Gresini: "Sono stato davvero vicino a prendere Jonathan Rea in MotoGP"

"Non credo sia tardi per lui, meriterebbe di mostrare il proprio valore anche tra i prototipi. Petrucci in Aprilia? Posso dire che di certo a Noale vorranno un pilota italiano anche in futuro"

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Fausto Gresini è stato il graditissimo ospite della nostra diretta, e rispondendo alle domande degli appassionati ed a quelle dei nostri Paolo Scalera e Matteo Aglio ha affrontato tantissimi argomenti fornendo molti spunti davvero interessanti. Dal futuro di Iannone in Aprilia alle voci che riguardano Danilo Petrucci, fino alle recenti voci che riguardando Pol Espargarò ed una possibile svolta di mercato.

Gresini ha anche spiegato nel dettaglio quali misure di sicurezza saranno adottate per affrontare i primi Gran Premi della stagione a Jerez, se dovessero essere confermate le due tappe del 19 e 26 luglio. Il Paddock cambierà volto, ma la voglia di mettere presto in pista la nuova RS-GP e verificare quanto sia stato buono il lavoro svolto durante i test regala tanta voglia e permette senza dubbio di affrontare con maggiore serenità questa nuova condizione. 

La nuova RS-GP non ha ancora fatto un Gran Premio, ma tutti hanno la sensazione che sia una moto nata davvero bene. Il 2020 è l'anno della svolta?

"Aprilia si è impegnata tantissimo per realizzare questa nuova moto. Un progetto giovane e che ha bisogno di tempo, ma sapete che i test sono andati bene. La RS-GP è partita col piede giusto. Credo che ci siano buone possibilità di fare veramente bene. Sembra una moto nata molto bene, e c’è voglia di vedere la RS-GP nelle posizioni giuste. A Noale vogliono primeggiare, come hanno sempre fatto da quando corrono nel motociclismo. Si iniziano a vedere dei risultati, ma quelli veri li vedremo solo con le gare e le bandiere a scacchi. Ci sono tante persone nuove, innesti importanti e competenza solide, che hanno portato valore aggiunto all’azienda ed in particolare ad Aprilia Racing. Il primo obiettivo è quello del podio, non la vedo una cosa assurda per il 2020". 

Gresini: "La situazione di Iannone ci sta danneggiando moltissimo"

La tegola Iannone pesa molto sul vostro 2020. 

"Si, perché abbiamo sulla carta due piloti forti ed esperti, che possono aiutare per lo sviluppo della moto. Uno in realtà oggi ci manca, sia per lo sviluppo che per i risultati in pista e questo ci danneggia moltissimo. Non hai un riferimento importante, dati da confrontare con l’altro pilota. Spero che questa situazione di Andrea, che ancora è sospesa, si risolva presto. Non abbiamo ancora una data per il ricorso, ma ovviamente vogliamo Andrea in pista quanto prima. Se dovesse essere confermata una pena severa, dovremmo guardare bene al futuro". 

Rivola è molto preoccupato, teme una pena severa per Andrea. 

"Io aspetto il risultato del ricorso, ma voglio restare positivo. Credo che non sia facile la sua situazione. E’ un innocente ma è al contempo un condannato. Spero che sia fatta giustizia, io non posso fare altro che lasciare agli organi competenti il da farsi. Credo che Andrea meriti almeno giustizia".

Si parla tanto di Petrucci come possibile sostituto per il futuro. Come lo vedresti Danilo in Aprilia?

"Danilo è un pilota che ha dimostrato il suo valore. Anche lui è giovane, ha una bella esperienza ed è un pilota interessante. Da qui a dire cosa farà Aprilia, è difficile. Ma è chiaro che noi, come azienda, vogliamo un pilota italiano, perché siamo un’azienda italiana e questo è un aspetto importante".

Gresini: "Rossi in Aprilia? Chi dice che non lo vorrebbe nel proprio team mente"

Tanti tifosi vorrebbero veder realizzare la suggestione di Rossi in Aprilia, per chiudere proprio dove iniziò. 

