Mercato moto e scooter: maggio -10%, 2020 -38%, ma il Governo latita

La coda del lockdown e la riapertura dei concessionari portano ad un -10% circa a maggio 2020. Ora ci sarà un rimbalzo, o dopo aver smaltito i primi ordini la situazione potrebbe farsi peggiore?

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Come di consueto, ad inizio mese vengono divulgati i dati del mercato delle due ruote. Dopo marzo ed aprile che resteranno nella storia per i pesantissimi segni negativi (non poteva essere altrimenti, con concessionari e punti vendita chiusi al pubblico), maggio torna a numeri meno allarmanti, ma pur sempre negativi, con un -10,35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ora potrebbe attenderci un giugno con il ritorno al segno positivo, vista la definitiva fine delle misure restrittive e la possibilità di smaltire due mesi di fermo e di arretrato, oppure andremo incontro ad una crisi pesante, conseguenza forse inevitabile dopo quanto accaduto. Di sicuro, come ribadito dal presidente di Confindustria Ancma, Paolo Magri, dal Governo non sta arrivando alcun aiuto. Non ci pensano nemmeno le realtà locali, dato che Milano ha si introdotto delle misure, ma solo a favore dei mezzi elettrici.

Rinnovare dialogo costruttivo con Governo per colmare loro gap conoscitivo e chiedere attenzione su settore trainante”, così dichiara Magri, “In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore, il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della ripartenza”.

I dati, se maggio può essere “accettabile” in questo contesto, con il -10,35%, restano inquietanti su base annuale, con i primi 5 mesi del 2020 che fanno segnare un -37,8%. “La nostra industria non si piange addosso, ma – ha concluso Magri - di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli e fare delle due ruote una soluzione sostenibile e fruibile, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile, quel gap conoscitivo e talvolta ideologico che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40mila persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5,5 miliari di euro”.

IL MERCATO DI MAGGIO - Entrando nel vivo dei dati, nel mese di maggio – la valutazione non può trascurare il fatto che i concessionari moto hanno ripreso l'attività lunedì 4 maggio, perdendo due giorni lavorativi - il totale immatricolato (veicoli > 50cc) si attesta sulle 25.660 unità, corrispondenti ad un calo del 10,35%. Migliore l'andamento degli scooter, che fanno registrare 14.510 veicoli e una flessione del 9,57%, più marcato invece il calo delle moto (-11,35%), pari a 11.150 veicoli venduti. I ciclomotori si fermano a 1.335 unità con una flessione del 27%.

IL SUCCESSO DELL’ELETTRICO (ma con numeri ancora molto marginali) - Un discorso a parte merita il mercato dell'elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo del 11,1% (risultato comunque lusinghiero rispetto ai termici), scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.

I PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO - Nel totale anno (gennaio – maggio 2020), le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con le moto che immatricolano 31.205 veicoli e perdono il 40,2% del loro mercato e gli scooter che fanno registrare 36.597 unità e un calo del 37,1%. Meno negativo l'andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi. Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, con un calo del 37,8%.

ANALISI PER CILINDRATA - Negli scooter si evidenzia la tenuta dei 125cc, che si confermano cilindrata più venduta con 13.250 veicoli pari a -36,1%. Seguono le cilindrate 300-500 con 12.572 unità, che mostrano un vistoso calo del 45,1%. Migliori rispetto all'andamento generale del segmento le cilindrate 150-250cc con 6.471 pezzi e un calo del 31,7% e, soprattutto, i maxiscooter oltre 500cc, che immatricolano 4.304 veicoli e segnano una flessione del 16,2%. Nelle moto le cilindrate oltre 1000cc guadagnano il vertice con 8.640 veicoli immatricolati e un calo del 36,1%, seguite dalle cilindrate 800-1000 con 7.788 unità, ma un andamento decisamente peggiore, che si attesta al -48,2%. Al terzo posto le 650-750cc, che fanno registrare 5.346 veicoli per una flessione del 35,8%. In linea con l'andamento generale sia le 300-600cc con 5.424 pezzi e un calo del 40,2%, sia le 125 con 3.071 unità e una flessione del 40%. Chiudono le cilindrate comprese tra 150cc e 250cc che, a fronte di sole 936 immatricolazioni, fanno segnare la flessione più contenuta (-16,3%).

I SEGMENTI - Nell'analisi per segmento moto, troviamo al primo posto le enduro che totalizzano 11.706 pezzi pari a una flessione del 36,8%. Seguono da vicino le naked con 11.008 veicoli e un calo del 42,9%. Terzo segmento per rilevanza numerica le moto da turismo, che fanno registrare 4.107 unità corrispondenti a una flessione del 41,7%. Meno negativo l'andamento delle sportive con 1.704 pezzi e un calo del 31%, mentre in profondo rosso le custom con 1.499 moto immatricolate e un calo del 45,5% e le supermotard, che fanno registrare 746 veicoli e perdono il 50,5% del mercato.

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