MotoGP, Rivola: “Temo che Wada voglia dare una punizione esemplare a Iannone”

“Andrea rischia quattro anni. Mi aspetto la sentenza per fine agosto. Il mercato? Voglio tenere Andrea, con Aleix siamo in dirittura d’arrivo. E nel 2022 pensiamo a un team satellite”

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 Massimo Rivola è l’uomo della Grande Rivoluzione Aprilia il secondo ospite del mese di giugno delle nostre live chat. Con l’ex dirigente Ferrari, ora Ceo di Aprilia Racing, abbiamo affrontato diversi temi caldi di questi mesi. C’è infatti il mercato, la ripresa del Mondiale, così come la vicenda legata al doping che ha visto protagonista Andrea Iannone.

“Torneremo in pista a Misano con Bradley Smith per proseguire lo sviluppo della moto – ha esordito Rivola – per l’occasione dovremo fare delle scelte per quanto riguarda il motore entro fine mese, ovvero il 29 giugno. Partiremo quindi con Bradley, in seguito si aggregheranno anche altri team in pista con noi”.

Cosa ci dici della battaglia con KTM che ha tenuto banco durante gli scorsi mesi.

“KTM voleva che Aprilia congelasse i suoi motori dall’inizio dell’anno, ma noi abbiamo detto che non potevamo farlo, dato che il nostro progetto è nuovo. Avevamo infatti bisogno di più tempo e credo sia un compromesso di buon senso. Di sicuro il cambio delle regole ci penalizza più degli altri, dato che il nostro progetto è come detto giovane”.

In MotoGP sei subito diventato “famoso” per la vicenda legata al cucchiaio.

“Nel caso specifico del cucchiaio mi fa piacere notare due cose. La prima è che inizialmente si temeva che una gara potesse continuare anche dopo la bandiera a scacchi, dopo quanto accaduto, invece non lo è stato. La seconda è che poche settimane fa c’era una descrizione interessante in merito a quell’appendice sul sito MotoGP nella quale si parlava di carico aerodinamico E di raffreddamento dello pneumatico posteriore e questa cosa mi ha fatto piacere”.

Parliamo di mercato: Petrucci vi interessa?

“Con Aprilia siamo contenti dei due piloti attuali, anche se non sappiamo cosa accadrà in futuro, vista la situazione di Iannone. Al momento la nostra volontà è tenere sia Andrea che Aleix”.

Qual è la situazione legata ad Andrea?

“In tutti i casi di doping le federazioni sono sempre state più veloci rispetto a quanto accaduto con Andrea. In primo giudizio al pilota hanno riconosciuto che non è stata colpa sua. Ciononostante l’accusa ha chiesto quattro anni. Per quanto riguarda il TAS noi aspettavamo di sapere chi fosse il presidente degli arbitri, ma al momento non abbiamo una comunicazione. La mia paura è che la WADA stia cercando di creare una punizione esemplare per mostrare la propria importanza e che la FIM sia spettatrice. Tutto ciò è abbastanza preoccupante, dato che si parla di 18 mesi di squalifica, ma io sono dell’idea che la WADA chiederà quattro anni per Andrea”.  

Entro quando dobbiamo invece aspettarci l’udienza, perché il tempo incalza?   

“Io mi aspetto che l’udienza arrivi massimo per fine agosto e non oltre. A tal proposito credo sia necessario un minimo di decenza sotto questo aspetto. Stiamo subendo un danno importante, anche perché noi Andrea vogliamo trattenerlo. Di sicuro, qualora questa stagione dovesse essere rovinata, non possiamo far sì che tutto ciò influisca anche sulla seguente”.

Parliamo per un attimo di prodotto: le domande di questo tipo su facebook e Youtube sono una costante: dobbiamo aspettarci un aumento di cilindrata sulla nuova RS 660?

“Al momento non è previsto nulla di ciò".

Quando arriverà la nuova Tuareg 660?