"Chi è che non lo vorrebbe Valentino? Ha fatto la storia di questo ventennio in questo sport e tutti lo vorrebbero. Sarebbe un valore aggiunto per Aprilia enorme, ma da lì a dire che si concretizzerà è ben diverso. Valentino interessa a tutti ovviamente, chi lo nega sta mentendo. Credo che non sia facile immaginare uno scenario del genere". 

In passato c'è stato un contatto tra la tua squadra e Rea. Sarebbe una ipotesi da valutare secondo te?

"Abbiamo parlato con Rea in passato e per un momento non eravamo neanche troppo lontani. E’ vero che eravamo abbastanza vicini per chiudere, attorno al 2013, 2014. Per me Jonathan è un supercampione. Non si può affermare che non meriti di esprimersi in MotoGP. La categoria non è di certo facile, ma ha dimostrato di poter essere veloce anche con queste moto quando ha corso le due wild card. Secondo me è rimasto anche troppo in SBK, sarebbe bello vederlo in MotoGP e penso che farebbe bene. Non è tardi, quando sai andare forte ed hai voglia non cambia niente". 

Tra non molto scadrà anche il tuo contratto con Aprilia, che dal 2022 dovrebbe schierare un team Factory al 100%. Tu potresti ascoltare le sirene Suzuki, oppure credi di restare legato a Noale?

"Nel 2022 Aprilia rientrerà coma Factory Team, io sarò un team indipendente. Gli accordi di rinnovo con Dorna inizieranno dal 2022. Aprilia avrà bisogno anche di un indipendendent team per sviluppare, per avere delle moto in più, per avere piloti giovani da schierare. Uno schema che applicano tutti oggi in MotoGP. Io quando finirà il 2021 avrò passato 7 anni con Aprilia e di certo non vorrò buttare via tutto. Resterò in MotoGP di certo e so che da parte loro c’è interesse a restare legato. Con chi correrò, lo vedremo, ma di certo Aprilia è una priorità". 

Gresini: "Non è bello per Alex Marquez sapere di non essere confermato in HRC senza aver corso la prima gara"

Nei scorsi giorni si sono rincorse tante voci sul mercato. Come la vedi la possibilità che Pol Espargarò approdi in Honda o in Ducati?

"Di certo per Alex Marquez, pensare di non essere confermato quando ancora non si è corsa la prima gara non è bello. Questo è il mio primo pensiero. Per Pol è un’opportunità avere Honda e Ducati che lo cercano. Ha anche una trattativa in corso per restare in KTM, quindi questo gli fa gioco. Ha molto da pensare, dovrà riflettere bene sul futuro e fare la scelta giusta".

Ai tuoi tempi il mercato piloti era diverso. Ci racconti qualche aneddoto?

"Oggi il mercato è più divertente, per dirla così. Io ricordo di quando ero legato a Garelli e confermai subito di voler continuare con loro quando dominavo. Il mio obiettivo era arrivare alla 250. All’epoca si facevano i contratti in modo diverso, all’epoca si parlava e basta. Oggi si fanno i contratti veri. Ai miei tempi non c’erano i cellulari ed ho vissuto un episodio comico, perché mi chiamò a casa un certo Giacomo Agostini e parlò con mia madre, che se lo dimenticò e me lo disse venti giorni dopo. Mi cercava per fare il test a Monza. Poi da quel test uscì Luca Cadalora. Occasioni sprecate!" 

Come cambierà la quotidianità del Team in pista viste le nuove restrizioni?

"Ci stiamo preparando al nuovo sistema di lavoro nel Paddock. Cambierà tutto, dall’hospitality ai box. Tutto sarà complicato, anche gli orari saranno da gestire. Detto questo, sono comunque felice perché a Jerez dovremmo finalmente cominciare, quindi per me questa è una grande cosa. Abbiamo bisogno di questo, ci serve tornare in attività. Avremo un protocollo che prevede ad esempio una camera singola a persona, auto sanificate prima di entrare nel paddock, orari molto rigidi per tutto e tutti. Ma va bene così". 

