Francia 8 miliardi per l’auto, Italia 120 milioni per i monopattini

Un piano per far diventare la Francia il primo produttore europeo di auto elettrificate, ma anche un prestito da 5 miliardi per Renault, di cui lo stato è azionista

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Il confronto sembra impari, ma lo è davvero. Mentre il nostro governo si dimentica di auto e moto, concentrando le sue attenzioni di biciclette e monopattini, altrove si mettono in campo misure concrete per il rilancio di un settore fondamentale per l’economia, quello delle auto e delle moto.

Purtroppo da settimane da noi si discute del fantomatico “incentivo sui monopattini”, che propone un bonus fino a 500 euro per promuovere questa innovativa forma di trasporto. Poco importa se sia una delle cose più pericolose con cui muoversi nelle città (senza alcuna copertura assicurativa, oltretutto) e se lo Stato abbia proprio il settore dei trasporti a motore e del relativo indotto come prima fonte del proprio gettito.

Ci sarebbe da ridere, se non fosse che la situazione è drammatica e coinvolge decine di migliaia di persone che vedono a rischio il proprio lavoro. Si, perché l’incentivo su bici e monopattini sembra avere un budget di 120 milioni di euro, facendo diventare la possibilità di ottenere il bonus una sorta di lotteria a vantaggio di una piccola porzione di chi si è già comprato i nuovi “mezzi” per gli spostamenti in questa fase, pagando l’importo pieno nella convinzione di ottenere uno sconto che arriverebbe solo a pochi fortunati (240 mila circa, facendo un rapido calcolo).

In Francia un altro mondo. Un settore che oltralpe dà lavoro a circa 400 mila persone in modo diretto, oltre il doppio in modo indiretto, è stato tenuto in grande considerazione, mettendo in campo misure concrete. Macron vuole che il suo Paese diventi con questo il riferimento europeo nell’elettrificazione e, oltre al prestito di 5 miliardi di euro a Renault, la cui proprietà è al 15% dello Stato, mette sul piatto incentivi fino a 7 mila euro (per i privati, 2 mila in meno per aziende e professionisti, tetto che scende a 2 mila per le ibride plug-in), per un totale di altri 3 miliardi.

Si tratta di “ecobonus” con focus su elettriche ed ibride, operativo dal primo giugno e con copertua fino a 200 mila auto. Si incentiva anche l’aggiornamento di veicolo diesel e benzina, con dai 2 ai 4 mila euro per l’istallazione di sistemi per la riduzione dei consumi e delle emissioni (pare possano accedervi circa il 70% dei veicoli circolanti). L’unica contropartita imposta dal governo francese è che le case garantiscano che produzione e ricerca avvengano entro i confini nazionali.

E in Italia? Al momento il decreto “Rilancio” lascia solo le briciole per le auto, con un budget di 100 milioni per l’ecobonus sul 2020 e 200 per il 2021. Ignorate tutte le altre richieste pervenute al governo da parte di un settore in ginocchio da un lato, ma fondamentale per la nostra economia dall’altro. Pare che ci si stia attenti solo quando si debba trovare il modo di tassarlo in qualche modo diretto o indiretto.

L’unica concreta iniziativa in Italia, di cui di parla al momento, è il prestito da oltre 6 miliardi, garantito dallo Stato ed a favore del gruppo italo-americano con sede in Olanda, FCA.

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