il nostro cliente per scopi esemplari davanti ai contribuenti spagnoli e di costringerlo indebitamente a pagare somme elevate che non deve in alcun modo.

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