Nella tua squadra hai anche i ragazzi della MotoE ed il campione in carica Matteo Ferrari. Cosa lo ha reso il migliore nella stagione d'esordio della categoria?

"Matteo Ferrari è cresciuto molto, ha degli obiettivi molto chiari. Vuole crescere ancora come pilota, ha grandi ambizioni e questo fa parte di un percorso. Oggi corre in MotoE e l’ha fatto molto bene, vincendo un campionato in cui non era di certo uno dei favoriti. Ha dimostrato di potersela cavare molto bene, è cresciuto ed anche nei test invernali ha confermato di essere un leader assoluto di questa categoria. Ha imparato molto in MotoE, ha imparato a valutare gli avversari e secondo me ha fatto un ottimo salto in avanti. Confermarsi campione sarà molto difficile, ma potrebbe rappresentare uno slancio verso altri traguardi. Avremmo voluto fare con lui un test con la Moto2 del 2019, ma non possiamo farlo per regolamento purtroppo". 

Quest'anno hai anche rilanciato Bulega in Moto2. Come stai vivendo questa fase iniziale del vostro rapporto?

"Bulega ha grandi qualità, quando ha debuttato ha fatto vedere grandi cose. Si è perso dopo per tante ragioni diverse, ha dovuto posticipare il debutto in Moto2 e penso che questo abbia rovinato un pelo i rapporti con VR46. Aveva bisogno di nuovi stimoli e credo che abbia ritrovato quella voglia di andare forte in moto. E’ giovane, ha talento e semplicemente bisogna dargli tempo per dimostrarlo in Moto2. Per me ha uno stile da MotoGP, è un pilota che può fare molta strada. Ora deve dimostrare di essere un leader in questa categoria. E’ di certo anche un pilota delicato, lo devi conoscere, lo devi supportare. Devi capirlo, altrimenti non riesci ad ottenere il meglio. Ma sono sicuro che stiamo parlando un pilota molto forte". 

IL RICORDO DI SIMONCELLI E KATO

Tanti appassionati vogliono conoscere storie legate a due nomi del tuo passato. Kato e Simoncelli. 

"Ho conosciuto Kato grazie ad HRC. Loro volevano portarlo nel mondiale ed io l’ho accolto nel mio team. Quando arrivò in Italia, era febbraio. C’era nebbia, lo abbiamo accompagnato a Misano dove aveva preso casa. Quando sono arrivato a casa, mi chiamò dicendo ‘io incidente’. Ho pensato subito che avevamo iniziato proprio bene. In realtà era uscito andando contromano. Era un pilota bravissimo, sapeva usare benissimo il gas ed aveva una percorrenza di curva incredibile. Per lui era importate avere una moto pulita da usare. Non gli piaceva correre col bagnato, ma era capace di stupirti. Ricordo che si addormentava nei box, non è una leggenda, è tutto vero. Lui faceva lo schivo dicendo di non capire la lingua, in realtà capiva molto più di quello che voleva far sapere. Con Gibernau si trovava benissimo, erano diventati amici. Amava la vita, ho un ricordo splendido. Ricordo quando giocava con suo figlio la mattina di Suzuka".

Anche con Marco hai costruito una bella storia. 

"Marco era un pilota grintoso, superdivertente. Amava lottare, prendere sportellate. Non si lamentava mai, era sempre positivo. Credeva in ciò che faceva. Ha lottato con Honda per ottenere quello che voleva nel box. Era uno che difendeva tutti, ma diceva sempre quello che pensava. Era esattamente come si vedeva in TV. Aveva un rapporto incredibile con suo padre. Avrei mille aneddoti. Ricordo che non si spaventava mai. Ricordo una brutta caduta in Malesia, cadde battendo la testa. Appena tornato in pista, prese lo scooter andrò subito a vedere come facevano la curva in cui era caduto gli altri piloti, non lasciava nulla al caso pur essendo un tipo estroso". 

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