Si dovrà aspettare ancora un anno. C’è un bel lavoro di sviluppo dietro questa moto”.

Tornando alle corse: da quest’anno Aprilia aumenterà il proprio impegno nel CIV con il Campionato Sport Production.

“Noi saremo nel CIV Junior con cinque eventi. Visto l’interesse suscitato dalla moto abbiamo optato per due categorie. L’ispirazione è quella legata ovviamente alla Sport Production, cercando di far divertire i giovani e con costi contenuti. Il valore della moto infatti è di 9 mila euro. Come detto vogliamo aiutare i ragazzi a crescere”.

Massimo, hai mai pensato all’impegno di Aprilia in Moto3?

“Ci ho pensato, ma al momento tutti gli sforzi sono puntati sulla MotoGP, dato che dobbiamo metterci nelle condizioni di lottare con gli altri”.

Quanto manca ad Aprilia un come Gigi Dall’Igna?

“Io sono dell’idea che abbiamo una squadra valida e questo lo dico con grande rispetto verso Gigi. Per il 2020 dovremo vedere quanto la moto mostrerà i suoi difetti di gioventù. Aleix, ai test di Sepang, disse che l’obiettivo era il podio, ma noi vogliamo rimanere coi piedi a terra, anche se sono dell’idea che nei primi tre posti ci arriveremo. Abbiamo infatti un potenziale superiore rispetto al passato, ci sono più tecnici e maggiore informazioni”.

Per quanto riguarda invece l’affidabilità della nuova moto, c’è qualche preoccupazione?

“Il tempo non gioca a nostro favore, però stiamo correndo forte. Al momento non abbiamo riscontrato problemi e sono fiducioso”.

Quando vedremo invece un team satellite Aprilia in MotoGP?

“Un team satellite sarebbe d’aiuto, perché ti consente di avere maggiori informazioni e un aiuto ulteriore legato allo sviluppo. Ducati è stata ad esempio molto brava a tracciare questa strada. C’è comunque l’idea di un team indipendente per il 2022, dato che avere quattro moto significa avere due piloti in più. Un team ufficiale non lo costruisci però dal giorno alla notte, anche se lo scenario di Aprilia e Gresini con team satellite è un obiettivo a cui vorremo puntare”.

Tornando sulla MotoGP, a che punto siete col rinnovo di Aleix?

“Vogliamo tenerlo con noi, lui per noi è il capitano e merita questo riconoscimento. Siamo in dirittura d’arrivo col rinnovo e come detto sono dell’idea che quel podio che lui si auspica possa centrarlo. Ha svolto un lavoro importante con la moto 2020, che è da considerare più facile e guidabile rispetto alla precedente. Il motore ha cambiato il carattere della RS-GP e tutto ciò gli è piaciuto molto".

E la Superbike?

“Quest’anno avevamo previsto qualche wildcard con Ponsson per mettere un piede nel Mondiale. Qualora Dorna e FIM accetteranno il 1100 potremo valutare un ritorno, magari con un team satellite per iniziare, ma ci sarà da capire se sono disposti ad accogliere la  nostra moto”. 

Per concludere: come sarà la MotoGP del futuro?

“Dobbiamo ridurre i costi e fare in modo che la classe regina sia più sostenibile. Abbiamo trattato diversi temi in questi mesi con la priorità legata innanzitutto alla ripartenza del calendario 2020. La speranza di andare fuori Europa a novembre è ridotta. Devo dire che rispetto alla F1, Ezpeleta è una persona che sa interagire con piloti, team e circuiti, riuscendo a essere più efficace”.

 Cosa cambieresti dell’attuale MotoGP?

“Credo sia possibile migliorare qualcosa dal lato regolamentare. Questo è un mondo diverso che rispetto alla F1 nasce da un oggetto diverso come la moto. Alla F1 ruberei forse qualche tecnico come già fatto, perché portare uomini con formazione diversa offre ulteriore crescita. Anche se nelle moto c’è più passione” .

 

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