Harley-Davidson cambia rotta, nuovi modelli rimandati e cancellati

Il cambio al vertice inizia a produrre i suoi frutti. Un ritorno alla tradizione che per ora fa slittare al 2021 le nuove (e discusse) Pan America 1250 e la Bronx, ma sembra solo l’inizio

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Tutto ha inizio proprio parallelamente con le prime fasi dell’emergenza in corso. Matthew Levatich, nei primi giorni di marzo, ha infatti lasciato il timone di Harley-Davidson dopo ben 26 anni. Una scelta sofferta probabilmente, figlia di uno dei periodi non tra i più fortunati del brand americano. Il marchio appare infatti da tempo in crisi di identità, o meglio alla ricerca di un piano strategico che gli consenta di recuperare quote di mercato perse nel corso degli ultimi anni, dandosi al contempo una nuova immagine, credibile e di successo, ma in grado di fargli conquistare quelle nuove generazioni, che paiono essere poco legate ad uno dei nomi più importanti della storia del motociclismo.

A prendere il comando, o meglio il ruolo di CEO, è stato Jochen Zeitz, che alcuni ricorderanno per la sua fortunata avventura con Puma, azienda data per spacciata, che nei 18 anni in cui è stata da lui diretta è invece diventata una “macchina da soldi”. Così, almeno nelle intenzioni, si spera possa fare con Harley-Davidson, che ha perso qualcosa come il 20% in termini di moto vendute degli ultimi 6-7 anni.

La strada che si era scelta in precedenza pare non fosse quindi quella giusta, o meglio non aveva dato ancora i suoi frutti. Del programmaMore Roads to Harley-Davidson” sappiamo che doveva portare oltre 100 nuovi modelli, molti dei quali inediti e di ingresso in segmenti mai toccati prima. Pensiamo alla elettrica LiveWire, al momento ancora oggetto di parecchie critiche da parte dei detrattori di questo tipo di tecnologie, ma che ha avuto non pochi problemi che hanno finiti per contrastare la sua affermazione, se pur di nicchia. Doveva essere la prima di una serie di modelli con propulsori elettrici, ma il programma sembra ora fortemente a rischio.

La decisione di Zeitz sembra infatti essere quella di concentrarsi sulla tradizione e sui valori ad essa legati, tant’è che “More Roads to Harley-Davidson” è diventato “Rewire”, rallentando drasticamente questa smania di cambiamento, che si dice avesse tra i suoi obiettivi anche la realizzazione di nuovi loghi per la casa di Milwaukee, a almeno la creazione di uno nuovo dedicato alla gamma elettrica.

Il primo passo, anche se potrebbe solo essere legato all’emergenza in corso, è quello di un silenzioso spostamento al 2021 del debutto di due nuovi modelli, entrambi in segmenti precedentemente non coperti. Sulle pagine del sito sono state infatti cambiate le date per l’entrata in gamma della naked sportiva Bronx e della crossover (molto discussa per un look davvero particolare) Pan America 1250. C’è da pensare che a qualcuno non potranno sembrare due pedine particolarmente strategiche per il rilancio del marchio, ma non verranno quasi certamente cancellate.

Le abbiamo già viste alla scorsa edizione di Eicma ed è stato investito troppo per rinunciare ora alla loro produzione. Pensate che saranno entrambe dotate di un motore tutto nuovo, il Revolution Max, che dovrà essere sicuramente sfruttato in qualche modo in futuro. Molti altri progetti sono invece ben più rischio, ma solo nei prossimi mesi, o meglio anni, sapremo di preciso cosa ci attende per il futuro del marchio americano.

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