MotoGP, Ciabatti: "Dovizioso? Senza fretta: la Ducati è la moto più competitiva"

“Siamo fiduciosi che rimanga. In caso contrario prenderemo il tempo necessario per capire come muoverci. Miller migliorerà ancora. Danilo? Ha pagato il ritardo del mondiale e il fatto di essersi perso per strada a metà 2019”

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La notizia del giorno è senza dubbio il passaggio di Jack Miller nel team ufficiale a partire dalla prossima stagione. Lo avevamo scritto il 19 maggio scorso, quella di oggi è stata la conferma.

Ducati ha quindi iniziato a scoprire le carte in ottica 2021 e a tal proposito ci ha pensato Paolo Ciabatti a intervenire sulla questione. Nella lunga chiacchierata il direttore sportivo della Casa di Borgo Panigale ha spiegato le ragioni che hanno portato a questa scelta, ovvero dentro l’australiano e fuori Petrucci.

Oltre al tema caldo del giorno, non manca poi un accenno a quella che è la trattativa per il rinnovo di Andrea Dovizioso, così come le voci legate all’arrivo di Jorge Martin nel team Pramac.

“L’idea iniziale era quella di aspettare l’avvio di questa stagione per pianificare la squadra per il 2021 – ha esordito il manager piemontese - Jack era uno dei piloti candidati a passare nel team ufficiale. Purtroppo però, a causa della diffusione del COVID-19, ci siamo trovati a fronteggiare una situazione inedita, dovendo basarci sui risultati della scorsa stagione e di conseguenza siamo arrivati a questa scelta. Ne abbiamo parlato la scorsa settimana in Ducati (QUI la nostra ricostruzione) , esplorando questa possibilità per poi concretizzarla”.

Cosa vi ha convinto a puntare su Miller?

“La valutazione è stata fatta basandosi su quello che è il potenziale del pilota e su cosa può ancora esprimere. Jack ha soli 25 anni, per certi versi può essere già considerato come un veterano della MotoGP, ma siamo dell’avviso che questo fosse il momento giusto, dato che la moto ufficiale può dargli una motivazione extra. È una decisione di cui siamo soddisfatti, anche se non è stata certamente facile vista la mancata partenza del Mondiale”.

Cosa chiede la Ducati a Miller per il 2020 e il 2021?

“Da lui ci aspettiamo che, avendo a disposizione una moto identica a quella ufficiale dimostri un percorso di crescita con maggiore continuità nelle prestazioni. Forse in alcune situazioni gli è mancata della costanza, ma allo stesso tempo siamo convinti possa andare a colmare queste lacune, lottando per il podio in tutte le gare. Questo vale per lui, così come per tutti i piloti ufficiali Ducati”.

A oggi Miller ha vinto una sola volta in MotoGP. Vi preoccupa?

“Come ho detto non è stata una scelta facile, ma siamo convinti della nostra decisione. Ovviamente non si è mai sicuri delle scelte fino a quando non si vedono poi i risultati in pista. Siamo però dell’avviso che lui possa andare a colmare alcune sue lacune per raggiungere quella completezza che cerca”.

L’arrivo di Miller ha come conseguenza l’addio a Petrucci.

“A Danilo abbiamo detto che per il 2021 avevamo in mente un diverso assetto, ovvero un team ufficiale composto da Dovizioso e Miller. Questo non significa che Danilo sia fuori dalla Ducati, dato che dobbiamo ancora trovare l’accordo con Dovizioso. Noi, come Ducati, avremmo piacere che Danilo rimanesse in orbita Ducati, valutando una possibilità in Superbike, qualora non ci fossero alternative per lui in MotoGP. Questo perché siamo affezionati a Danilo come persona e pilota”.

Questo significa che Davies rischia il posto.

“La Ducati ha prospettato questa possibilità in SBK al suo manager, Alberto Vergani, la quale deve essere considerata come interessante da Petrucci. Ovviamente sarà necessario confrontarsi con Cecconi, patron di Aruba. E qua ci siamo fermati coi discorsi. Con questo però non voglio dire che Davies sia fuori dalla Ducati Superbike, ci terrei fosse chiara la cosa, dato che non abbiamo ancora parlato di nulla”.

Come mai Petrucci non si è guadagnato la conferma?

“Io sono dell’idea che la stagione 2019 di Danilo,parlo ovviamente della seconda parte, è stata al di sotto delle sue e delle nostre aspettative, dopo un avvio positivo che lo ha visto vincere al Mugello. Dovendo fare un bilancio di quel Mondiale, nella seconda parte lui si è perso per strada e ha poi fatto fatica a ritrovare la competitività, cosa che tra l’altro lui stesso ha ammesso. Di sicuro questa cosa non ha giocato a suo favore, così come la diffusione del COVID-19, che ha comportato lo slittamento nel Mondiale. A volte però ci sono dei momenti in cui è necessario prendere delle decisioni, col rischio che possano essere sbagliate, ma bisogna comunque scegliere”.

Petrucci a parte, c’è poi la questione Dovizioso. A che punto siamo?

“L’obiettivo della Ducati e, penso anche quello di Andrea, è quello di proseguire assieme. Al momento stiamo attraversando un momento complicato a livello economico, soprattutto se volgiamo lo sguardo a settembre. Non voglio essere catastrofista, ma ci aspettano dei mesi molto complicati dal lato finanziario.  Di sicuro, impegnarsi secondo quelli che erano i piani pre covid, non è possibile. A questo punto credo sia corretto confrontarsi con l’attuale realtà. Penso che questa cosa sia chiara a tutte le parti coinvolte nella trattativa tra Ducati e Dovi, cercando ovviamente di trovare un accordo ragionevole”.

Vi siete dati una scadenza?

“Al momento non c’è una tempistica entro la quale risolvere la situazione, anche se il quadro generale è abbastanza chiaro per arrivare a un accordo entro breve termine. Non abbiamo fretta, anche perché pensiamo di avere la moto più competitiva nel paddock. Le carte sul tavolo sono chiare per tutti e di conseguenza non c’è una deadline”.

E se Dovi dovesse rinunciare alla Ducati?

“Noi siamo fiduciosi sul fatto che Dovizioso prosegua con noi. In caso contrario prenderemo il tempo necessario per capire come muoverci”

Paolo, c’è infine la possibilità di vedere Jorge Martin in sella alla Ducati del team Pramac. Si saprà qualcosa nelle prossime settimane?  

“No comment (sorride)”.            

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