SBK, Van der Mark: “Yamaha mi ha già offerto il rinnovo del contratto”

ESCLUSIVA - “Loro vogliono che resti, ma al momento non ho ancora deciso. Il Mondiale? Sarà imprevedibile e non ci saranno seconde chance”.

Share


I piloti stanno affilando le armi per la ripartenza e tra questi c’è anche Michael van der Mark. L’Olandese ha trascorso nel proprio Paese questo lungo periodo, anche se di Lockdown non si può parlare più di tanto. Nonostante la diffusione del COVID-19, i Paesi Bassi hanno adottato misure restrittive più contenute in confronto a Italia e Spagna, facilitando diverse attività che sono state negate nel resto d’Europa.

Così Michael ha sfruttato il periodo per prepararsi in vista della ripartenza e allo stesso tempo pensare al suo futuro. A fine stagione il suo contratto con la Yamaha scadrà e lui dovrà capire cosa fare in ottica 2021.

“Devo dire che questi ultimi mesi si sono rivelati particolarmente lunghi e non nego di essermi stufato, dato che è stata una situazione anomala – ha esordito Michael – qua in Olanda le misure restrittive erano però meno rigide rispetto a Spagna e Italia. Ho quindi potuto circolare liberamente senza dover avere un certificato, oppure allenarmi all’aperto. Personalmente non vedo l’ora di tornare in moto”.

Ti abbiamo però visto girare ad Assen?

“È vero! È stata una bella opportunità per ritrovare fiducia con la moto una volta che il Mondiale ripartirà. In quell’occasione mi sono concentrato più che altro sulle sensazioni, evitando di rincorrere il cronometro a tutti i costi. Come ho detto non vedo l’ora di tornare in pista e credo che anche gli altri piloti abbiano la stessa idea”.

Michael, lasciamo per un attimo da parte la pista. A fine stagione scadrà il tuo contratto. Qual è la situazione?

“Posso dirti che la Yamaha mi ha già offerto il rinnovo del contratto, ma non ho ancora preso una decisione. Loro vogliono che resti, hanno fiducia in meno, dovremo confrontarci quindi sulla questione. Sono ormai in Yamaha da quattro anni e posso dire che l’ambiente è ottimo”.

Il fatto che Yamaha ti abbia fatto una proposta significa che non parlerai con altre Case?

“Quello non lo so, perché siamo davanti a una situazione davvero strana. Dico così dal momento che il Mondiale sarà anomalo con così poche gare da disputare. Dovremo capire cosa accadrà, anche se la proposta di Yamaha la considero un attestato di fiducia nei miei confronti”.

Mercato a parte, torniamo sul Mondiale. Cosa c’è da aspettarsi?

“Chi sarà costante porterà a casa il titolo. Secondo il mio punto di vista dovremo fare i conti con un Campionato imprevedibile, senza seconde chance. Ricordo lo scorso anno quando mi feci male a Misano. Dovesse succedere nuovamente una cosa del genere, il mio 2020 sarebbe già segnato. Bisognerà essere veloci, costanti e soprattutto non sbagliare”.

Michael, tra i pretendenti al titolo c’è anche Toprak. Ti ha impressionato al debutto?

“Direi proprio di no, perché è un pilota che ha talento e sono convinto possa essere uno dei candidati al titolo”.

Lui ha vinto a Phillip Island, mentre tu sei rimasto giù dal podio. Come mai?

“Penso di essere stato sfortunato, dal momento che non ho interpretato nel modo corretto l’ultimo giro e sono rimasto fregato. Come ben sapete Phillip Island è una pista particolare, dove dopo i test hai un gran passo e poi magari le cose cambiano una volta che inizia il weekend. In quell’occasione fui però impressionato da Toprak. Sul passo non sembrava essere veloce fino al venerdì, poi il sabato vinse”.

Michael, alla luce di quanto visto: possiamo dire che la Yamaha è la moto che vanta il miglior compromesso tra quelle in griglia?

“Io penso proprio di sì e ne sono convinto. La R1 è facile ed è semplice arrivare subito al limite. Forse dobbiamo fare un passo avanti in quanto a erogazione del motore, ma per il resta la nostra moto è completo e lo confermo i risultati dei vari piloti. Credo che la nuova R1 sia un passo avanti rispetto alla versione precedente, merito dello sviluppo”.  

Basterà la nuova moto per mettere fine al dominio di Rea?

“Lo speriamo, ma non sarà certo semplice. Il problema è che Johnny è costante, lui riesce a portare a casa il miglior risultato in qualunque situazione senza mai sbagliare. Diventa quindi difficile contrastarlo, ma di certo si può battere”.

Un’ultima battuta: quanto ti dispiace non correre in Olanda?

“Al momento non abbiamo ancora ufficialità, ma di sicuro moltissimo. Assen è una pista simbolo nel mondo del motociclismo e l’assenza di MotoGP e Superbike è un duro colpo per gli appassionati”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti