Tu sei qui

Folgori: "Annunciare il calendario ora un atto di coraggio, ma dovuto"

Il responsabile FMI del CIV: "Abbiamo voluto dare un segnale. Ogni round sarà una storia a parte, servono misure elastiche. SBK e Premoto3 le categorie che stupiranno"

News: Folgori: "Annunciare il calendario ora un atto di coraggio, ma dovuto"

Share


La giornata di ieri è stata importante per il mondo delle due ruote azzurro, vista l’ufficializzazione del calendario definitivo del CIV 2020, un campionato che anno dopo anno sta crescendo sia sotto in termini di numeri che di spettacolo. Ad ogni modo la situazione resta difficile da gestire ed in piena evoluzione, come conferma Simone Folgori, il responsabile FMI del Campionato Italiano Velocità

“Redigere il calendario della stagione è sempre difficile – spiega Folgori – ed in questa situazione lo è ancora di più, anche per un campionato nazionale. Nella fattispecie ci siamo mossi prima di sapere le tempistiche definitive dei campionati mondiali, cercando di carpire il maggior numero di informazioni per poi scegliere delle date. E’ un atto di coraggio, dato che ad oggi lo stato non ha ancora autorizzato l’attività agonistico, ma dovuto per dare un segnale importante: con un po’ di incoscienza abbiamo stabilito il 5 luglio come data di inizio sperando che, come le ultime notizie sembrano confermare, si possa davvero partire”.

Avete già stabilito le definitive norme di sicurezza?

“Siamo pronti ad attuare le classiche misure di sicurezza contro il virus, ma dobbiamo attendere gli sviluppi delle cose, dato che una decisione di oggi rischia di essere anacronistica tra 15 giorni. Ad oggi non possiamo dare delle linee guida più ampie rispetto a quelle previste nel decreto in vigore fino al 13 giugno: c’è grande necessità di informazioni ma al tempo stesso l’obbligo di procedere lentamente. Certamente ogni appuntamento sarà una storia a sé, visto che nel corso dei mesi tante cose cambieranno, quindi va costruito un sistema di norme elastico ed in grado di mutare”.

Quali sono le informazioni di base riguardo al primo round?

“La prima tappa sarà probabilmente a porte chiuse, ma su altri argomenti come il numero di persone presenti e le modalità di lavoro delle hospitality stiamo ancora lavorando. Ovviamente sono già previste le norme classiche del periodo, come la misurazione della temperatura e l’igienizzazione degli ambienti. Giornalisti? Saranno presenti, ma in numero ridotto”.

Potrete contare su tutti i team previsti? Vi sono state rinunce a causa della crisi?

“Sulla carta il 90% dei team ha confermato la sua presenza: l’idea di fare un campionato su 4 round sembrava essere adatta alla situazione di molti, ma non resta che vedere quale sarà lo scenario una volta nel paddock. Si tratta di un “Rischio imprenditoriale” che reputiamo di poterci prendere”.

Parliamo di ciò che ci piace di più, quindi di pista. Se dovessi consigliare una categoria da seguire con attenzione quale sarebbe?

“Credo che tutte le categorie abbiano gli ingredienti giusti per essere interessanti, ma se dovessi fare una sintesi direi la Superbike e la Premoto3, quindi le due classi agli antipodi. Per la Premoto3 abbiamo avuto davvero un numero altissimo di iscrizioni, e spero che tutti riescano a scendere in pista come da programmi: è una categoria in grande crescita ed in cui crediamo molto. In Superbike vi sarà l’ingresso della RSV4 1100, e stiamo lavorando per l’adozione della centralina unica”.

Una grande novità sarà il debutto della Women’s European Cup. Come è nata questa idea?

“Questa idea fa parte della nostra voglia di anticipare i momenti, lanciando nuove categorie e facendo esperimenti. Questo momento ci sembrava adatto per esplorare il mondo del motociclismo femminile, che è in grande crescita: abbiamo trovato l’appoggio di alcuni promotori, ed abbiamo scelto come cilindrata la 300, dato che vorremmo cercare di crescere delle nuove leve. Per il primo anno sarà una coppa europea, ma speriamo che possa diventare un campionato europeo: era prevista la presenza di ragazze sia dal Sud America che dall’Australia, che spero possano esserci nonostante la situazione. Credo che riusciremo a mettere in pista circa 15 ragazze, e sarebbe già un ottimo risultato”.  

 

 

Articoli che potrebbero interessarti