Barnabò: “Petrucci? Puó vincere il mondiale SBK, lo prenderei subito”

“C'è troppa politica in MotoGP. Se dovesse lasciarla ha tutte le carte in regola per vincere il mondiale. Il CIV? Difficile fare una previsione, il nuovo regolamento ci penalizza”

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Le moto stanno lentamente tornando in pista. Girando sui social e sul web si vedono i primi video e le prime immagini dei piloti sui circuiti di tutto il mondo. Oggi sarà una giornata importante per Ducati visto che il team Barni sarà a Misano per la prima giornata di test. Nella diretta di ieri sera sui nostri canali Facebook e YouTube è intervenuto Marco Barnabò, patron del team che corre nel mondiale SBK e nel CIV. 

“Il nostro sport deve ripartire, è fondamentale. Magari molti a casa pensano che sia una cosa superficiale ma bisogna capire che le corse sono un lavoro per tantissime persone. Il motociclismo è una filiera enorme che non va fermata, io sono convinto che con le precauzioni corrette e con le norme di sicurezza si possa e si debba ripartire. Se una cassiera ha lavorato e visto 400 persone al giorno noi possiamo lavorare in 10 in un ambiente all’aperto”. 

Cosa ti aspetti dalla giornata?

“Questo non è un test fondamentale per il mondiale perché non c’è Camier. Lo facciamo soprattutto per il CIV e per prepararci alle normative di distanziamento sociale. Domani faremo un bel lavoro e mi aspetto molto anche da Randy Krummenacher che salirà sulla nostra moto per la prima volta. Il fatto che lui non conosca la V4 permetterà al team di avere un punto di vista diverso sulla moto”. 

Notizia di questi giorni è l’ufficialità del passaggio di Jack Miller dal team Pramac alla squadra ufficiale Ducati in MotoGP. Questo, come confermato in esclusiva a noi di GPOne da Alberto Vergani chiude praticamente ogni possibilità di permanenza nel team per Danilo Petrucci. Il pilota ternano sembra essere vicino alla SBK, secondo te potrà fare bene nella categoria?

“Io sarei disposto a prendere Danilo già da subito. Con lui nel 2011 abbiamo fatto un anno bellissimo, vincendo il mondiale Superstock. Io e Danilo siamo rimasti amici e posso dire che è un gran pilota ma purtroppo nella MotoGP c’è troppa politica. Nel caso in cui dovesse venire in SBK penso che abbia tutte le carte in regola per vincere il mondiale”.

Sempre in ottica mercato, cosa ti aspetti da questo 2020, voi pensate di potervi muovere?

“La cosa che mi interessa di più è fare bene con Camier. Ho preso questo pilota perché credo che possa fare qualche podio e se le cose andranno bene potremmo continuare insieme anche nel 2021, vedremo cosa succederà. Per quanto riguarda gli altri credo che non sarà un mercato diverso dal solito, chi dovrà cambiare cambierà”. 

Che sensazioni hai sulla ripresa del campionato?

“Ancora non c’è nulla di ufficiale ma credo che si partirà da Jerez ad agosto e a me non sembra una grande idea. Ci saranno 65° sull’asfalto e si aggiungeranno problemi, oltre a questo la Spagna è in una situazione forse peggiore, in questo momento, del nostro Paese. Le cose evolvono molto velocemente, so che ci sono molti problemi a livello organizzativo ma la cosa migliore sarebbe stata partire in Germania o in Olanda, paesi un po’ più freddi, per poi spostarci in Spagna a novembre/dicembre. A tutto questo va aggiunto anche l’aspetto economico, la MotoGP può vivere solo con i diritti televisivi mentre noi abbiamo bisogno del pubblico per andare avanti”. 

Tornando ai mesi difficili del lockdown, la tua officina è stata una delle prime a manifestare solidarietà nei confronti del personale medico, avete deciso di dare una mano ed agevolare i loro spostamenti. 

“La nostra è stata ed è tutt’ora una delle zone più colpite dal virus, dobbiamo pensare a chi soffre e a chi ha sofferto in questi mesi. Ad ogni modo dobbiamo ripartire, qui a Bergamo e a Brescia siamo abituati a lavorare, ce lo hanno inculcato nella mente da bambini. Io non penso di aver fatto niente di fondamentale, volevo dare una mano e quando ho potuto l’ho fatto volentieri. Quello che mi infastidisce è che tutti hanno ringraziato i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario per gli enormi sacrifici che hanno fatto, ma nessuno gli ha dato un euro. Con i ringraziamenti non si fa la spesa…”

Perché nel CIV il team Barni è così dominante mentre nel mondiale la V4 fatica ad ottenere risultati costanti?

“La moto di serie è più facile da sistemare e da mettere in pista. Le moto di Ducati sono super sportive ed un privato che acquista da un concessionario può andare in circuito senza problemi facendo solo qualche piccola modifica. Le moto del mondiale sono molto più complesse e  più difficili da guidare”. 

Sempre parlando del Campionato Italiano, quali sono le tue previsioni per questo 2020?

“Avere Michele Pirro in squadra è un gran vantaggio ma i campionati sono vinti anche dai team e dalle moto. Questa stagione è difficile fare pronostici, noi avremo molte penalizzazioni per via della centralina unica, dei kg di zavorra e dei giri limitati. Oltre a questo Aprilia correrà con il 1100CC, è un cambio importante”.  

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