MotoGP, Miller: "Meno emozioni e più gestione: così Ducati mi ha scelto"

"Lo scorso anno ho imparato che le gare non durano solo 15 giri e gli ultimi 5 sono cruciali. Pur di tornare a correre farei anche 10 GP sulla stessa pista!"

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Anche dai momenti più difficili possono nascere delle fantastiche opportunità, è quello che successo a Jack Miller, che bloccato in Australia per l’epidemia di coronavirus si è visto promosso nel team ufficiale Ducati nel 2021.

È qualcosa per cui lavoravo da anni, ma è strano al momento” ha confessato in un’intervista con l’ex pilota e attuale commentatore per Fox Chris Vermeulen (potete guardare il video integrale qui sopra).

Di solito certe negoziazioni si fanno in circuito, mentre ora sono in Australia - ha continuato - Sono contento che sia fatta, ora non ho nessuno stress per quest’anno, posso solo pensare a fare del mio meglio e regalare qualche risultato da festeggiare a Pramac”.

Il passaggio in prima squadra è arrivato grazie alle prestazioni dello scorso anno, in cui Jack ha conquistato 5 podi, 3 dei quali nelle ultime 6 gare.

Una delle cose più importanti che ho imparato nella scorsa è la gestione della gare - ha spiegato - Per stare con i primi a volte spingevo troppo e mi ritrovavo a perdere tempo. Devi capire che una gara non dura solo 10 o 15 giri e che gli ultimi 5 o 6 sono cruciali. Non devi farti prendere troppo dalle emozioni, come mi succedeva in passato. Quando venivo superato iniziavo a fare degli errori e si creava un effetto a catena.

Miller ha raggiunto la sua maturità e, con il proprio futuro ormai deciso, non vede l’ora di risalire sulla sua Desmosedici.

Farei anche 10 gare sulla stessa pista pur di tornare a correre - ha sorriso - In questi mesi mi chiedevo cosa fare, senza gare e test, e ho  trovato piccole cose per mantenere la concentrazione”.

Il cross è stata una valvola di sfogo, oltre a un allenamento importante.

Molti piloti sono dovuti stare fermi per paio di mesi, io sono fortunato, ho due piste nelle mia proprietà e un’altra molto vicina dove si allevano dei ragazzi giovani”.

Miller arriva, come molti piloti dallo sterrato, per poi passare alla velocità.

Andai a correre nel campionato nazionale in Tasmania, era la mia seconda volta in pista e caddi 3 volte quel fine settimana - ha ricordato - Agli inizi non avevo moto molto performanti, questo mi ha insegnato ad adattarmi e superate i problemi, mi ha reso il pilota che sono”.

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