Il Trentino vorrebbe abbassare i limiti di velocità per le moto

Per ora è una provocazione, ma il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, vorrebbe limiti più severi per le due ruote, per ridurre gli incidenti

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Da sempre le strade più belle, sia per paesaggi che per le loro curve, sono quelle più battute dai motociclisti. Accade così che, purtroppo, in certe zone gli incidenti siano all’ordine del giorno. Spesso, inutile nascondersi dietro un dito, le cause sono la velocità eccessiva e l’imprudenza. Per cercare di arginare il fenomeno abbiamo assistito un po’ a tutto, dalle campagne di sensibilizzazione con pubblicità (qualcuno si ricorderà quella in val Trebbia che ricordava che la strada non è un circuito) ai controlli con postazioni fisse e mobili per rilevare la velocità.

Nei “punti strategici” è anche giusto che ci sia qualche controllo in più, a patto che lo scopo sia la sicurezza e non far cassa. Delle tante iniziative, mai ci era però capitato di sentire di limiti di velocità differenziati, con le moto costrette e ridurre la loro velocità, come potrebbe avvenire su alcune strade del Trentino.

Al di là della poca applicabilità, questa idea fantasiosa creerebbe anche un ulteriore pericolo, perché spesso non è la velocità in senso assoluto il problema, ma la differenza tra quella tenuta dai vari mezzi che circolano sul medesimo tratto. I limiti di fatto sono già corretti, almeno sulla grandissima parte della rete stradale, il tema è il mancato rispetto delle velocità indicate. In condizioni ottimali, rispettando la segnaletica e ciò che essa impone, gli incidenti sarebbero una rarità.

Non la pensa così, oppure è alla ricerca della dichiarazione che faccia scalpore, il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che dopo aver fatto la sua proposta ha dichiarato: “Vogliamo avviare tutte le azioni utili per rendere le nostre strade più sicure e fra queste, pensiamo alla possibilità di fissare limiti di velocità diversi per automobili e motociclette, su alcune strade. Siamo consapevoli che il limite da solo non è abbastanza, ma già solo comunicare all’esterno l’esistenza di alcuni punti in cui è più basso e il controllo da parte delle forze dell’ordine più capillare può servire, ci auguriamo, come strumento di dissuasione nei confronti di coloro che amano correre troppo”.

Ovviamente la proposta ha creato un immediato contraddittorio, così Bruno Garzetti, Presidente del MotoClub Trento ha risposto: “Che senso ha in una strada dare limiti di velocità diverse tra moto e macchine? I limiti già ci sono e chi li ha messi lo ha fatto in maniera ponderata. Bisogna farli rispettare. Io credo, invece, che dobbiamo impegnarci soprattutto a far aumentare il senso di responsabilità nelle persone, ma di tutti quelli che con auto o con moto si mettono in strada senza distinzione”.

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