MotoGP, Hernandez: "Per Marquez conta solo vincere, il resto è un disastro"

Il capotecnico di Marc: "l'ambizione è nel suo DNA e non deve mai cambiare. Le prime due gare per noi saranno una sorta di test"

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Santi Hernandez è una delle persone che conosce meglio Marquez e il rapporto fra il capotecnico e il campione spagnolo è uno dei segreti dei loro tanti successi. Marc ha sempre sottolineato di quanto la sua squadra sia importante per lui e il tecnico spagnolo sa sempre cose vuole.

Hernandez, in un’intervista rilasciata a motogp.com, ha parlato della stagione che dovrebbe partire a metà luglio a Jerez e di una cosa è sicuro: Marquez non si accontenterà.

Penso che quando sei un pilota come Marc o quando giochi in una squadra di calcio e l’unica cosa che valga è vincere il campionato, ogni risultato inferiore è un disastro - ha affermato - Perciò penso che per noi non importi  se ci saranno 12  o 20 gare. Alla fine, il nostro obiettivo è vincere il Mondiale con un pilota come Marc che, come abbiamo visto, sta infrangendo molti record e l’unica cosa che gli importi è la vittoria. Per noi, non cambia niente.

Santi sa che Marquez è l’uomo da battere, ma è una situazione a cui è abituato.

Ogni hanno c’è pressione e specialmente per Marc perché è il campione in carica - ha continuato - Tutti vogliono batterti e quelli che lo hanno fatto lo scorso anno vogliono farlo ancora. I nostri obiettivi non cambiano, noi andiamo in pista per vincere”.

Spesso si dice che Marc rischi troppo ma questo per il suo capotecnico non è un problema.

Come si è potuto vedere, negli ultimi anni Marc è maturato molto e specialmente ha imparato dai propri errori - ha sottolineato - Dico sempre che lui sa imparare dai propri sbagli, ma la cosa più importante è che non può perdere il suo DNA. È come è, ha raggiunto quello che ha raggiunto per questo motivo, l’ambizione è nel suo DNA, dà sempre il 100%, anche il 200% e credo che non debba cambiare la sua mentalità”.

Questo non significa che il cervello non abbia la sua parte, soprattuto in un campionato che si correrà su meno gare.

Come abbiamo visto negli scorsi anni, la cosa più importante è la consistenza, fare punti in ogni gara e soprattutto in campionato così corto - ha osservato Santi - Una penalità o una caduta o altro vorrebbe dire non fare punti e sarà più complicato recuperarli”.

Lo stop è servito a Marc a guarire completamente dopo l’operazione alla spalla, ma ha lasciato anche tanti dubbi riguardo alla Honda. Nell’ultimo test in Qatar il team sembrava avere trovato il bandolo della matassa, ma è mancata la controprova in gara.

Per noi, la prima e la seconda gara saranno una sorta di test - ha ammesso Hernandez - Dobbiamo valutare quello che è meglio, la migliore base per iniziare e soprattutto confermare che quello che avevamo provato nell’ultimo giorno di prove in Qatar andava nella giusta direzione. Ci preoccupano un po’ il freno motore, la frenata, il grip, la fiducia con l’anteriore, sono le aree in cui avevamo faticato nei test invernali”.

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